Referendum Empoli, Sinistra Italiana: "Contrari alla quotazione, ma favorevoli alla Multiutility"

Referendum Empoli, Sinistra Italiana: “Contrari alla quotazione, ma favorevoli alla Multiutility”

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“Siamo contrari alla quotazione in borsa della MultiUtility, ma uscire dal sistema non era la soluzione adeguata”. Così il circolo Mori-Salvadori di Sinistra Italiana Empoli commenta l’esito del referendum comunale del 9 novembre, che non ha raggiunto il quorum. Il partito, attraverso una nota, rivendica “una posizione coerente e non opportunistica”, sottolineando come “l’eventuale raggiungimento del quorum e la conseguente vittoria del Sì, che riteniamo scontata, avrebbero portato l’uscita unilaterale del Comune di Empoli dalla Multiutility, senza un piano alternativo concreto o almeno delineato dai promotori del referendum”. Nonostante ciò, sostiene Sinistra Italiana, il messaggio dei quasi 13mila votanti per il Sì “rafforza l’idea che i servizi pubblici devono rimanere totalmente sotto controllo pubblico”.

Il partito denuncia che il comitato del Sì ha “volutamente e consapevolmente ignorato il nostro circolo “Mori-Salvadori” di Empoli, richiedendo l’adesione direttamente ai nostri vertici regionali“, per “mettere in difficoltà la nostra organizzazione”, e dopo aver spiegato le ragioni del ‘No comment’, chiarisce che quel referendum, secondo Sinistra Italiana locale, rischiava di “buttare via l’acqua sporca (la quotazione) insieme al bambino (la MultiUtility).

Nella nota si ricorda infine di aver promosso, insieme ad AVS, due atti approvati in Consiglio comunale che “impegnano l’amministrazione a dire no alla quotazione in borsa” e definisce il percorso avviato “un passo concreto verso la ripubblicizzazione dei servizi essenziali.”

La nota completa:

Domenica 9 novembre, 12.290 persone su 43.156 aventi diritto al voto si sono recate alle urne per il referendum comunale abrogativo riguardante la delibera del Consiglio Comunale n. 93 del 18 ottobre 2022, riguardante l’adesione all’operazione “MultiUtility Toscana”, con un’affluenza del 28,48%.

I numeri e la composizione demografica dell’elettorato sono risultati differenti rispetto alle elezioni precedenti, poiché questa volta potevano votare anche cittadini stranieri residenti a Empoli, che si sono presentati ai seggi, soprattutto nel pomeriggio di domenica.

Il tema del referendum era chiaro: si chiedeva ai cittadini se avessero voluto abrogare, votando , la delibera di Consiglio Comunale n. 93 del 2022 che approvava l’operazione MultiUtility per la creazione di una holding di servizi toscana attraverso fusioni e incorporazioni delle varie società esistenti.

L’eventuale raggiungimento del quorum (21.579 persone) e la conseguente vittoria del Sì, che consideriamo scontata, avrebbero comportato l’uscita unilaterale del Comune di Empoli da questo sistema, senza un piano alternativo concreto o almeno delineato dai promotori del referendum.

A loro stessa ammissione, il referendum non era infatti contro la quotazione in borsa della MultiUtility, ma contro la MultiUtility stessa, una posizione che né Sinistra Italiana né AVS condividono.

Per il Circolo di Sinistra Italiana di Empoli, è dunque sembrato corretto mantenere coerenza, evitando posizioni opportunistiche o poco trasparenti.

Avevamo notato un singolare cambio di approccio nella campagna referendaria da parte del comitato proponente, che dopo le firme raccolte “contro la quotazione” ha suggerito di votare Sì per l’acqua pubblica, dando un’indicazione di voto che riteniamo non aderente, per così dire, al reale contenuto del quesito referendario.

Il 22 ottobre abbiamo quindi risposto a una lettera del Comitato del Sì, il quale, a firma di Marco Cardone, aveva volutamente ignorato il nostro circolo “Mori-Salvadori” di Empoli, chiedendo l’adesione direttamente ai nostri vertici regionali, non riconoscendo il nostro ruolo a livello locale. Un passaggio che non abbiamo gradito, per usare un eufemismo, e che ci è sembrato pretestuoso e mirato a mettere in difficoltà la nostra organizzazione locale, che ha la sua autonomia nell’ambito del partito.

Abbiamo comunque poi risposto al Comitato del Sì, spiegando che era oggettivamente impossibile sostenere il quesito referendario ovvero l’uscita del Comune di Empoli dalla MultiUtility, poiché in contrasto con le posizioni di Sinistra Italiana e Alleanza Verdi Sinistra.

Questa è una posizione che va oltre la semplice contrarietà alla quotazione in borsa, una posizione sulla quale siamo pienamente d’accordo e per la quale Sinistra Italiana si batte a ogni livello, impegnando anche il Partito Democratico e le liste civiche nel Consiglio Comunale di Empoli.

Nel declinare, con queste motivazioni puntuali, l’invito all’adesione, abbiamo garantito che non avremmo fatto campagna per l’astensionismo, rispondendo così a un’ipotetica domanda evinta da alcune comunicazioni del comitato stesso, affermando che avremmo osservato e valutato l’esito delle urne.

La prova della nostra correttezza in tal senso e del rispetto delle garanzie è confermata dalle decine di “richieste”, non sempre rispettose dei principi di correttezza, pervenuteci sui social e su altri media, per farci esprimere sul referendum o contestare il nostro silenzio, a cui non abbiamo risposto per non alimentare ulteriori polemiche.

Per noi “pacta sunt servanda” e abbiamo mantenuto il nostro impegno.

Il voto al referendum (come anticipato al comitato prima della sua celebrazione) sarà tenuto presente, e siamo convinti che chi è andato a votare e ha scelto Sì, ovvero la quasi totalità dei votanti, volesse comunicare che i servizi pubblici e la loro gestione devono rimanere totalmente sotto il controllo pubblico, che l’acqua, bene primario e “sacro”, debba essere garantita e protetta da dinamiche di profitto e che, di conseguenza, una MultiUtility che gestisce anche il servizio idrico non possa né debba essere quotata in borsa.

Le quasi 13.000 persone che hanno trasmesso questo messaggio non solo rafforzano la nostra posizione, ma mettono in evidenza fatti concreti.

All’indomani del referendum, sebbene partecipato, ma senza raggiungere il quorum, rimane politico ed utile il combinato disposto dei due atti che abbiamo sollecitato, come Sinistra Italiana di Empoli, e che sono stati approvati dalla maggioranza che amministra la città.

In primo luogo, una delibera che integra e modifica quella precedente del 2022, chiarendo che, anche a Empoli, per decidere sulla quotazione in borsa della MultiUtility, è obbligatorio tornare in Consiglio Comunale. Questa delibera non abroga quella del 2022 per l’ovvio motivo di voler percorrere la strada alla pubblicizzazione del servizio idrico senza uscire dalla MultiUtility, come proposto dal comitato referendario e implicato nella vittoria del Sì.

Questo è un punto fondamentale che riteniamo debba essere chiarito ai nostri cittadini: uscire dalla MultiUtility, quindi vincere il Sì, non era e non è l’unica possibilità per avere acqua pubblica, né la migliore, dato che si sarebbe persa — come si suol dire — l’acqua sporca (la quotazione) con il bambino (la MultiUtility).

Ciò che, a Sinistra Italiana e AVS, appare più utile, è gestire un’azienda a mano pubblica senza escludere Empoli da essa e senza alternative di gestione efficace ed efficiente.

La nostra azione, in quanto forza di governo della città, prescinde dagli esiti elettorali evidenti, che in tutta onestà, avevamo previsto non potessero realizzare il quorum.

Resta dunque il messaggio politico, che è nel nostro DNA: da sempre contrari alla quotazione in borsa, e, dall’inizio del mandato elettorale, abbiamo lavorato affinché questa convinzione diventasse patrimonio di tutte le forze di maggioranza, per avanzare nel percorso di ripubblicizzazione iniziato nel 2021 e che ora potrebbe avere esiti positivi grazie a un affidamento in-house del servizio.

Ma in politica contano i fatti. Sapevamo che la sola delibera descritta fosse insufficiente e politicamente poco solida, a meno che non fosse affiancata da un atto politico-amministrativo, concretizzato in un Ordine del Giorno predisposto dal compagno Marco Dicuio, capogruppo di AVS, in accordo con la segreteria cittadina di Sinistra Italiana.

Quell’OdG impegna coloro che lo hanno votato a esprimersi in Consiglio Comunale e in assemblea dei soci per modificare lo Statuto e contro la futura decisione di quotazione in borsa della MultiUtility, in qualunque occasione in cui sia richiesta una posizione in tal senso.

Anche per questa delibera, l’accordo di maggioranza è stato raggiunto in quanto basato su un preciso punto di programma, fortemente voluto da noi e accettato dal candidato Alessio Mantellassi, che ha condiviso l’OdG con le altre forze politiche.

Sebbene sia stata data scarsa importanza (soprattutto da parte del Comitato per il Sì) a questo passaggio significativo in Consiglio Comunale, vogliamo ricordare che quell’atto ha ottenuto il voto favorevole, oltre che dalla maggioranza — AVS, PD e liste civiche — anche dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, che ha riconosciuto con coerenza la correttezza del percorso avviato dal gruppo AVS.

Attualmente, un atto come quell’OdG, che vincola l’amministrazione a dire no alla quotazione in borsa, è un fatto concreto solo a Empoli e non esistono formalizzazioni simili in nessun altro comune dell’Empolese-Valdelsa.

Crediamo che sia molto utile che tale atto venga discusso in ogni comune, anche fuori dal nostro territorio.

Per questo motivo ringraziamo il compagno Carmine Aliberti, segretario di Sinistra Italiana di Certaldo, per averne riconosciuto il valore ed essersi proposto di portarlo all’attenzione del Consiglio Comunale attraverso il capogruppo Latini. Ci aspettiamo lo stesso impegno dal segretario del circolo “Empolese-Valdelsa”, Nicola Ferraro, che si occupa degli altri nove comuni, così come dalle compagne e dai compagni eletti in assise al di fuori della nostra area.

Questo perché, anche nei comuni dove non è necessario “correggere” la delibera precedente come nel caso di Empoli, una posizione del genere può essere decisiva per consolidare la posizione anti-quotazione ed assicurare un voto contrario in ogni contesto da parte dei sindaci.

In politica non contano solo affermazioni e slogan, ma soprattutto atti concreti come questo OdG.

Siamo certi che le compagne e i compagni con ruoli politici sapranno farne tesoro.

Non nutriamo rancori politici e sappiamo che in politica, quella vera, praticata per difendere principi e diritti per il bene comune, ci si può scontrare e poi trovare strade comuni.

Ci poniamo come forza politica, come interlocutori e punto di riferimento, gli unici con elementi concreti per promuovere e percorrere la via verso la ripubblicizzazione dei servizi essenziali.

Per superare quella concezione assurda dei servizi “pubblici” gestiti “da privati” che, all’interno della coalizione che amministra la città, sindaco compreso, vogliono perseguire.

Sinistra Italiana Empoli – Circolo Mori-Salvadori

Fonte notizia

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