Ottant’anni fa, in una cascina di Paullo, vicino Milano, il risicoltore Ettore de Vecchi incrociò le varietà Vialone e Lencino, dando vita a una nuova tipologia di riso che sarebbe diventata un classico della tradizione italiana: il Carnaroli. Per celebrare questo importante anniversario, l’Ente Nazionale Risi ha lanciato un programma di eventi, e fino al 12 giugno, la Via Francigena sarà al centro del progetto Sosta & Gusta, che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità.
In occasione di questo evento, il Biodistretto di San Gimignano ha risposto all’invito dell’associazione Strada del Riso dei Tre Fiumi di Mortara (Pavia) – collaborando con prestigiosi partner come Slow Food Italia – e ha organizzato una cena biologica dedicata alla biodiversità rurale, che si terrà mercoledì 4 giugno alle 20 presso il Centro civico Le Granaglie di piazzale Martiri di Montemaggio 2.
Sosta & Gusta mira a valorizzare il turismo lento e sostenibile, promuovendo la Via Francigena non solo come un itinerario storico-religioso, ma anche come un percorso di esplorazione culturale, ambientale e gastronomica. L’evento rappresenta un’opportunità per promuovere la sostenibilità e la consapevolezza riguardo al valore del cibo buono, pulito e giusto. Si tratta di un ciclo di tour che si estende da Londra a Roma, caratterizzato da pedalate attraverso campagne, piccoli borghi e città storiche.
Lungo il percorso si svolgeranno eventi in luoghi simbolo con degustazioni e show-cooking, risotti speciali, piatti e vini rappresentativi dei territori che accolgono gli appuntamenti. È l’occasione ideale per esaltare le eccellenze enogastronomiche, le comunità locali e il vero Made in Italy, in onore della candidatura della cucina italiana come Patrimonio dell’umanità UNESCO.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune e sostenuta dalla Pro Loco. Tra i fornitori ufficiali ci sono dodici aziende dell’area di San Gimignano che da anni operano secondo i metodi dell’agricoltura biologica. Non solo riso, ma anche una varietà di prodotti di eccellenza del territorio.
Fonte: Distretto Biologico Valdelsa
