“Ci sono anniversari che non sono solo di un’azienda o di una città, ma spettano a un’intera comunità. È per questo che, come Consiglio regionale, abbiamo voluto supportare questa iniziativa nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della Vespa“. Con queste parole, il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo ha inaugurato, sabato 31 ottobre, il suo intervento a Pontedera, in piazza Curtatone, durante la presentazione di ‘80 anni di strada che porta al futuro‘, un progetto che narra la Vespa attraverso i valori che l’hanno accompagnata dal 1946 ad oggi, legandola a Pontedera, alla Valdera e all’intera Toscana. Insieme a lui, oltre ai molti vespisti giunti in città per l’European Vespa Rally, erano presenti il sindaco Matteo Franconi, il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori e la presidente dell’Unione Valdera Arianna Buti.
Mazzeo ha espresso gratitudine al Comune di Pontedera e alla Fondazione Piaggio, “che preserva con solerzia la memoria di questa storia“, insieme a tutti coloro che hanno collaborato al progetto, promosso in collaborazione con la Fondazione Pontedera Cultura e realizzato nel contesto delle celebrazioni per gli 80 anni dalla nascita di un veicolo divenuto un autentico simbolo.
Il cuore dell’iniziativa è una mostra composta da otto pannelli, in italiano e in inglese, che il vicepresidente ha descritto come “una storia nata in un territorio, ma oggi appartiene a tutti“.
Il racconto inizia dalle officine di Pontedera, dove nel 1946 è emersa “un’idea che ha trasformato la creatività di un territorio in libertà, stile e italianità riconosciuti a livello globale“. Da lì, il percorso esplora l’arte, il cinema e la cultura, che hanno reso la Vespa un simbolo capace di “unire design e accessibilità e narrate la voglia di vivere di un Paese che si stava rialzando“.
Mazzeo ha anche messo in evidenza una coincidenza che gli sta particolarmente a cuore: “1946-2026, ottant’anni di Vespa e ottant’anni di diritto di voto per le donne. Due conquiste di libertà che sono nate nello stesso periodo, e non è un caso che la Vespa sia diventata un forte simbolo di emancipazione femminile“.
Ampio spazio anche al legame con la comunità locale. Il vicepresidente ha ricordato la rinascita dopo l’alluvione del 1966, anniversario che sarà commemorato tra poco, quando “fabbrica, lavoratori e comunità si sono rimboccati le maniche” e, con il lancio del Ciao nel 1967, hanno rilanciato l’economia di tutta la Valdera: “La storia di un territorio forte e coeso, che si rialza attraverso il lavoro“. Ha anche sottolineato l’importanza di guardare ai giovani talenti che si confrontano con la grande tradizione del Made in Tuscany, con Pontedera come centro dei motori (dai dirigibili agli aerei fino alla robotica), accogliendo una Valdera che, con i Vespa World Days del 2024, ha fatto conoscere il proprio territorio a migliaia di persone da tutto il mondo, e infine promuovendo un turismo lento e sostenibile, adatto alla Vespa, tra i meravigliosi paesaggi della Toscana.
“Ingegno, libertà, lavoro, inclusione, capacità di innovare mantenendo le proprie radici, coniugando in modo forse unico al mondo tradizione e innovazione: questi sono i valori che portiamo con noi da 80 anni“, ha evidenziato Mazzeo, spiegando che da questi principi deriva il titolo dell’iniziativa, che “esplica chiaramente dove vogliamo andare“. L’impegno delle istituzioni regionali, ha concluso, rimane quello di supportare “un patrimonio che è memoria, ma anche una risorsa per le nuove generazioni e per lo sviluppo della Toscana“.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
