Occupazioni a Pisa: circa 20mila euro di danni in un istituto. Angori: "Il vandalismo non è una forma legittima di protesta"

Occupazioni a Pisa: circa 20mila euro di danni in un istituto. Angori: “Il vandalismo non è una forma legittima di protesta”

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(Foto da Facebook Massimiliano Angori)

“Non intendo in alcun modo restringere le legittime azioni di protesta di ragazzi e ragazze, però voglio ribadire che tali manifestazioni non devono danneggiare o compromettere i beni comuni. Attualmente, una stima provvisoria indica che si registrano già circa 20mila euro di danni a arredamenti, infissi e altre strutture edilizie” all’istituto tecnico Pacinotti di Pisa, in seguito a un’occupazione avvenuta tra la notte scorsa e questa mattina, quando la scuola è stata liberata.

A fare chiarezza è il presidente della provincia di Pisa e sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori, tramite un post sulla sua pagina social. In queste ore si stanno verificando occupazioni anche in altre scuole della Toscana. Sempre a Pisa, “le occupazioni studentesche avviate ieri, lunedì 19 ottobre, negli istituti Santoni e Fascetti continuano, mentre la protesta sembra essere conclusa al Pacinotti“, di cui Angori ha condiviso alcune foto dei danni, mostrando sedie e banchi accatastati, distributori automatici rotti, vetri infranti e arredi danneggiati.



(Foto da Facebook Massimiliano Angori)

“Per avere una valutazione definitiva, saranno necessari sopralluoghi dopo la conclusione delle occupazioni. Gli edifici scolastici di cui la Provincia di Pisa è responsabile sono già di per sé in condizioni precarie – aggiunge Angori – e noi come enti locali, sebbene con difficoltà, stiamo pianificando le necessarie ristrutturazioni. Trovarsi di fronte a danni gratuiti, che non hanno nulla a che vedere con forme legittime di protesta, rappresenta un ulteriore onere per i nostri tecnici e per le finanze del nostro Ente. Abbiamo ricevuto anche segnalazioni di atti vandalici” in un altro istituto.

Conclude il presidente della provincia: “Vorrei ricordare ai ragazzi che gli atti di vandalismo non sono sinonimo di legittima protesta e che, anzi, sono proprio tali atti che, oltre a creare problemi materiali alle nostre istituzioni per il ripristino delle strutture, finiscono per oscurare e far dimenticare i messaggi che dovrebbero essere comunicati attraverso una vera protesta legittima“.

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