Anir Confindustria lancia un appello urgente al Governo e al Parlamento per una riforma dei meccanismi di revisione dei prezzi nei contratti pubblici, affinché il diritto al cibo non venga compromesso dall’aumento dei costi e dalla carenza di risorse. È fondamentale che le imprese possano continuare a offrire un servizio che rappresenta un presidio di equità sociale.
Secondo Anir, “negli ultimi cinque anni i costi dei beni alimentari in Italia sono saliti del 25%, superando di quasi otto punti percentuali l’inflazione generale, come confermato dall’Istat. Questo dato riflette chiaramente la situazione del settore della ristorazione collettiva, che affronta un aumento esponenziale dei costi, mentre, parallelamente, cresce la domanda sociale per il cibo pubblico — dalle mense scolastiche a quelle sanitarie, aziendali e sociali.”
“I costi continuano a salire, ma i contratti pubblici sono fermi da anni”, afferma Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria. “Ci troviamo in una situazione paradossale: dobbiamo garantire milioni di pasti quotidiani a prezzi bloccati, mentre i costi di ingredienti, energia e lavoro aumentano continuamente. La richiesta di accesso al cibo, soprattutto pubblico, sta crescendo: per molte famiglie, il pasto nelle mense scolastiche o sociali è spesso l’unico pasto equilibrato della giornata. È una vera e propria necessità sociale, affrontata solamente dal nostro settore”, prosegue. “Il concetto di cibo pubblico”, aggiunge Paolo Valente, direttore generale di Anir Confindustria, “riassume la nostra missione: garantire, in modo industriale ma con finalità pubbliche, un bene essenziale e un diritto universale. Non si tratta solo di nutrire, ma di educare, includere e creare coesione. Pertanto, chiediamo che le istituzioni riconoscano e supportino il valore sociale del pasto e delle imprese che lo rendono possibile con strumenti adeguati e strutturali”. Infine, Anir Confindustria sottolinea l’urgenza di estendere la revisione automatica dei prezzi nei contratti pubblici di servizi – già prevista per i lavori – anche al settore della ristorazione collettiva, per garantire stabilità economica alle imprese e continuità a un servizio che quotidianamente coniuga economia, salute e diritti.
