Confcommercio richiede la cedolare secca per gli affitti commerciali

Confcommercio richiede la cedolare secca per gli affitti commerciali

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Confcommercio Grosseto manifesta il suo fermo e convinto sostegno per l’estensione della cedolare secca anche alle locazioni di immobili ad uso non abitativo, sperando che questa misura cruciale venga implementata dal Governo il prima possibile.

L’associazione di categoria sottolinea l’importanza fondamentale di questa riforma per l’intero panorama economico provinciale, poiché l’elevata tassazione che attualmente grava sui proprietari di immobili commerciali ostacola notevolmente l’incontro tra domanda e offerta, rendendo quasi impossibile stabilire canoni accessibili e sostenibili a lungo termine per i commercianti.

Una tassazione semplificata e meno onerosa – dichiara il presidente di Confcommercio Grosseto, Giulio Gennaripromuoverebbe l’ingresso sul mercato di moltissimi locali attualmente sfitti, sostenendo concretamente il commercio di prossimità tramite una naturale riduzione dei canoni d’affitto, visto che parte del vantaggio fiscale verrebbe trasferito agli esercenti. Rendere più conveniente l’affitto degli spazi commerciali significa garantire maggiore vitalità ai nostri centri urbani, combattere il degrado urbano, disincentivare la criminalità e supportare le famiglie dei piccoli risparmiatori proprietari di questi immobili, riducendo nel contempo il rischio di elusione fiscale“.

L’estensione della cedolare secca agli affitti commerciali non è solo un intervento di tipo fiscale – continua Gennari – ma rappresenta un autentico strumento di politica economica e di rigenerazione urbana di cui le nostre città hanno urgente bisogno; ci rivolgiamo, pertanto, con profondo rispetto alle istituzioni nazionali e ai nostri rappresentanti locali affinché si proceda senza indugi in questa direzione, fornendo finalmente ossigeno a un settore che costituisce il motore della nostra economia locale e garantendo la sopravvivenza dei negozi di vicinato che illuminano e rendono sicure le nostre strade“.

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