Si avvia una nuova COORDINATA, un ciclo espositivo iniziato nel 2023 presso i Magazzini Generali di Livorno, concepito e curato da Juan Pablo Macias e Alessandra Poggianti. Un’iniziativa focalizzata sulle geografie, progressivamente orientata verso territori più fluido: spazi interiori, sonori e vibratori, nei quali i confini tra soggetto e alterità, corpo e ambiente, reale e immaginario possono essere messi in discussione.
La settima Coordinata trae ispirazione da una parola nahuatl che significa “spazio di mezzo”, centrale nel pensiero di Gloria Anzaldúa, il Nepantla. Una soglia, un territorio liminale dove le identità non sono ancora definite e le opposizioni non necessitano di una risoluzione. È uno spazio di crisi, ma anche di opportunità: un luogo per affrontare il conflitto, rimanere nell’incertezza, disimparare categorie consolidate e costruire nuove topografie del sé e dell’universo.
La mostra nasce da una corrispondenza estiva: uno scambio di lettere, pensieri, ricerche e intuizioni tra artiste, curatrici e alleate. L’epistolario con Katia Anguelova, Eva Brioschi, Sandra Burchi, Beatrice Catanzaro, Manuela Macco, Sonia d’Alto, Clara Rota, Teresa Satta ha lentamente iniziato a costituire esso stesso uno spazio di mezzo. Da questo nasce una pubblicazione a disposizione di chi attraversa il Nepentla.
Il progetto considera lo spazio fisico, quello espositivo, come luogo di incontro, non più come semplice rappresentazione o contemplazione, ma come un spazio-soglia: presente, attivo e trasformativo.
Sulle pareti, in corrispondenza con i punti cardinali, non vi sono opere, ma dediche scritte da Gloria Anzaldúa nelle ultime pagine del suo libro Luce nell’oscurità (tradotto in italiano dal gruppo Ippolita). Sette punti, corrispondenti ad altrettanti stadi della conoscenza, diventano sette coordinate fisiche e simboliche che orientano e collegano il visitatore all’universo.
nord-sud-est-ovest-sopra-sotto-centro
In risposta a queste coordinate, le artiste hanno dedicato una ofrenda, una pratica rituale del dono che richiama l’altare come spazio di relazione, offerta e reciprocità. Questo gesto sposta la mostra verso una pratica condivisa, in cui creare significa anche offrire, attivare legami e assumersi responsabilità verso ciò che ci circonda.
Il Nepantla è un ambiente da attraversare e vivere, dove l’arte si intreccia con pratiche performative, ricerca, spiritualità, ecologia, memoria, attivismo e immaginazione che avranno luogo all’interno della mostra durante i tre mesi di apertura.
Il territorio d’acqua e la dimensione portuale dei Magazzini Generali diventano parte integrante di questa ricerca. L’acqua rappresenta corpo, memoria, movimento e connessione.
Per questo motivo, la mostra non offre una narrazione univoca, ma un dispositivo aperto, always acting, in continua attivazione, in cui opere, corpi, parole, rituali, archivi e gesti interagiscono. Anche l’architettura è coinvolta: pareti, angoli, centro, sopra e sotto diventano coordinate da interrogare e riattivare.
Il Nepantla quindi invita a sostare sulla soglia, a riconoscere l’interdipendenza e a esercitare quella facoltà immaginativa e connessionista capace di creare alleanze inattese. Non superare il confine per raggiungere l’altro lato, ma restare sul “ponte” abbastanza a lungo da permettere ad altri attraversamenti di avvenire.
In questo spazio di mezzo, tutto è ancora possibile.
Si ringrazia per la gentile concessione del materiale esposto de Le Nemesiache l’Archivio Lina Mangiacapre, Posillipo, Napoli, e per quello di Gloria Anzaldúa Nettie Lee Benson Latin American Collection, University of Texas Libraries, The University of Texas at Austin.
La settima Coordinata si inserisce nel programma biennale A tutti e agli altri benvenuti, ispirandosi a quel laboratorio sociale ed economico attivato dalla Costituzione Livornina alla fine del Cinquecento. Il titolo riprende l’incipit del documento storico, riaffermando oggi quella promessa come base della programmazione 2026/27 dei Magazzini Generali.
MUTO #11. Gaia Ginevra Giorgi
Il programma di sperimentazioni sonore è curato da Devid Ciampalini e Juan Pablo Macías
Attraverso antenne, microfoni a contatto, idrofoni e rilevatori, Giorgi esplora gli ecotoni sonori: luoghi di confine tra infrastrutture umane e ambienti viventi.
Un live-set tra sound ecology e musica hauntologica, alla ricerca di frequenze liminali, suoni di scarto e voci sommerse.
Un’esperienza d’ascolto per portare in superficie ciò che normalmente rimane ai margini della percezione.
La mostra è realizzata nell’ambito di A tutti e agli altri benvenuti, sostenuto da Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
INFORMAZIONI:
Mostra aperta dal 2 novembre 2026 – 13 marzo 2027
giovedì, venerdì 17-20
sabato 18-21
e su appuntamento | chiusura 24 dicembre 2025 – 1 gennaio 2026
Fondazione Magazzini Generali
℅ Magazzini Generali – Magazzino n.5, I piano
Via della Cinta Esterna 48/50 – Livorno
Ingresso gratuito | Parcheggio interno
Contatti:
web caricomassimo.org | mg4850.it
email info@caricomassimo.org | info@mg4850.it
mobile +39 349 8051697
(Comunicato a cura di Fondazione Magazzini Generali)
