A seguito dei recenti eventi, che hanno coinvolto non solo cinghiali selvatici ma anche maiali di allevamento, il presidente della Toscana ha deciso di nominare un commissario straordinario per affrontare l’emergenza legata alla peste suina africana: una malattia raramente vista nell’Unione Europea e che, non appena identificata, richiede immediati interventi di eradicazione.
“Ho ritenuto necessario procedere con questa nomina – ha dichiarato il presidente della Toscana, Eugenio Giani – poiché l’attuale scenario, date le dimensioni e la tipologia dei casi, richiede un’attenzione specifica per monitorare la diffusione della malattia e coordinare le azioni per eliminarla, tutelando nel contempo settori cruciali della nostra economia.”
Il commissario toscano sarà il dottor Giorgio Briganti, medico veterinario dell’Asl Toscana Sud Est e direttore del dipartimento di prevenzione territoriale. Con la sua nomina è stata creata anche una cabina di regia, composta, oltre al commissario, da un rappresentante della Regione specializzato in ecopatologia della fauna selvatica, da medici veterinari della struttura e da dirigenti competenti in produzioni zootecniche, attività faunistico-venatorie, forestazione e agroambiente, nonché dai direttori dei servizi veterinari delle Asl e dai rappresentanti dei Consorzi di tutela Carne di cinta senese Dop, Finocchiona Igp, Prosciutto Dop e dell’Associazione regionale allevatori della Toscana.
La peste suina africana è presente in Toscana nei cinghiali da ormai due anni, con la prima segnalazione avvenuta nel luglio 2024. Fino a un mese fa, i territori colpiti dalla malattia erano limitati alla Lunigiana e alla Garfagnana. Recentemente, tuttavia, la situazione si è aggravata; la malattia è stata riscontrata anche in cinghiali nel comune di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, con un’estensione di circa venti chilometri da aree in cui la presenza era già stata verificata.
Inoltre, nell’ultimo mese, la malattia ha colpito per la prima volta anche i suini domestici. Il virus è stato trovato su alcune carcasse. Un primo caso, a fine giugno, ha coinvolto un piccolo allevamento nel comune di Comano, in provincia di Massa Carrara, con quindici suini domestici infettati. Recentemente, un secondo caso si è verificato in un allevamento di San Marcello Piteglio, con circa cento suini di cinta senese, che sono stati abbattuti, insieme ad altri cento suini di cinta senese in un allevamento a Sambuca, legato epidemiologicamente al primo caso.
Tutte le misure sono state adottate in collaborazione con il commissario nazionale per la peste suina e con l’unità di crisi nazionale, prontamente convocata dal Ministero per affrontare i casi di Comano e San Marcello Piteglio.
Per quanto riguarda la salute umana, non ci sono pericoli. La peste suina africana non è una zoonosi, quindi non si trasmette agli esseri umani ma colpisce esclusivamente i suini, sia selvatici (cinghiali) che domestici. Pertanto, non rappresenta alcun rischio per la salute dei cittadini. Rimane comunque alta l’attenzione per la salvaguardia del patrimonio zootecnico regionale.
Fonte: Regione Toscana
