Vinitaly conclude la 58esima edizione con 90.000 visitatori provenienti da 135 nazioni.

Vinitaly conclude la 58esima edizione con 90.000 visitatori provenienti da 135 nazioni.

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I mercati consolidati a Verona includono Germania, Nord America (USA e Canada), Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Paesi Scandinavi (Svezia, Norvegia e Danimarca), Polonia e Austria. Questo riflette la solidità dei principali bacini della domanda di vino italiano. Tra le aree più promettenti, i 10 mercati con il maggiore potenziale sono Cina, Brasile, Australia, Messico, Corea del Sud, Thailandia, Repubbliche Baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia), Serbia e Singapore, evidenziando un crescente rafforzamento in regioni ad alta crescita. Anche l’interesse dall’Africa è in aumento, con Sudafrica, Tanzania, Nigeria e Angola, mentre in Asia, Giappone e Vietnam si distinguono per il loro dinamismo verso i prodottiitaliani. Tra le novità, emerge l’Ucraina con una presenza significativa e qualificata di buyer.

Gianni Bruno, direttore generale vicario, ha dichiarato: “Veronafiere consolida la propria capacità organizzativa e assicura continuità e qualità nelle relazioni commerciali anche in un contesto difficile. L’internazionalizzazione è una direzione strategica in cui continueremo a investire: stiamo già lavorando su nuove tappe di Vinitaly in Africa, Canada e Australia e raddoppieremo la presenza in Brasile, potenziando la nostra attività con Wine South America. La soddisfazione espressa recentemente da espositori e operatori testimonia l’efficacia della nostra strategia. Vinitaly è un acceleratore reale per il posizionamento delle aziende, capace di trasformare la partecipazione fieristica in opportunità di business”.

Per quanto concerne Vinitaly and the City, sono stati registrati 50mila token di degustazione. Inoltre, il progetto continua il suo sviluppo territoriale con un format itinerante: dopo la Calabria, in autunno farà tappa nelle Marche, ad Ancona. Un percorso che valorizza il fuori salone come leva per coinvolgere territori e pubblici diversi, contribuendo alla creazione di un sistema integrato che stimola il dialogo con i consumatori finali, in particolare i giovani. Il programma della manifestazione ha incluso quasi 100 eventi tra degustazioni e convegni, oltre alle migliaia di iniziative realizzate direttamente dagli stand delle aziende, regioni e consorzi. Tra le novità principali, ci sono il rafforzamento di NoLo – Vinitaly Experience, Xcellent Spirits, e un consolidamento di Vinitaly Tourism, sempre più integrato nell’offerta della manifestazione.

Vinitaly rappresenta inoltre una piattaforma di riferimento per il dialogo tra filiera e istituzioni, sia a livello nazionale che europeo. Tra gli eventi chiave, il Tavolo Vino ha riunito la filiera per discutere temi strategici, dall’export al nuovo Ocm, analizzando dinamiche produttive e consumi. Questo ruolo rafforza la funzione della manifestazione come punto di sintesi e indirizzo per lo sviluppo del settore. Vinitaly è anche un riferimento istituzionale, con la partecipazione, per la seconda volta, del commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Christophe Hansen, del presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana e, per la terza volta, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Presenti anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, il ministro degli Affari esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, al suo debutto ufficiale, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini e il presidente dell’ITA Agenzia, Matteo Zoppas, partner nel piano di incoming degli operatori esteri. La 59^ edizione di Vinitaly si svolgerà a Veronafiere dall’11 al 14 aprile 2027.

– foto ufficio stampa Veronafiere –

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