Revisione delle Competenze dei Biologi e della FNO TSRM e PSTRP: 'La Sicurezza dei Cittadini e la Qualità delle Cure a Rischio'

Revisione delle Competenze dei Biologi e della FNO TSRM e PSTRP: ‘La Sicurezza dei Cittadini e la Qualità delle Cure a Rischio’

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La Fno Tsrm e Pstrp sottolinea, in una nota, “la problematicità di invadere settori già riservati da normative vigenti ad altri professionisti sanitari con formazione clinica e tecnica specifica, come il Dietista, il Tecnico sanitario di laboratorio biomedico e il Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro”.

“Questa questione influisce direttamente sulla salute pubblica e sulla sicurezza delle cure” afferma Diego Catania, presidente della FNO TSRM e PSTRP. “Attribuire ai Biologi, competenze cliniche, diagnostiche e preventive che appartengono a professionisti formati specificamente, mina le fondamenta del sistema di garanzie del Servizio sanitario nazionale”.

Secondo Marco Tonelli, presidente della Commissione di albo nazionale dei Dietisti “è essenziale definire i confini relativi all’elaborazione di piani dietetici e nutrizionali, in particolare in contesti clinici legati a varie patologie, dove l’approccio assistenziale del Dietista è cruciale”. Tonelli segnala inoltre: “Se il testo finale del decreto rimane invariato, assisteremo a una inammissibile sovrapposizione tra le competenze finora non normate del Biologo ‘nutrizionista’ e quelle già regolamentate del Dietista”.

Fabio Corbino, presidente della Commissione di albo nazionale dei Tecnici sanitari di laboratorio biomedico (TSLB), afferma: “È fondamentale evitare qualsiasi confusione con le mansioni già attribuite dalla legislazione ai TSLB, così come evitare termini che possano generare incertezze rispetto alle competenze della nostra professione e di altre figure professionali, come i Biologi e i Biologi junior”.

Fra le richieste avanzate dalla Commissione di albo nazionale figura, inoltre, l’introduzione di meccanismi di salvaguardia delle competenze esclusive del TSLB, per tutelare la responsabilità professionale, garantire la qualità dei dati analitici e la massima sicurezza dei pazienti. Vincenzo Di Nucci, presidente della Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, richiama il parere del Consiglio Superiore di Sanità del 9 giugno 2026: “Il testo attuale non conferisce al Biologo poteri di vigilanza amministrativa o di segnalazione di violazioni di legge. Queste funzioni appartengono esclusivamente al Tecnico della prevenzione, che le esercita sia come Pubblico ufficiale sia come Ufficiale di Polizia giudiziaria”.

I Tecnici della prevenzione richiedono pertanto che questo aspetto venga chiarito con una clausola di salvaguardia esplicita nel decreto, per evitare ambiguità operative. Sul fronte normativo, la Federazione sottolinea che la riforma dell’esame di Stato deve rimanere nei limiti stabiliti dalla legge 163 del 2021 e dai decretati ministeriali 1648 e 1649 del 2023, senza ridefinire i profili professionali oltre ciò che è stato previsto. Richiamano anche il divieto di parcellizzazione stabilito dalla legge n. 43 del 2006 e reiterato dalla legge n. 3 del 2018, secondo cui le nuove funzioni sanitarie non possono sovrapporsi a competenze già conferite ad altre figure.

Per la FNO TSRM e PSTRP, l’eventuale approvazione definitiva del testo, senza le necessarie modifiche, comporterebbe conseguenze sociali e professionali significative, con un impatto diretto sulla qualità delle prestazioni diagnostiche, nutrizionali e di controllo ambientale. La Federazione nazionale, nel confermare la propria disponibilità al dialogo, ha inviato ai Ministeri della Salute e dell’Università una richiesta formale per istituire un tavolo tecnico, coinvolgendo la Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), mirato a identificare soluzioni condivise per garantire la sicurezza, la qualità delle cure e l’affidabilità del sistema sanitario.

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