Respinto il ricorso di Toscana Rossa: la denuncia di Rifondazione Comunista

Respinto il ricorso di Toscana Rossa: la denuncia di Rifondazione Comunista

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Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso di Antonella Bundu e Toscana Rossa riguardo all’esclusione dal consiglio regionale. Il partito di Rifondazione Comunista Toscana ha espresso un forte disappunto sulla decisione, giudicandola “un gravissimo atto d’accusa contro la Regione Toscana e la sua maggioranza”.

Secondo l’interpretazione del partito, la sentenza confermerebbe che il ricorso “doveva essere rigettato secundum legem”, dato che la normativa regionale stabilisce una soglia specifica per le liste, e il solo superamento da parte della candidata presidente non è sufficiente.

Nel comunicato si evidenzia inoltre come i giudici abbiano considerato le ragioni del ricorso “astrattamente plausibili”, richiamando il caso del Veneto, dove la legislazione elettorale regola diversamente situazioni analoghe. Per Rifondazione, questo elemento rappresenterebbe “una chiara accusa politica al centrosinistra”, accusato di avere elaborato una legge elettorale “in contrasto con il principio di uguaglianza del voto e a favore di un bipolarismo forzato”.

Particolarmente forte anche la critica alla maggioranza regionale: “Giani e la sua maggioranza dovrebbero vergognarsi: non hanno intrapreso alcuna azione per modificare la legge quando, mesi fa, avevano accennato a possibili cambiamenti; oggi ci troviamo con consiglieri regionali eletti con la metà dei voti di Toscana Rossa, e anche chi, come i nuovi arrivati di Vannacci, non ha ricevuto neanche un voto! Non ci sorprende che Giani rimanga in silenzio sulle denunce in conformità ai decreti sicurezza: ogni azione contro il dissenso (sia dentro che fuori le istituzioni) è funzionale a sostenere un sistema di potere politico vigente.”

Rifondazione conclude ribadendo l’impegno a proseguire la mobilitazione “per dare una rappresentanza politica e sociale a oltre il 5% di elettrici ed elettori che, secondo il partito, rimangono esclusi dalla rappresentanza istituzionale”.

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