“Grazie a diverse iniziative, che spaziano dall’organizzazione di incontri B2B tra aziende di Firenze e compratori internazionali, ai vari bandi che stiamo pubblicando anche in questo periodo, l’ultimo dei quali offre risorse a fondo perduto per la partecipazione a fiere, la Camera di commercio di Firenze ha intensificato il supporto al settore della moda, un pilastro dell’economia locale che rappresenta quasi il 12% della produzione manifatturiera provinciale. Le attività manifatturiere del settore moda fiorentino generano circa 11 miliardi di euro di fatturato, salendo a 13 miliardi se includiamo le attività commerciali. Il settore impiega circa 50 mila persone (40 mila nella manifattura) all’interno di circa 11 mila imprese (6.700 nella manifattura). Nel contesto della moda italiana, Firenze si conferma la seconda provincia per numero di addetti e imprese. Il segmento principale è la pelletteria, con il 49% delle imprese nel settore moda, il 57% degli addetti e il 21% delle esportazioni.” Queste le parole di Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio di Firenze, intervenuto questa mattina all’inaugurazione di Pitti Immagine Uomo.
“Iniziamo a notare alcuni segnali positivi”, ha aggiunto Giuseppe Salvini, segretario generale della Camera di commercio di Firenze. “Il sistema moda di Firenze ha attraversato un periodo di difficoltà con ben nove trimestri negativi, ma alla fine della scorsa settimana, l’Ufficio studi della Camera ha analizzato dati confortanti sull’andamento dell’export nel primo trimestre del 2026, appena rilasciati dall’Istat – ha spiegato Salvini. – Si tratta di numeri che testimoniano un interessante recupero delle vendite della moda fiorentina all’estero. In particolare, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il comparto aveva toccato il picco più critico della crisi, l’export della pelletteria fiorentina è aumentato di quasi il 20%, raggiungendo 833 milioni di euro; gli articoli di abbigliamento mostrano un +18% a 485 milioni di euro, le calzature +17,6% a 369 milioni di euro e gli articoli di maglieria +22,3% a 76 milioni di euro. Tutti recuperi a doppia cifra percentuale per un valore medio di circa il +20%.”
Il recupero del sistema moda tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, in particolare riguardo all’export, si può spiegare con la domanda di beni di lusso proveniente dal mercato statunitense – che rimane il principale canale di riferimento per il sistema moda fiorentino – che ha mantenuto performance migliori del previsto nonostante i dazi. Questo è avvenuto perché le imprese hanno assorbito parte del costo aggiuntivo sui margini, riducendo deliberatamente i profitti per non perdere quote di mercato. Inoltre, la posizione di gamma alta dei prodotti fiorentini assicura una minore elasticità al prezzo, restando più competitivi rispetto ai prodotti a prezzo inferiore.
Fonte: Camera di Commercio di Firenze
