La Toscana si trova tra le regioni italiane che hanno registrato i maggiori aumenti del costo della benzina negli ultimi mesi. Secondo un’analisi della CNA nazionale, basata sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornata al 17 luglio, il prezzo della benzina in Toscana è salito di 28 centesimi al litro rispetto al 27 febbraio scorso. Questo posiziona la nostra regione in seconda posizione a livello nazionale per entità dell’aumento, subito dopo il Friuli-Venezia Giulia (+29,2 centesimi), a pari merito con il Piemonte. Seguono Lazio e Molise, con un incremento di 27,8 centesimi.
I dati toscani superano la media nazionale, che nello stesso periodo ha visto un incremento della benzina di 24,3 centesimi al litro (+14,6%). Questo significa che gli automobilisti e, in particolare, le imprese toscane stanno affrontando un aumento dei costi più marcato rispetto alla media italiana.
La situazione per il gasolio è diversa, con i più consistenti rincari che interessano Sicilia (+39,8 centesimi), Campania (+38,6), Friuli-Venezia Giulia (+37,6) e Veneto (+37,3 centesimi). La Toscana, invece, non rientra tra le regioni con i rincari più elevati per il diesel.
L’analisi mette in evidenza come la classifica degli aumenti non coincida con quella dei prezzi più alti. Le regioni che hanno registrato i maggiori aumenti non sono necessariamente quelle dove il carburante costa di più. A livello nazionale, il prezzo medio della benzina è di 1,911 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,040 euro al litro sulla rete self service.
Per la CNA Toscana, questo dato rappresenta un ulteriore motivo di preoccupazione, poiché l’aumento del costo dei carburanti incide direttamente sulle imprese dell’autotrasporto, ma anche su quelle attive nell’installazione, manutenzione, assistenza tecnica, costruzioni e tutte le attività che effettuano consegne o interventi presso i clienti.
Per comprendere l’impatto economico di questo fenomeno, basta considerare che un incremento di 40 centesimi al litro comporta, per un’impresa che consuma 1.000 litri di carburante, una spesa aggiuntiva di circa 400 euro. Costi che, soprattutto per le micro e piccole imprese, sono difficilmente trasferibili integralmente sui prezzi finali, con conseguente compressione dei margini.
“La Toscana è tra le regioni più colpite dall’aumento del prezzo della benzina”, afferma Luca Tonini, Presidente di CNA Toscana. “Un trend che pesa sulle imprese artigiane e sulle piccole aziende che quotidianamente utilizzano i propri mezzi per lavorare, raggiungere i clienti e garantire servizi essenziali. È fondamentale monitorare attentamente l’andamento dei prezzi e intensificare gli strumenti di trasparenza lungo tutta la filiera, evitando che le imprese continuino a subire rincari superiori alla media nazionale.”
Per ulteriori dettagli, visita il comunicato nazionale: https://www.cna.it/la-mappa-regionale-del-prezzo-dei-carburanti/
Fonte: CNA Toscana
