Venerdì 16 gennaio, in seguito a un acceso dibattito, il consiglio comunale ha approvato le controdeduzioni redatte dagli uffici, rispondendo a 147 osservazioni di cittadini e associazioni, oltre ai contributi giunti da Regione Toscana e Soprintendenza.
La maggioranza ha, di fatto, ignorato gran parte delle indicazioni fornite dalla Regione e dalla Soprintendenza, le quali raccomandavano di non espandere in modo artificiale i confini del territorio urbanizzato, di riesaminare le volumetrie previste e di ridurre il consumo di nuovo suolo.
Contemporaneamente, l’amministrazione, che si vanta di aver avviato un processo partecipativo accogliendo molte richieste, ha rigettato senza alcuna apertura al compromesso le istanze dei comitati che sollecitavano l’eliminazione delle nuove espansioni, in gran parte destinate a costruzioni residenziali private (villette mono e bifamiliari): 12.450 mq di superficie edificabile per nuove costruzioni, rappresentando oltre il 60% dell’espansione residenziale prevista nel Piano Strutturale approvato. In totale, il 73% delle previsioni del POC è costituito da NUOVA EDIFICAZIONE, ovvero consumo di suolo fertile, cemento che si somma a quello già previsto per Poggiarello, Mercatale e altre aree, a discapito del paesaggio e della sicurezza del territorio.
UN PIANO A FAVORE DELLA RENDITA IMMOBILIARE
La visione errata della maggioranza è quella di contrastare lo “spopolamento” aumentando l’offerta di nuove abitazioni, quando oltre il 10% delle abitazioni risulta vuoto e oltre il 30% sono sottoutilizzate. Su un totale di 23.294 mq di previsioni edificatorie, ben 14.510 (il 62%) sono per RESIDENZA, 6.100 per produttivo, 1.684 per commerciale e 1.000 per direzionale e di servizio.
Si tratta della vecchia logica di dover “CRESCERE” Vinci (in un contesto di stagnazione demografica), facendo affidamento sul mattone e sulla rendita immobiliare, con la prospettiva che gli oneri di urbanizzazione finanzieranno opere pubbliche. Questa assurda visione di crescita infinita, in un mercato immobiliare stagnante, penalizzerà gli immobili esistenti, riducendo il loro valore di mercato e scoraggiando il recupero o il restauro.
UN PIANO CHE AGEVOLA LA DERURALIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Con un’interpretazione distorta del “realismo”, l’amministrazione comunale promuove la deruralizzazione sostenuta da società immobiliari o grandi aziende, credendo che sia l’unico modo per recuperare immobili rurali abbandonati e contrastare lo spopolamento rurale; in realtà, questo processo di “gentrificazione” delle campagne porterà ville e appartamenti di lusso con piscina, rendendo l’accesso alla terra sempre più difficile per i giovani, ostacolati da reti e divieti che privatizzeranno spazi precedentemente accessibili.
UN PIANO CON POCHI SEGNALI POSITIVI
Tra i pochi aspetti positivi, notiamo le semplificazioni introdotte per facilitare piccoli interventi di ampliamento o recupero di volumi per il settore produttivo e residenziale, un approccio che sosteniamo poiché soddisfa esigenze diffuse senza CREARE NUOVO CONSUMO DI SUOLO. Una seconda nota positiva è il ripensamento dell’amministrazione, sotto pressione dei cittadini e con i richiami della Regione Toscana, riguardo l’eliminazione della previsione di aumento produttivo della Bitossi (PUC 6.1 stralciato) e di un’altra scorrettezza di cementificazione mascherata da “riuso”: il trasferimento delle volumetrie di un capannone di Vitolini a Spicchio, dove sarebbero emerse villette per 3.000 mq di superficie edificabile (stralcio area ATR6.2). Infine, riconosciamo l’importanza dell’accoglimento delle osservazioni del Comitato di S Pantaleo: un approccio innovativo per rivitalizzare i borghi rurali, non basato sul profitto (commerciale e turistico), ma sulla costruzione di COMUNITÀ, favorendo funzioni pubbliche, cultura, accoglienza e socialità.
UN PIANO ALL’INSEGNA DELL’OCCASIONE DA COGLIERE
Su due aree cruciali per il futuro di Vinci, le schede di Piano rimandano esplicitamente a una futura VARIANTE, in base ai progetti che i privati presenteranno: l’area di Petroio – destinata a importanti attrezzature sportive (con un’ipotesi di project financing da EMPOLI FC e l’interessamento di altri privati), e l’area di cava delle ex fornaci a Spicchio – per cui c’è notevole attenzione da parte della Soprintendenza, data l’importanza del giacimento paleontologico pliocenico già conosciuto da Leonardo.
Un piano che dunque abdica al suo ruolo principale di FORNIRE REGOLE al mercato immobiliare per salvaguardare l’interesse pubblico, a favore di una visione di deregolamentazione. Si punta su un’urbanistica contrattata con interessi privati, in cui le società immobiliari offrono “occasioni” all’amministrazione locale, come per la variante RSA sulle colline e, molto probabilmente, come avverrà di nuovo. Una pagina tragica per il futuro del nostro territorio.
IN COMUNE PER VINCI
