Un personale inventario di felicità, un elenco di 50 cose, un piccolo taccuino di pensieri, tracce come briciole di pane di memoria che delineano le passioni degli attori. Cinquanta riflessioni che arricchiscono la vita, piccole e grandi cose che offrono gioia. Dal contributo di tutti coloro che hanno partecipato ai laboratori di Teatro come Differenza (TcD), il Coordinamento dedicato al teatro sociale e ad Arbus, anche attivi nel settore della salute mentale, nasce “Quello che amo”, in programma sabato 7 giugno (ore 21) al Salone Arbus di Ginestra Fiorentina, diretto da Paolo Biribò, Anna Cudìn, Andrea Bianca Maragliano, Francesca Sanità, ed Elena Turchi. Questo rappresenta il terzo ed ultimo evento teatrale della stagione, parte del più ampio progetto “In Natura”, il nuovo programma 2024/2025 di Teatro come Differenza (TcD), sostenuto dalla Fondazione CR Firenze nell’ambito del Bando Arte – Attività artistiche e culturali 2024.
Per questa terza e ultima performance, “Quello che amo” trae ispirazione dal libro dell’antropologa Françoise Héritier, “Il sale della vita”, dove ricorre il trittico uomo arte natura, tematica che Teatro come Differenza (TcD) e Arbus intendono continuare a esplorare tra il 2024 e il 2025, iniziando con “Natural-mente”, presentato lo scorso novembre al Circo-lo Teatro del Sale, seguito da “IN-NATURA-LE” al Cantiere Florida, nel gennaio 2025. Questo terzo incontro collettivo coinvolge oltre 40 performer: agli attori storici si uniscono nuovi partecipanti, molti dei quali giovani provenienti dai Servizi dell’area fiorentina nord-ovest (Scandicci) e sud-est (Bagno a Ripoli, Pontassieve, San Casciano), oltre a quelli dell’area fiorentina ed empolese (San Miniato). Tutti hanno condiviso lo stesso percorso di laboratorio in preparazione allo spettacolo “Quello che amo”. Parteciperanno anche cittadini, che come di consueto agli eventi di Teatro come Differenza, contribuiranno attivamente all’azione collettiva.
“Per questo spettacolo – osserva Anna Cudìn, regista di “Quello che amo” e conduttrice dei laboratori di Teatro come Differenza – abbiamo accolto nuovi attori, tutti molto giovani, che hanno integrato il gruppo storico. Sono ragazzi provenienti da San Casciano, Bagno a Ripoli, San Miniato e Scandicci. I performer superano i quaranta e il gruppo giovanile dà nuova linfa a questa proposta artistica di Teatro come Differenza”.
Il progetto, nel suo insieme, ha coinvolto numerosi soggetti partner, tra cui APS Arbus, Associazione Culturale VersiliaDanza, Associazione Culturale Circo-lo Teatro del Sale, ETS Atto Due, il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell’Azienda Usl Toscana Centro. Questo terzo e ultimo appuntamento sarà realizzato in collaborazione con le Associazioni APS Arbus, Mi Chiamo Viscardo, Spazio Ipotetico, attraverso il Contratto di Fiume del torrente Pesa, un accordo sottoscritto da 25 enti locali e altre autorità, che riconosce il torrente come “paesaggio di vita”, e con il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell’Azienda Usl Toscana Centro.
Tutto sarà rinnovato e diverso nello spettacolo del 7 giugno, pur attingendo a due precedenti azioni teatrali: “Il Fiume e la Rosa. A volte l’amore non basta”, dedicato al torrente Pesa e realizzato a settembre 2023 grazie alla Fondazione CR Firenze, e la prima versione di “Quello che amo”, presentata ad aprile 2022 al Teatro comunale di Antella. Anche questa opera si nutre di un contatto diretto con la natura, esplorando il legame profondo tra l’essere umano e la terra. La Pesa, da cui è partito il viaggio performativo di Teatro come Differenza e Arbus — che ha già affrontato il tema del rapporto tra uomo, arte e natura — è vicina ai luoghi dove il 7 giugno andrà in scena “Quello che amo”, ma gli spazi scenici saranno diversi questa volta. Non si utilizzerà il torrente Pesa, ma la sede di Arbus e Mi chiamo Viscardo, che sui due piani ospiteranno le performance degli attori mentre esprimono il proprio personale elenco di piccole felicità: chi celebrerà la gioia del cibo lo farà in cucina durante la preparazione, chi desidererà evocare ricordi al buio sarà sorpreso in una stanza senza luce, e chi leggerà la lista delle cose amate lo farà davanti al pubblico.
“Abbiamo chiesto agli attori di Teatro come Differenza e di Arbus di stilare un personale elenco di momenti che, come semi, germogliano nella nostra memoria e ci connettono indissolubilmente alla vita e alla natura – spiega Federica Totaro, referente del progetto e conduttrice dei gruppi teatrali per Teatro come Differenza e Arbus – Il nostro viaggio ha avuto inizio dal torrente Pesa. Le immagini catturate lì hanno dato il primo impulso alla costruzione dello spettacolo, realizzato grazie al contributo di tutti i partecipanti ai nostri laboratori, un’opera che ha preso forma e voce dal contatto diretto con la natura”. Gli spettatori avranno l’opportunità di creare il proprio percorso, scegliendo da dove iniziare l’ascolto, dove proseguire e dove fermarsi per elaborare il proprio personale inventario. Saranno presenti anche postazioni interattive e performative per il pubblico che potrà anch’esso stilare il proprio elenco. All’esterno, sulla facciata dell’edificio, sarà proiettato un video con i partecipanti ai laboratori teatrali di Arbus a Scandicci e San Miniato. I giovani performer, attraverso il corpo, cercheranno di tradurre le cose che amano in un’esplorazione corporea trasformata nel loro personale testo.
Fonte: Ufficio stampa
