Come il Ppwr sta trasformando il packaging in Europa

Come il Ppwr sta trasformando il packaging in Europa

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La sostenibilità riguarda anche gli imballaggi. La progettazione, il riutilizzo e la riciclabilità costituiscono i fondamenti necessari per ridurre l’impatto ambientale del packaging e promuovere l’economia circolare in questo settore. Una recente iniziativa europea, il regolamento Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation), stabilisce requisiti vincolanti per le aziende e propone nuove abitudini di consumo per i cittadini, interessando tutti i tipi di imballaggi.

Quando entrerà in vigore il Regolamento Ppwr?

Il Regolamento (UE) 2025/40, noto come Ppwr, è diventato effettivo l’11 febbraio 2025, con applicazione obbligatoria a partire dal 12 agosto 2026. Esso mira a ridurre rifiuti, sprechi e l’impatto ambientale degli imballaggi lungo il loro ciclo di vita, oltre a limitare l’uso di materie prime vergini, facilitando una transizione verso un’economia più sostenibile e circolare.

Secondo la Commissione Europea, un cittadino europeo produce mediamente circa 180 kg di rifiuti da imballaggio all’anno. Inoltre, gli imballaggi rappresentano un uso significativo di materiali vergini, con il 40% della plastica e il 50% della carta nell’Unione Europea destinati a questo scopo. Senza misure correttive, è previsto un incremento del 19% dei rifiuti da imballaggio entro il 2030, con un aumento del 46% per quelli in plastica.

Per affrontare questa sfida, il PPWR interessa ogni fase del ciclo di vita degli imballaggi: dalla progettazione all’uso, dal riuso al riciclo. Le aziende dovranno investire nella riprogettazione, nell’uso di materiali riciclati e nell’adeguamento dei loro processi operativi. Anche i consumatori saranno coinvolti, dovendo adattarsi alla raccolta differenziata e a un maggiore utilizzo di opzioni riutilizzabili.

Cosa prevede il Regolamento su imballaggi e rifiuti di imballaggio

Il Regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, una misura centrale del Green Deal, sostituisce la precedente Direttiva 94/62/CE ed è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, senza necessità di recepimento. Le nuove disposizioni riguardano tutti gli imballaggi, a prescindere dal materiale utilizzato (plastica, carta, metallo, vetro) e dalla loro provenienza (industriale, commerciale, domestica).

L’obiettivo principale è ridurre i rifiuti di imballaggio del 15% per Stato membro e pro capite entro il 2040, rispetto ai dati del 2018. Secondo la Commissione, questo comporterebbe una riduzione complessiva dei rifiuti nell’Unione Europea del 37% rispetto a uno scenario senza modifiche legislativa.

Per raggiungere questi traguardi, la normativa si concentra sulla prevenzione, fissando obiettivi vincolanti per la riduzione degli imballaggi, promuovendo la riutilizzabilità con quote minime obbligatorie e stabilendo che entro il 2030 tutti gli imballaggi debbano essere riciclabili.

Il Regolamento prevede anche percentuali minime obbligatorie di plastica riciclata, vieta imballaggi superflui (es. imballaggi doppi, solo esteticamente accattivanti) e introduce un’etichettatura uniforme in tutta l’Unione per facilitare il corretto smaltimento. Inoltre, amplia la responsabilità del produttore: chi immette sul mercato imballaggi inquina e quindi paga di più.

Detto ciò, l’attuazione delle nuove misure sarà graduale: entro il 17 febbraio 2027, i servizi di ristorazione e take-away devono consentire l’uso di contenitori personali alle stesse condizioni economiche degli imballaggi monouso; entro il 17 febbraio 2028, devono attivare sistemi di imballaggi riutilizzabili con condizioni favorevoli rispetto al monouso.

Entro il 2030, infine, dovranno essere raggiunti diversi obiettivi vincolanti, tra cui la riciclabilità di tutti gli imballaggi e la percentuale minima di materiale riciclato. Alcune norme riguardanti l’etichettatura o criteri specifici di riciclabilità saranno definite in atti delegati e ulteriori regolamenti negli anni a venire.

In aggiunta ai produttori, anche i distributori finali (inclusi rivenditori e operatori horeca) dovranno rispettare requisiti sul riutilizzo e offrire alternative al monouso. La non conformità alle norme del PPWR potrà comportare sanzioni significative.

Promuovere l’economia circolare

“Tutti noi abbiamo ricevuto prodotti ordinati online in scatole eccessive. Ci siamo spesso chiesti come separare i rifiuti per il riciclo e cosa fare con materiali come buste biodegradabili”, ha affermato Virginijus Sinkevičius, commissario per l’ambiente, gli oceani e la pesca, presentando nel 2022 la proposta di revisione della legislazione Ue sugli imballaggi.

“Con le nuove normative… creeremo le condizioni affinché i principi dell’economia circolare – ridurre, riutilizzare, riciclare – vengano attuati. Imballaggi e bioplastiche più sostenibili rappresentano nuove opportunità di business nella transizione verso una società più verde e digitale”, ha aggiunto.

Tuttavia, il PPWR ha suscitato critiche poiché influisce su diversi settori: alimentare, grande distribuzione, e-commerce, vino, olio, cosmetica, farmaceutica e sistemi consortili, come quelli italiani. Questo ha generato un acceso dibattito, anche in Italia, per le complessità operative e il divario tra i vari Paesi europei nella gestione della raccolta differenziata e degli impianti di trattamento.

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