Pontedera: Resoconto delle ultime (incredibili) 72 ore. Inizialmente un comunicato ufficiale, seguito da un video pubblicato sui social. Entrambi diffusi subito dopo aver ascoltato il sindaco e Paolo Giovannini, che nella mattina di venerdì 17 luglio attendeva ancora notizie sulla sorte della sua controproposta, in bilico tra l’accettazione e il rischio di vedere il suo ritorno a Pontedera svanire come un sogno. Una catena di eventi che portano a una verità emergente dal caos: la strategia del sindaco Matteo Franconi è fallita. I brasiliani si allontanano nettamente dalle proposte del primo cittadino e procedono per la propria strada. Il calcio a Pontedera è nelle loro mani e così rimarrà. Senza compromessi, senza supporti esterni. Ma andiamo con ordine.
Focalizziamoci su un breve riassunto. A febbraio del 2026, il fondo brasiliano Sportheca acquisisce il 95% delle quote del Pontedera calcio, passate nelle loro mani – praticamente a costo zero – dal presidente ed ex sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, insieme al gruppo di soci a sostegno della società. La squadra si trova all’ultimo posto in classifica e il Pontedera intraprende un mercato invernale sconsiderato con oltre 15 nuovi arrivi. Tra le mura della società si aggira anche il procuratore Andrea Bagnoli (assieme al figlio), ex calciatore del Pontedera, pur non avendo alcun ruolo ufficiale. Nel frattempo, il sindaco Matteo Franconi assicura pubblicamente riguardo alla solidità del fondo brasiliano – che acquisisce il Pontedera tramite la società Br Football Italia, creata appositamente e presieduta da Emilio Montagnani, collaboratore di Franconi – e annuncia grandi investimenti. Tuttavia, gli acquisti di gennaio si rivelano un insuccesso, tre allenatori si susseguono ma il Pontedera, sotto la presidenza del neoeletto Gustavo Nikitiuk (messo lì dai brasiliani), retrocede con il punteggio più basso della Serie C. Con il passare dei giorni, l’impegno dei brasiliani cambia: silenzi, assenza di conferenze stampa, flebile speranza di ripescaggio subito sfumata, quasi totale azzeramento dello staff tecnico e sanitario, e alcuni fornitori iniziano a lamentarsi per i pagamenti non ricevuti. Anche il sindaco si ritira, mentre cresce il malcontento tra i tifosi. Fino al 7 luglio, quando in una conferenza stampa tragicomica il presidente Nikitiuk presenta il nuovo direttore sportivo Simone Quintieri, nella foto, il quale dichiara: «L’obiettivo è salvarci in Serie D. Costruiremo una squadra di giovani, molti dei quali stranieri». La tifoseria organizzata inizia a protestare. Nel frattempo allo stadio si organizzano audizioni nel pomeriggio, con alcuni membri dello staff tecnico – incluso il vice di Mascara, l’ex allenatore dell’Urbino Taccola Gabriele Giannini – che provano giovani talenti del settore giovanile e calciatori svincolati attraverso allenamenti e partitelle. A questo punto, anche il sindaco Matteo Franconi realizza che il progetto dei brasiliani sta andando verso una potenziale catastrofe sportiva. Soprattutto considerando che al 17 luglio non risulta ancora alcun giocatore ufficialmente tesserato con il Pontedera, e così tenta di correre ai ripari.
In particolare, Franconi richiede ai brasiliani di considerare l’inserimento di Paolo Giovannini nello staff dirigenziale. Un esperto del settore che a Pontedera ha ricoperto il ruolo di dg dal 2012 al 2022, ottenendo una promozione in C1, playoff per la Serie B e lanciando diversi calciatori nella Serie B, contribuendo al benessere economico delle casse granata. I brasiliani sembrano aperti a esaminare un supporto esterno. Si programma un incontro in Comune, avvenuto mercoledì 15 luglio alle 12. Presenti al tavolo Giovannini, Roberto Beto Rappa Santos – braccio destro del presidente Nikitiuk e rappresentante sportivo del fondo brasiliano – insieme al sindaco Matteo Franconi. Durante la riunione, Giovannini spiega che secondo lui è molto difficile ottenere la salvezza in Serie D con 20 giovani, perlopiù stranieri, privi di esperienza nel campionato italiano, invitando i brasiliani a riflettere sul loro approccio, offrendo il suo supporto nella costruzione della squadra. Anche il sindaco Franconi prova a ragionare con Rappa Santos, giungendo a una sorta di intesa: Giovannini deve redigere una relazione con la sua controproposta, che i brasiliani dovrebbero considerare. 48 ore di tempo per decidere il ritorno di Giovannini in seno alla dirigenza del Pontedera. Si percepisce un cauto ottimismo.
Giovannini si mette subito al lavoro e nella serata di mercoledì 15 luglio la sua soluzione per evitare una possibile catastrofe sportiva del Pontedera è già in Brasile, tra le mani del numero uno del fondo Sportheca, Eduardo Tega. Giovannini richiede di poter selezionare almeno 16 dei 23 giocatori della rosa, lasciando totale libertà di scelta alla proprietà brasiliana per gli altri 8 da integrare. Inoltre, Giovannini esprime alcune riserve sulla guida tecnica, dichiarandosi pronto a sistemare la situazione, qualora la proprietà brasiliana fosse d’accordo. Così si arriva a giovedì 16 luglio, quando l’Us Città di Pontedera pubblica un comunicato indicante le date di inizio del ritiro. Mentre Giovannini continua a attendere notizie sull’accettazione della sua proposta. Il comunicato diramato alle 16:10 di giovedì 16 luglio inizia con: «Definite le prime date della nuova stagione, come stabilito dal direttore sportivo Simone Quintieri e dall’allenatore Giuseppe Mascara». A chi osserva attentamente non sfugge il messaggio: i brasiliani non intendono cambiare direzione. Giovannini è tagliato fuori, benché non gli sia stata comunicata formalmente la notizia. E come se non bastasse, avviene una seconda mossa inattesa. Alle 13:06 di venerdì 17 luglio, il Pontedera pubblica un video con il direttore sportivo Simone Quintieri che annuncia che la rosa «è quasi pronta», nonostante non ci siano ancora tesseramenti ufficiali da parte della società. Ora è tutto più chiaro: Giovannini è escluso. Ma, fino alle 13 di venerdì 17 luglio, il sindaco non ha ancora informato Giovannini. Risulta evidente quindi che la società ha deciso di ignorare totalmente il consiglio del sindaco Matteo Franconi, il quale ha tentato una manovra disperata per modificare la traiettoria di un Pontedera sempre più soggetto a decisioni nebulose e poco chiare. E continua per la propria strada. La frustrazione dei tifosi cresce, mentre il calcio a Pontedera si avvolge in nuvoloni neri che preannunciano tempesta.
FONTE: Il Tirreno
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