Greve in Chianti: il Museo San Francesco riapre al pubblico

Greve in Chianti: il Museo San Francesco riapre al pubblico

97 0


L’assessore Saturnini al museo di San Francesco © Unione dei comuni del Chianti

A partire da domani, domenica 1 giugno, il museo San Francesco di Greve in Chianti riaprirà, permettendo di valorizzare il suo prezioso patrimonio storico-artistico, proveniente dalle chiese locali e custodito all’interno di un convento medievale.
La riapertura è stata possibile grazie a un progetto di consolidamento statico realizzato dall’amministrazione comunale con un investimento complessivo di oltre 250mila euro. Questo intervento ha avuto l’obiettivo di riqualificare e mettere in sicurezza, in particolare, la facciata ovest dell’edificio, un importante simbolo della storia e dell’arte italiana.

“È stato un investimento significativo che ha migliorato la sicurezza dell’edificio – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Giulio Saturniniil consolidamento ha comportato la realizzazione di micropali, e il museo San Francesco è uno dei punti di attrazione culturale e turistica più importanti del Chianti, sede di numerosi eventi espositivi durante l’anno”.

“Visto il progressivo scivolamento della struttura, particolarmente evidente negli ultimi anni, questo intervento era imprescindibile per tutelare uno dei patrimoni più preziosi del nostro comune – sottolinea il sindaco Paolo Sottanil’operazione è stata realizzata in collaborazione con la Sovrintendenza, che ci ha assistito sia nella fase di progetto che nell’esecuzione dei lavori”.

Il museo, che era un convento dedicato a San Francesco, è menzionato per la prima volta in un manoscritto del cronista francescano Dionisio Pulinari (XVI secolo).
Esso ospita circa novanta opere, tra cui pitture, sculture, parati e oreficerie, provenienti dalle chiese e pievi del comune. Il patrimonio storico-artistico, custodito nelle sale dell’ex convento, comprende opere realizzate in un ampio arco di tempo, dal 1200 al 1800. L’oratorio fu probabilmente edificato all’inizio del XVI secolo come parte di un complesso destinato all’accoglienza dei frati francescani in viaggio, sottoposto al convento della Croce di San Casciano.

L’importanza della presenza francescana si riflette anche nelle opere che compongono la collezione museale. San Francesco è rappresentato nella pala di terracotta policroma di inizio Cinquecento con il Compianto su Cristo morto, collocata sull’altare originario dell’oratorio e attribuita a Baccio da Montelupo. Inoltre, nell’oratorio è conservata una piccola tavola con l’Annunciazione, proveniente dalla chiesa di Santa Croce a Greve: l’opera più antica del museo, caratterizzata dallo stile tipico della pittura fiorentina del Trecento.

Sono presenti anche paramenti dei secoli XVI-XVIII e alcuni arredi sacri. Nella sala delle oreficerie al primo piano si possono vedere numerosi oggetti liturgici (reliquiari, ostensori, pissidi, calici del XIV-XIX secolo); una campana del 1312 proveniente dalla chiesa di Santa Maria a Vicchiomaggio; una piccola “pace”, un tabernacolo portatile con Maria e San Giovanni Evangelista dolenti, realizzato verso la fine del Trecento dalla bottega fiorentina degli Embriachi, nota per la lavorazione di oggetti d’osso; una Madonna col Bambino di Nanni di Bartolo in stucco dipinto della fine del Quattrocento, ispirata a modelli di Lorenzo Ghiberti. Tra le tele seicentesche figurano la Madonna del Rosario e Santi di Francesco Boldrini, l’Assunta e i Santi Lucia e Antonio da Padova di Francesco Curradi e l’Assunta attribuita a Jacopo Vignali. Alcune di queste opere derivano dalla donazione tardo-ottocentesca di Rosa Libri Del Rosso, come il San Pietro in carcere di Scuola Emiliana.

All’interno del museo è presente anche una sezione archeologica, frutto dell’impegno dell’associazione Gruppo San Michele-Gev Chianti Odv, attiva dal 1992 nello studio del territorio sotto la direzione della Soprintendenza archeologica della Toscana. Questa sezione ospita una ricca collezione che attesta la presenza di antiche civiltà nel territorio, con oggetti quali vasellame, ciotole, stoviglie, boccali, brocche, ornamenti, gioielli, monete e parti di armi, utilizzati nella vita quotidiana. Tra questi, una serie di sonagli di un cembalo medievale che testimoniano la vitalità di una comunità un tempo dedita alla musica. Il pezzo più antico risale al 300 A.C ed è un oggetto ceramico ad impasto. Le aree in cui si sono svolti gli scavi comprendono Castellaccio di Lucolena, Poggio della Noe, Casa grande di Monte Moggino, Pieve di Cintoia alta, Castello di Panzano e la fornace romana di Montefioralle.

Il Museo si trova in via San Francesco.

Orari di apertura: tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13, dalle ore 15 alle ore 19. Chiuso il lunedì e il mercoledì.

Info Ufficio promozione del territorio: tel. 055 8545271, [email protected].

Fonte notizia

Related Post