“Di questa giornata, voglio portare con me l’appello di una giovane che sta partecipando ai nostri percorsi per careleavers e ha condiviso la sua esperienza: “Ascoltateci”, ha detto, “fateci partecipare, e quando prendete decisioni, fatelo insieme a noi. È un invito che dobbiamo sempre seguire nella definizione delle nostre politiche.”
Così ha concluso il suo intervento l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli, durante la presentazione della terza edizione del rapporto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, redatto dal Crc (Gruppo di lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza).
L’evento si è svolto a Firenze, presso l’Istituto degli Innocenti, e ha offerto un importante momento di confronto su dati, politiche e buone pratiche tra istituzioni, enti del terzo settore e comunità scientifica, con un focus sulla crescita e il miglioramento continuo delle politiche di welfare.
“I dati dalla Toscana, ha aggiunto Spinelli, sono piuttosto incoraggianti. Il rapporto evidenzia la presenza di una adeguata rete di servizi, sottolinea come il rapporto tra genitori e figli sia generalmente positivo, e segnala una riduzione dei neet, ovvero dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. È tuttavia fondamentale prestare attenzione alle parti più critiche di questo prezioso strumento di analisi: ad esempio, l’aumento delle povertà, sia economiche che educative. Il dati toscano è comunque inferiore a quello nazionale, ma in notevole crescita *e oggi riguarda oltre il 20% dei minori. Un altro dato preoccupante è l’aumento dei minori che, a seguito di reati, si ritrovano negli Istituti penitenziari minorili, luoghi inadeguati alle loro esigenze educative, a causa del cosiddetto Decreto Caivano, che ha inasprito le misure di pena senza potenziare quelle di protezione e prevenzione.”
“È quindi essenziale, ha concluso l’assessora Spinelli, considerare attentamente questi aspetti e intervenire quanto più possibile con un approccio multisettoriale, affrontando ogni questione da tutti gli ambiti coinvolti. E come diceva quella ragazza, è necessario ascoltare e coinvolgere per garantire che i nostri servizi siano più adeguati e rispondano alle necessità di bambini, ragazzi e ragazze.”
Fonte: Toscana Notizie
