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Editoria: Gaia Checcucci ed Erasmo D’Angelis raccontano l’Arno

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Arno Firenze, 15 marzo 2025 (Foto Comune di Firenze)

“Il libro di Erasmo D’Angelis e Gaia Checcucci è un’opera straordinaria che si presenta nel sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, ma non si limita a discutere di quel tragico evento. Esplora l’importanza di questo fiume nella storia della nostra regione, ricco di aneddoti, e illustra il suo impatto idrogeologico, economico e culturale.” Con queste parole, la presidente Stefania Saccardi ha accolto la presentazione, in Consiglio regionale, del libro ‘Arno. Il fiume degli angeli del fango’, edizioni Polistampa, redatto da Gaia Checcucci, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale, e da Erasmo D’Angelis, già consigliere regionale della Toscana e attuale presidente della Fondazione Earth Water Agenda.

Il volume è stato presentato questo pomeriggio (venerdì 30 ottobre), nella sala del Gonfalone del palazzo del Pegaso. Insieme alla presidente Saccardi, erano presenti il vicepresidente Diego Petrucci, i consiglieri Alessandro Tomasi, Francesco Casini e Alessandro Capecchi. Tra i presenti, anche Riccardo Migliori, ex deputato della Repubblica per quattro legislature e anch’egli ex consigliere regionale della Toscana. L’incontro è stato moderato dal giornalista Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione stampa toscana.

“L’Arno rappresenta un elemento di bellezza, ricchezza e comunicazione – ha sottolineato Stefania Saccardi – ma è anche una fonte di notevoli rischi per la città di Firenze e per tutte le località lungo il suo corso. Sono stati intrapresi importanti interventi per garantirne la sicurezza, e il libro lo testimonia. È giusto presentarlo in Consiglio regionale in occasione di un anniversario così significativo.”

Ci troviamo a pochi giorni dal sessantesimo anniversario della devastante alluvione del 4 novembre 1966, quando il centro di Firenze fu sommerso, compromettendo opere d’arte e beni culturali, e attirando migliaia di giovani da tutta Italia e dal mondo per salvare i libri e le opere d’arte della città. Il libro, frutto di un’accurata ricerca, rivela le meraviglie di questo straordinario fiume, soffermandosi su aspetti storici e caratteristiche naturali, tra cui l’eccezionale varietà di flora e fauna che si incontra lungo il suo percorso dalla sorgente alla foce. Racconta delle sue 131 alluvioni negli ultimi 2.500 anni e, come è ovvio, dell’evento del 4 novembre 1966, descrivendo i fatti e la straordinaria mobilitazione degli ‘angeli del fango’, che rimane nella memoria come uno dei momenti più belli ed emozionanti di solidarietà internazionale.

“L’Arno ha causato difficoltà, ma è anche un fiume che ha contribuito significativamente alla crescita della Toscana – afferma Erasmo D’Angelis – essendo stata la prima ‘autostrada’ per il trasporto di merci e persone.” L’Arno ha segnato la storia della Toscana, fornendo l’elemento fondamentale per la vita, stimolando il commercio, irriguando i campi, producendo energia per mulini e gualchiere, e sostenendo i secoli d’oro del Rinascimento, così come continua a fare per lo sviluppo dell’intera regione. “Oggi – continua D’Angelis – una piena come quella del 1966 causerebbe sicuramente meno danni. Siamo molto più protetti, grazie alla diga e al lago di Bilancino, alle casse di espansione verso Firenze e ad altre direzioni, incluso il canale scolmatore da Pontedera verso il mare. Ora la sfida è gestire le piogge sempre più intense in tempi ristretti, e sarà necessario investire in tecnologie avanzate, come già avviene in grandi città come Londra, Parigi e Copenaghen. È un fiume da riscoprire e da vivere nella sua bellezza.”

“Il territorio dell’Arno è fortemente modellato dal fiume, non solo in senso negativo,” afferma Gaia Checcucci. “In passato, la vita fluviale era più intensa, mentre dopo il ’66 ci si è allontanati a causa del timore generato dalla tragedia. Adesso, tuttavia, stiamo assistendo a un recupero della vita lungo il fiume. È il momento di farlo – assicura. Come Autorità di bacino, stiamo promuovendo il recupero ove possibile. L’Arno deve essere trattato con rispetto, essendo consapevoli sia dei pericoli che delle opportunità. Invitiamo i cittadini a trascorrere del tempo sul fiume e a viverlo.”

Durante la presentazione, l’artista Silvia Serafini e Francesco Catani, di Torre d’arte, hanno donato alla presidente del Consiglio regionale un foulard d’arte che celebra la rinascita di Firenze dopo l’alluvione del 1966: rappresenta la fenice che risorge dalle acque dell’Arno, con sullo sfondo la Cupola del Brunelleschi e Ponte Vecchio.

Fonte: Regione Toscana – Ufficio Stampa

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