È terminato l’intervento di consolidamento della sponda del torrente Turbone, un tributario della Pesa, nella frazione omonima di Montelupo Fiorentino, che era stata danneggiata durante gli eventi alluvionali di marzo 2025. Quest’intervento, del valore di 400mila euro, ha consentito di mettere in sicurezza l’area grazie all’installazione di massi ciclopici, che hanno permesso di contenere i rifiuti di una discarica degli anni ’70 emersa a seguito della frana, evitando un disastro ambientale simile a quello accaduto lungo il torrente Rovigo a Palazzuolo sul Senio.
All’illustrazione dell’intervento hanno partecipato il sindaco di Montelupo Fiorentino, Simone Londi, il Presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, Paolo Masetti, e il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Presenti anche alcuni volontari di Acchiappa Rifiuti Pro Loco Montelupo, che hanno contribuito a ripulire il torrente dai rifiuti trasportati dalla corrente.
Le risorse, come spiegato da Masetti, sono state “trasferite dalla Regione tramite la Protezione Civile. Si tratta di fondi molto importanti, utilizzati rapidamente con i lavori completati qualche giorno prima del cronoprogramma, che hanno permesso di intervenire non solo su un problema di sicurezza idraulica, ma anche su un problema ambientale“. In merito alla discarica, il presidente del Consorzio ha dichiarato che “era stato scaricato di tutto da alcune aziende ceramiche. Era necessario intervenire perché, con gli eventi di marzo 2025, questa frana, precedentemente stabilizzata nel 2018-2019 da un intervento del Comune, ha ripreso a muoversi. Se non si fosse agito, sicuramente il materiale sarebbe stato portato a valle e sarebbe finito nella Pesa, causando un danno ambientale significativo“.
La portata dell’intervento è stata descritta dal presidente Giani, che l’ha definita “un Turbone non solo di nome ma di fatto“. Si tratta di un’opera che ha richiesto “delicatezza e tempestività“. I fondi, ha aggiunto Giani, sono stati stanziati mediante una variazione di bilancio e, per evitare “un rallentamento burocratico rispetto ai tempi“, il Consorzio di Bonifica “ha preso l’iniziativa di anticipare le risorse, che saranno reintegrate dalla Regione“.
Il sindaco Londi ha precisato che la discarica “viene messa in sicurezza all’interno della sponda“. Ha aggiunto: “Sono state effettuate analisi che hanno confermato che la pericolosità è sotto controllo. La valutazione finale è stata quella di segmentare la discarica sulla riva destra. Questa è stata la soluzione migliore: in questo modo cerchiamo di evitare future piene con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno“.
Il rafforzamento della sponda, ha spiegato Londi, è avvenuto tramite l’installazione di una barriera di massi ciclopici: “Ci auguriamo che la sponda possa contenere i ‘flash flood’ sempre più frequenti e mantenere questo meraviglioso spazio che è stato recuperato e restituito a nuova vita“.
Durante l’estate del 2025, la Pro Loco Acchiappa Rifiuti, insieme a Alia e al Comune, ha ripulito l’area dai rifiuti che la corrente aveva portato via il 14 marzo 2025. “C’è stata un’erosione significativa della discarica che ha riversato nel fiume scarti di materiale ceramico – ha spiegato Massimo Caverni di Acchiappa Rifiuti Pro Loco Montelupo -. Come gruppo abbiamo completato la pulizia in sette uscite. Non eravamo certi se ci fosse materiale pericoloso, ma per fortuna ci hanno dato il via libera“. A intervento concluso, Caverni si è detto soddisfatto: “C’era il rischio che si ripetesse un’altra situazione simile fino a quando non è stato messo in sicurezza. Eravamo un po’ in apprensione. Gli enti, il consorzio in primis, hanno fatto un ottimo lavoro“.
A margine dell’evento, Giani ha sottolineato la necessità di un censimento delle discariche, come quelle scoperte sul Turbone e sul Rovigo: “Si tratta di discariche create in modo immediato: venivano realizzate appena fuori dai centri abitati senza considerare il futuro. Ora ci troviamo a dover affrontare il problema. Un’anagrafe deve ricostruire gli atti poiché spesso si è persa memoria e i cittadini vicini, magari perché non si è alterato l’equilibrio ambientale, sono restii a denunciare la situazione“.
Niccolò Banchi
