Un lavoratore, durante i lavori di installazione della fibra ottica a Sovigliana, alle 14 del pomeriggio, a causa delle elevate temperature di questi giorni, ha richiesto aiuto a alcuni residenti del luogo per attenuare il caldo. Lo riportano i cittadini di via Murri, via Grosso e via Alfieri, nella frazione di Vinci, che dopo l’episodio hanno richiesto chiarimenti contattando il direttore dei lavori e il sindaco Daniele Vanni. La notizia è stata pubblicata oggi dal quotidiano La Nazione.
I cittadini, nella loro lettera indirizzata a un rappresentante di zona, spiegano che nelle prime ore di giovedì scorso sono partiti i lavori, che sono proseguiti “senza interruzione” nel pomeriggio. Alle 14, uno degli operai “ha chiesto aiuto” perché era “visibilmente disidratato a causa delle elevate temperature, il termometro segnava ben 38 gradi“. Stupiti che il cantiere fosse attivo durante le ore più calde, hanno sollecitato interventi a garanzia della sicurezza dei lavoratori. Come riportato dal quotidiano, la società ha dichiarato che spesso le lavorazioni vengono subappaltate a terzi e che saranno effettuati controlli sulla segnalazione, con eventuali provvedimenti correttivi.
A fine maggio, con l’aumento delle temperature, è stata emanata l’ordinanza della Regione Toscana valida fino al 31 agosto con indicazioni “per ridurre i rischi per i lavoratori costretti a operare all’aperto o in ambienti soggetti a forte calore“. Il provvedimento stabilisce che “nei giorni a rischio, dalle 12.30 alle 16” è “vietato in Toscana il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, qualora, nonostante le misure preventive attuate e raccomandate dalla Regione (dalla creazione di aree d’ombra a pause durante il lavoro, dalla riprogrammazione dei turni all’uso di abbigliamento appropriato fino a una corretta idratazione), il rischio di stress da calore persista e possa comportare seri pericoli per la salute del lavoratore. La responsabilità della scelta ricade sul datore di lavoro“. Questa interdizione si applica su tutto il territorio regionale e concerne attività nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave. Il divieto, come ribadito dal comunicato della Regione del 28 maggio, “non si applica alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori, per interventi di pubblica utilità, protezione civile o salvaguardia della pubblica incolumità, a condizione che siano comunque adottate idonee misure organizzative e operative di prevenzione considerate consigliate in tutte le attività all’aperto o in ambienti interni non climatizzati“.
