È tempo di presentazioni in casa Lumos Pistoia Basket 2000: ad inaugurare la pre-season è il pivot Leonardo Bettiol. Durante la conferenza tenutasi nella Sala Hospitality della LumoSquare, il giocatore è stato accompagnato al tavolo dal direttore sportivo biancorosso Mauro Sartori. Un altro importante protagonista della giornata è stato il nuovo Silver Sponsor del Club, Fortezza 59, che entra a far parte del gruppo esclusivo di sostenitori della società, rappresentando una delle realtà più frequentate della città, situata in Piazza della Resistenza. Il titolare Francesco Becagli, storico tifoso biancorosso e già partner della società con il suo brand La Degna Tana, ha parlato di questo nuovo legame.
“Una scelta dettata principalmente dal cuore, ma anche dalla fiducia nel presidente David – ha dichiarato Becagli – Il suo impegno e supporto al basket pistoiese e al tessuto sociale locale non devono essere dati per scontati. La Fortezza 59 è da sempre un luogo di ritrovo per molti tifosi del Pistoia Basket e per me è stato facile decidere di intraprendere questa nuova importante forma di sponsorizzazione. Da pistoiese, spero di essere un esempio per altre realtà locali affinché il club venga sostenuto nel raggiungimento dei suoi obiettivi.“
Passando ora alla presentazione di Leonardo Bettiol, sono state le parole del direttore sportivo Sartori a introdurre il tema, tornando sulla decisione estiva del Club di puntare su un talento proveniente dall’Università del Massachusetts e sulle aspettative della società e dello staff.
“Leonardo ha fatto un’esperienza straordinaria al college e si è guadagnato la convocazione in Nazionale con le sue ottime prestazioni: questo dice molto sul tipo di profilo su cui ha deciso di investire il club – ha affermato il diesse Sartori – Lo seguivo da tempo e sono felice che siamo stati in grado di attrarlo, affinchè scegliesse Pistoia come sua prima esperienza professionale. Ha un grande futuro davanti a lui e ora spetta a lui dimostrare il suo valore, al di là dei numeri che ha ottenuto al college. Ci aspettiamo da lui un’integrazione rapida in questa lega e una sempre maggiore comprensione della pallacanestro. Sicuramente è un profilo che si allinea con la mia filosofia di ringiovanire il roster.“
Subito dopo, è stata la volta di ascoltare il lungo trevigiano, che ha condiviso i suoi obiettivi per la stagione imminente e la scelta di unirsi al progetto biancorosso.
“Senza dubbio le mie aspettative coincidono con quelle del direttore sportivo Sartori: voglio adattarmi il prima possibile a questa lega dal punto di vista del gioco – ha affermato Bettiol – È fondamentale, per poter aiutare subito i miei compagni, non solo con i punti, ma anche con la mia capacità di difendere e raccogliere rimbalzi. Mi trovo molto bene: nelle prime due settimane, noi nuovi ci siamo subito sentiti a nostro agio, grazie anche ai veterani come Saccaggi e Benetti, che ci fanno sentire a casa e ci insegnano cosa significa giocare per Pistoia. A livello fisico mi sento in ottima forma e pronto per le prime amichevoli: queste settimane iniziali sono state cruciali per capire in cosa migliorare e cosa fare meno. Cosa ha influenzato la mia decisione di venire qui? Sicuramente la storicità della piazza, ma anche il progetto presentatomi da Sartori e coach Ciani: i loro obiettivi coincidono con i miei, quindi la scelta è stata facile.“
Per Leonardo Bettiol, questa stagione segnerà il suo debutto tra i professionisti, a seguito di una lunga e formativa esperienza nel basket collegiale americano. Alla fine, ha trovato anche il tempo per esprimere le sue prime impressioni sulla città che lo accoglierà per tutta l’annata.
“La differenza più grande è che ora non giocherò contro coetanei o ragazzi più giovani, ma dovrò fronteggiare giocatori esperti che da anni partecipano a campionati professionistici. Questa cosa la percepisco già durante gli allenamenti, ma non mi spaventa: sono un giocatore molto fisico e non ho paura del contatto, quindi mi adatterò. Il pubblico? Ho visto arene piene e calorose durante il college: so che qui in Italia, e a Pistoia, la folla può influenzare molto l’atmosfera, ma non mi preoccupa. Anzi, sapere di giocare davanti a tanti tifosi mi carica: non vedo l’ora di vivere le partite. Il college? È stata un’esperienza fantastica che rifarei senza esitazioni: ho imparato l’inglese e conosciuto molte persone, dentro e fuori dal campo, creando legami importanti. Inoltre, mi ha dato la possibilità di conseguire una laurea, che sarà utile anche in futuro, quando il pallone smetterà di rimbalzare. Fuori dal campo, mi considero una persona solare e amante dello scherzo. Finora, Pistoia mi appare davvero come una bella città: mi ricorda Treviso, piccola ma ricca di storia nelle sue strade e piazze.“
