Aeroporto di Peretola, M5S: "La partita è ancora aperta"

Ricorso dell’Università di Firenze sull’aeroporto: “Compromessi alcuni settori del Polo di Sesto”

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L’Aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze

Il dibattito sull’ampliamento dell’aeroporto di Firenze si intensifica, accompagnato da un incremento dei ricorsi contro il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale. Dopo le associazioni e i comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Poggio a Caiano e la Provincia di Prato, anche l’Università di Firenze ha deciso di presentare ricorso al Tar, esprimendo la propria posizione, specialmente in relazione al Polo di Sesto Fiorentino.

L’Ateneo “si muove esclusivamente a salvaguardia delle proprie funzioni istituzionali, della sicurezza delle persone e della completa fruibilità delle strutture del Polo universitario di Sesto Fiorentino”, si legge in una nota. “Il ricorso non è guidato da pregiudizi ideologici verso lo sviluppo infrastrutturale, ma nasce dalla necessità di segnalare un impatto significativo e documentato su attività didattiche, di ricerca e di servizi pubblici che coinvolgono ogni giorno migliaia di studenti, ricercatori e lavoratori. Le valutazioni tecniche dell’Ateneo mostrano che il progetto aeroportuale, così come attualmente concepito, rende inaccessibili o gravemente compromesse parti significative del Polo universitario di Sesto, con ripercussioni economiche e funzionali che non possono essere trascurate né possono gravare esclusivamente sull’Università”. In merito, la rettrice Alessandra Petrucci ha dichiarato: “L’Università si mostra disponibile al dialogo istituzionale e alla ricerca di soluzioni condivise che garantiscano un equo e adeguato indennizzo, assicurando la continuità delle attività universitarie. L’Università è un bene pubblico e ogni sua decisione riflette rispetto per la legge, le istituzioni e l’interesse generale della comunità“.

Nella giornata precedente, la rettrice aveva evidenziato potenziali rischi per le attività didattiche e di ricerca nel polo scientifico di Sesto, a causa di attrezzature delicate “che potrebbero essere influenzate”.

Questo ha suscitato il commento della sindaca di Firenze Sara Funaro: “Di fronte a un’opera strategica per il nostro territorio, il ricorso presentato con tali motivazioni è inopportuno. Le istituzioni devono operare per il bene collettivo e non per interessi individuali. È essenziale avere uno scalo aeroportuale adeguato per Firenze“, ha affermato riguardo alla presentazione del ricorso. “Si tratta di un’infrastruttura cruciale per lo sviluppo e la crescita della nostra città e del suo territorio, e per la salute dei numerosi residenti che soffrono per il rumore e i sorvoli, una questione che attende soluzioni da troppo tempo. Chiederò un confronto alla rettrice Petrucci“.

I colleghi sindaci di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano, tra i Comuni coinvolti nel ricorso, hanno espresso sorpresa per le parole della sindaca, pur rispettando la sua posizione sull’aeroporto: “Le questioni sollevate dai Comuni, che rappresentano i cittadini, e dalla rettrice per conto dell’Università, sono di grande importanza, poiché è evidente che la nuova pista andrà a interferire con le attività del Polo scientifico e modificherà significativamente gli assetti urbanistici e idraulici della Piana“. Inoltre, Claudia Pecchioli, Andrea Tagliaferri e Giuseppe Carovani hanno aggiunto: “riteniamo inopportuno contrapporre l’interesse collettivo a quello dell’Università, che per sua natura rappresenta interessi generali. Le nostre comunità comprendono oltre 100mila cittadini della Città metropolitana di Firenze: ci aspettiamo maggiore rispetto dalla sindaca metropolitana su un tema che avrà un impatto profondo sul futuro del nostro territorio. È suo dovere istituzionale promuovere un confronto che restituisca centralità alla politica e metta realmente al centro gli interessi di tutti“.

Un simile stupore è stato espresso anche da Flc Cgil Firenze e Cgil Firenze in una nota: “Le preoccupazioni espresse dall’Ateneo sono non solo legittime, ma derivano anche da analisi tecniche approfondite, già da tempo sottoposte al dibattito pubblico. Il ricorso al TAR è uno strumento legittimo per chi desidera esercitare il proprio diritto di tutela e, nel caso dell’Ateneo, non può essere visto come un’azione politica né come un comportamento inopportuno o di parte. Malgrado le diverse opinioni su un argomento così rilevante, non appena emergono rischi concreti per le attività didattiche e di ricerca nel Polo di Sesto, la Rettrice ha agito nel rispetto dei doveri che il suo ruolo comporta, rispecchiando le preoccupazioni di lavoratori e studenti, che negli anni hanno ripetutamente manifestato timori simili“.

È imperativo che l’Università di Firenze ritiri il ricorso contro lo sviluppo dell’Aeroporto ‘Amerigo Vespucci’. Si tratta di un atto illogico, motivato da pregiudizi ideologici contro lo sviluppo infrastrutturale del territorio, nonostante i dirigenti dell’Ateneo affermino il contrario in una nota. Non si riesce a comprendere, altrimenti, perché l’Università fiorentina si opponga, giustificandosi con la tutela delle strutture del polo accademico di Sesto, che non è a rischio, così come non lo sono gli edifici nella Piana“. Lo afferma Marco Stella, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana. “Lo sviluppo di Peretola potrebbe raddoppiare il numero di passeggeri annuali da 2,2 a 4,5 milioni e generare 5.000 nuovi posti di lavoro, come dimostrano studi di società qualificate. Tuttavia, per realizzare questo, è necessario ammodernare il Vespucci mediante l’allungamento della pista, permettendo l’atterraggio e il decollo di diverse categorie di aerei: non si può continuare con 1.000 voli dirottati e decine di migliaia di passeggeri persi ogni anno a causa di condizioni meteorologiche avverse. È sorprendente che un’istituzione dedicata alla ricerca e allo studio non consideri questi dati“.

Fonte notizia

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