Torregalli e Meyer in sinergia per la chirurgia plastica e ricostruttiva pediatrica

Torregalli e Meyer in sinergia per la chirurgia plastica e ricostruttiva pediatrica

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Progettato per assicurare la continuità assistenziale per chi, nato con malformazioni, raggiunge l’età adulta e necessita di continuare i trattamenti al di fuori del ricovero pediatrico, il nuovo percorso di chirurgia plastica e ricostruttiva pediatrica del San Giovanni di Dio rappresenta una significativa sinergia. Da poco, l’Azienda sanitaria Asl Toscana centro e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer Irccs condividono un cammino dedicato ai piccoli pazienti, inclusi gli adolescenti, che va dalla valutazione preoperatoria al trattamento chirurgico, fino ai controlli post-intervento.

Questo progetto, unico in Toscana, riunisce i professionisti della chirurgia vascolare del San Giovanni di Dio, sotto la direzione di Stefano Michelagnoli – anche Direttore del dipartimento specialistiche chirurgiche della Asl Toscana centro – e l’équipe di chirurgia plastica pediatrica del Meyer guidata da Flavio Facchini, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica Pediatrica e Centro Ustioni.

Due team multidisciplinari collaborano per offrire percorsi altamente specializzati e un’assistenza sempre più affettuosa verso i pazienti e le loro famiglie: da un lato, il team del San Giovanni di Dio, coordinato da Clara Pigozzi della Direzione della Chirurgia Vascolare, dall’altro, il team del Meyer, sotto la guida della dottoressa Alessandra Martin, dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica Pediatrica.

“La prima seduta ha avuto luogo a marzo e fino a oggi abbiamo operato due pazienti”, spiega Michelagnoli. “Si tratta di un progetto ancora nelle sue fasi iniziali, ma con un enorme potenziale: garantirà la continuità assistenziale a giovani pazienti che non possono più essere ricoverati in ospedale pediatrico, mantenendo al contempo il rapporto di fiducia costruito nel tempo con i professionisti”.

I pazienti coinvolti sono adolescenti o giovani adulti con malformazioni presenti sin dall’infanzia. In particolare, il percorso si concentra sul trattamento delle anomalie della parete toracica anteriore, come petto escavato, petto carenato, sindrome di Poland e altre condizioni complesse come esiti di labiopalatoschisi e cicatrici da ustioni o traumi, nonché pazienti con neurofibromatosi. Attraverso le tecniche della chirurgia plastica e ricostruttiva, è possibile operare per migliorare sia l’aspetto estetico sia la funzionalità, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti.

La collaborazione tra le due strutture è anche vista con una prospettiva di sviluppo futuro che include il trattamento delle anomalie vascolari complesse, quali malformazioni venose, artero-venose e linfatiche. In questo contesto, la cooperazione tra chirurghi vascolari e plastici è fondamentale per garantire un approccio multidisciplinare altamente specializzato, capace di integrare diverse competenze e offrire soluzioni terapeutiche su misura.

Questo modello organizzativo migliora l’efficacia degli interventi, riduce i rischi, ottimizza i risultati estetici e funzionali e guida i pazienti in un percorso di cura continuativo nel tempo.

Fonte: Azienda Usl Toscana Centro – Ufficio stampa

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