La mostra "Il Viaggio del Plasma" arriva a Rieti

La mostra “Il Viaggio del Plasma” arriva a Rieti

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“La Sabina Universitas è onorata di accogliere nel proprio campus la mostra itinerante ‘Il Viaggio del Plasma’, il cui obiettivo è quello di incoraggiare i cittadini, in particolare i più giovani, a contribuire con donazioni” – ha dichiarato Mariella Cari, Presidente del Consorzio Sabina Universitas. “Questo ateneo ospita oltre 1.200 studenti, e molti di essi seguono corsi nelle professioni sanitarie, rendendoci un pubblico predisposto a raggiungere gli obiettivi della campagna, sia per quanto riguarda la formazione che il cambiamento culturale sul tema delle donazioni di sangue. Stiamo quindi potenziando i nostri servizi e la nostra missione”.

Il percorso de “Il Viaggio del Plasma” è illustrato attraverso immagini di associazioni di donatori, centri trasfusionali, luoghi di raccolta, stabilimenti produttivi e organizzazioni di pazienti, con l’intento di sensibilizzare, in particolare i giovani, sull’importanza della donazione di sangue e plasma e sul valore terapeutico e sociale delle terapie salvavita.

“Siamo oggi nella sede ideale per formare i giovani” – ha affermato Stefania Vaglio, Direttrice del Centro Regionale Sangue del Lazio e Responsabile dell’Unità Operativa Complessa SIMT del Sant’Andrea di Roma. “Ricordiamo che la raccolta di plasma si basa sulla donazione, e quindi un grande grazie a tutte le associazioni che lavorano instancabilmente ogni giorno. Solo di recente si è cominciato a comprendere che anche il plasma è un salvavita, essenziale per la produzione di farmaci vitali. Nel 2020, un anno che molti di noi ricordano, si è registrato un calo del 20% nella raccolta di sangue negli Stati Uniti, il che ha portato a una carenza di immunoglobuline e all’interruzione di distribuzione anche in Europa. Questo è un chiaro esempio di una situazione critica che ci impone di lavorare per raggiungere l’autosufficienza. Nel Lazio, i giovani rappresentano solo il 15% dei circa 140.000 donatori, un dato preoccupante. È, quindi, fondamentale far comprendere ai giovani l’importanza delle donazioni per i pazienti e per la sostenibilità del sistema”.

“Fortunatamente, nel Lazio, stiamo osservando un significativo aumento nella raccolta di plasma, anche grazie a vari progetti implementati dal CRS con il sostegno della Regione” – ha aggiunto. “Un esempio è l’apertura pomeridiana dei centri di donazione, che consente alla maggior parte delle persone di poter donare in orari più adatti alle loro esigenze lavorative”.

Il plasma è una risorsa strategica a livello globale, non sintetizzabile chimicamente, e rappresenta una fonte preziosa che si ottiene esclusivamente attraverso la generosità dei donatori. Donare plasma è un gesto semplice, indolore e sicuro, che è cruciale per la produzione di farmaci salvavita necessari per la cura di malattie gravi e rare come l’Emofilia di tipo A e B, le malattie emorragiche, le immunodeficienze primitive, l’angioedema ereditario e le patologie respiratorie ereditarie. La donazione è aperta a tutte le persone in buona salute tra i 18 e i 65 anni, e viene effettuata previa visita medica ed esami di laboratorio, contribuendo così a uno screening gratuito per i volontari.

“Ricordo vividamente il mattino del terremoto di Amatrice. La prima ambulanza arrivò e la necessità di sangue per le trasfusioni divenne immediatamente evidente. Fortunatamente, grazie alla generosità dei donatori, riuscimmo a raccogliere una quantità significativa di sangue in una sola giornata” – ha spiegato durante la conferenza stampa Stefano Venarubea, Direttore U.O.C. Laboratorio Analisi e Responsabile UOSD Medicina Trasfusionale, ASL Rieti. “Tuttavia, il sangue rimane sempre un’emergenza. Iniziative come questa sono fondamentali per sensibilizzare la popolazione sull’importanza delle donazioni, così come lo è il lavoro instancabile delle Associazioni per indirizzare i donatori e garantire che il sangue sia sempre disponibile per chi ne ha bisogno. La lavorazione del sangue è altrettanto cruciale. Gli emocomponenti, come globuli rossi, piastrine e plasma, sono indispensabili per numerose terapie salvavita. I farmaci derivati dal plasma, come le immunoglobuline e i fattori della coagulazione, permettono di trattare diverse patologie ematologiche e immunologiche. Senza una lavorazione adeguata, non sarebbe possibile ottenere questi preziosi componenti e garantire cure efficaci ai pazienti”.

Per comprendere l’importanza della donazione per la comunità dei pazienti, è sufficiente sapere che per la cura annuale di una persona affetta da immunodeficienza primitiva sono necessarie 130 donazioni di plasma e che per le terapie annuali di un paziente con emofilia ne servono 1.203.

“Questa mostra, che Takeda ha orgogliosamente supportato, narra attraverso le immagini il viaggio del plasma da vena a vena. Come azienda, abbiamo una grande responsabilità: trasformare il plasma donato nel Lazio, e in altre regioni italiane e nel mondo, in farmaci salvavita per i pazienti affetti da patologie gravi e rare. Questa iniziativa rende omaggio ai circa 1.000 dipendenti italiani che lavorano nei nostri stabilimenti di Rieti e Pisa, dedicando ogni giorno tempo, esperienze e passione a questo scopo”, ha concluso Francesca Micheli, Amministratore Delegato di Takeda Manufacturing Italia.

Il 2024 si è chiuso con una raccolta di plasma da record. Oltre 900.000 chili, infatti, sono stati conferiti nell’ultimo anno al frazionamento industriale, un risultato ottenuto grazie alla generosità dei donatori italiani, spingendo così il nostro paese verso l’autosufficienza nazionale dei farmaci plasmaderivati. In attesa del report finale, questi dati rappresentano un incremento del 3% rispetto agli 880.000 chili del 2023.

Questa iniziativa in un grande polo universitario è finalizzata a richiamare l’attenzione sulla cultura della donazione e a sensibilizzare quella fascia di popolazione, tra i 18 e i 30 anni, che potrebbe contribuire in maniera decisiva all’incremento delle donazioni e a compensare ulteriormente le attuali carenze.

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