Il CPR in Toscana si sarà a Lunigiana: Annuncio di Piantedosi a Gianni

CPR ad Aulla, dopo Giani ci sono ancora commenti sfavorevoli: “Scelta grave e regressiva”

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Dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che si è opposto alla costruzione di un Cpr ad Aulla, continuano oggi le reazioni contro il progetto del Centro di permanenza per il rimpatrio nella provincia di Massa Carrara. Ieri Giani aveva annunciato di aver ricevuto una lettera dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riguardo l’intenzione di “realizzare un Cpr a Pallerone, nel comune di Aulla, un luogo bello ma vulnerabile“, ha dichiarato il presidente. “Per me è un insulto alla Lunigiana pensare di costruire un Cpr lì. È un grave errore e una grande sbagliato, e per quanto possibile, mi opporrò esprimendo il mio parere negativo“.

L’annuncio del Ministro Piantedosi relativo all’apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio ad Aulla richiede una presa di posizione” si legge in una nota di Aned Firenze (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti), firmata dal presidente Lorenzo Tombelli. “L’ANED non può restare in silenzio di fronte alle condizioni disumane documentate da varie organizzazioni indipendenti, come la Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, l’Associazione Antigone e il Network Against Migrant Detention: persone detenute senza aver commesso alcun reato, in condizioni degradanti, private della libertà e della dignità. Stanze sovraffollate, servizi igienici inadeguati, cibo avariato, mancanza di cure mediche e somministrazione forzata di psicofarmaci. Tutto questo avviene all’interno di uno Stato che si definisce democratico.

I CPR non sono semplici strutture amministrative: sono luoghi di reclusione e abbandono, spesso inaccessibili alla società civile, privi di trasparenza, diritti e umanità. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura hanno già denunciato pratiche gravi e incompatibili con il rispetto dei diritti fondamentali.

L’apertura di un CPR ad Aulla sarebbe, quindi, una scelta seria e regressiva, in contraddizione con i principi costituzionali che garantiscono i diritti inviolabili dell’uomo, il principio di uguaglianza e il rispetto della dignità della persona. La Sezione di Firenze dell’ANED condanna fermamente l’esistenza stessa di questi luoghi, che violano la dignità umana e rappresentano un ritorno preoccupante a forme di reclusione e disumanizzazione che la memoria storica ci impone di respingere. Non possiamo accettare che, a poco più di ottant’anni dalla liberazione dei campi di sterminio nazisti, in Italia si consenta la detenzione di esseri umani senza processo, senza tutele e senza prospettive.

Questa umiliazione sistematica è un’inaccettabile offesa alla coscienza collettiva. È un tradimento della Costituzione e della memoria di chi ha lottato contro l’orrore e l’oppressione. Per queste ragioni, l’ANED esprime il proprio dissenso all’apertura di un CPR ad Aulla e richiede con forza il ritiro di questo progetto, promuovendo invece politiche migratorie basate sul rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali e della legalità costituzionale. La nostra Associazione continuerà a lottare affinché la memoria rimanga un argine contro ogni nuovo abisso.

I Centri di Permanenza per il Rimpatrio “sono strumenti di oppressione, diventando teatri di profonda sofferenza, caratterizzati da gravi e innumerevoli violazioni dei diritti inviolabili di cui all’art. 2 della Costituzione, del diritto alla difesa, del diritto alla salute, del diritto a una vita dignitosa e della libertà di comunicazione con l’esterno” affermano dal partito della Rifondazione Comunista Toscana.

In coerenza con le richieste del Ministero dell’Interno sotto la guida di Minniti, che auspicava un CPR in ogni regione, oggi il Ministro Piantedosi richiede la creazione di un centro in Toscana, nella Provincia di Massa Carrara, nel comune di Aulla. La gravità della ripetizione di un modello incostituzionale basato sulla privazione della libertà personale, che ha effetti pesanti sui diritti umani delle persone detentute, dovrebbe essere interrotta drasticamente dalla Regione Toscana, dal Presidente della Provincia di Massa Carrara e dal Sindaco di Aulla (che sono in effetti la stessa persona). Un “no” deciso, senza mediazioni, per inviare un messaggio chiaro: smantellare definitivamente i CPR in tutta Italia.

Nel 2022 aderimmo all’appello di ASGI Toscana per opporci a un tentativo di apertura di un CPR in Toscana sostenuto dall’allora sindaco di Firenze. Oggi, mantenendo la stessa linea, confermiamo la nostra contrarietà.

È deplorevole che si sfrutti politicamente la situazione dei migranti: se il governo nazionale cerca consensi, dall’altra parte il PD e altri sembrano interessati più a questioni di localizzazione. Proponiamo invece l’accoglienza diffusa, che solo pochi anni fa ha reso la Toscana un modello nazionale. È triste che vi sia una protezione per chi è accusato di reati e una ferocia nei confronti di chi – come i migranti – ha solo commesso il reato di sopravvivenza, senza considerare la necessità di condannare la logica della detenzione in sé come gestione della questione migratoria.

Fonte notizia

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