“I primi cantieri del Piano Casa saranno attivati tra gennaio e marzo del prossimo anno, e potrebbero iniziare anche prima di Natale se si lavora con impegno”. Queste le parole di Felice Squitieri, commissario straordinario di Governo per il Piano Casa 2026, durante la conferenza nazionale degli ordini del Cnappc (Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori) tenutasi a Roma il 16 e 17 ottobre presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (Sala Petrassi). “Il Piano Casa – ha continuato – non è solo un’iniziativa edilizia, ma una politica nazionale volta a ripristinare il ruolo della casa come infrastruttura civile e sociale, fondamentale per garantire dignità, stabilità e senso di appartenenza. Puntare sul recupero del patrimonio esistente, sull’accessibilità delle abitazioni e sulla riqualificazione di quartieri e servizi rappresenta una nuova alleanza tra istituzioni, professionisti e cittadini. Affinché il Piano Casa sia realmente efficace, è necessario coniugare rapidità, qualità progettuale e responsabilità nel tempo: non si tratta solo di costruire abitazioni, ma di creare spazi dove le persone possano sentirsi a casa e costruire il proprio futuro.”
Squitieri ha poi fornito dettagli sui primi passi operativi: “Abbiamo già identificato il primo atto previsto dalla normativa, che consiste nella nomina del subcommissario e del team. Stiamo anche lavorando alla mappatura del patrimonio immobiliare dell’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), per poi proseguire con quello statale, al fine di identificare gli immobili immediatamente utilizzabili per interventi di trasformazione e riqualificazione delle città e dei quartieri”. Ha inoltre annunciato una sinergia tecnica: “Stiamo collaborando con Invitalia per redigere il bando e stabilire i criteri di assegnazione dei fondi. Il primo criterio prevede la suddivisione delle risorse per le Regioni, che presenteranno le proprie richieste in base ai bisogni specifici di ristrutturazione e riutilizzo del patrimonio ERP.”
L’attenzione è ora rivolta a un importante incontro economico previsto per la prossima settimana: “Stiamo già dialogando con le Regioni e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’incontro di settimana prossima sarà fondamentale per avviare una ricognizione operativa del patrimonio statale, un passo essenziale per la rigenerazione urbana e il recupero degli immobili.”
Squitieri ha evidenziato l’importanza della sua scelta di presentarsi pubblicamente agli architetti italiani: “Non è un caso che sia stato selezionato un architetto per questo ruolo. Siamo in grado di fungere da direttori d’orchestra, unendo diverse competenze per raggiungere risultati concreti. L’obiettivo è fornire un futuro a famiglie e giovani senza casa. La casa deve essere considerata un’infrastruttura civile e sociale, al pari della sanità o della mobilità.”
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha anche partecipato all’evento: “È un piacere essere qui. Ringrazio l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori per l’invito in un momento cruciale per le trasformazioni nel settore pubblico, edilizio e urbanistico. La collaborazione con i professionisti è fondamentale per la trasformazione di Roma, che sta vivendo una profonda rigenerazione urbana grazie a investimenti pubblici e privati senza precedenti. Non ci concentriamo più solo su ‘quanto’ costruire, ma su ‘come’ trasformare per creare una città più verde, vivibile e inclusiva. Dobbiamo riaprire un dialogo con le Soprintendenze per rivedere i parametri che spesso bloccano i progetti in aree monumentali.”
“Superare queste limitazioni è fondamentale per stagnare nella nostra crescita. Per questo, poniamo un’attenzione particolare alla qualità del progetto, come dimostrano i concorsi di architettura avviati e la revisione del Regolamento Edilizio e della Carta per la Qualità. La sfida di Roma consiste nel coniugare riqualificazione fisica e sociale: portare servizi e spazi verdi anche fuori dal centro. Dobbiamo essere audaci nel rivedere le regole che ostacolano la transizione ecologica. Proteggere il patrimonio storico significa anche renderlo accessibile e fruibile dai cittadini. Sul piano europeo, mi impegno affinché la riforma del codice degli appalti superi il modello del massimo ribasso e ponga l’accento sulla ‘qualità del risultato’. Risparmiare sulle progettazioni per eventuali opere inefficaci non risulta un vantaggio, ma un danno sociale ed erariale. Le voci degli architetti saranno cruciali.”
Questo incontro ha segnato la prima riunione in presenza della nuova consiliatura dell’Ordine, aperta dai saluti del presidente nazionale del Cnappc, Alessandro Panci, che ha espresso riconoscenza ai partecipanti, inclusi ospiti illustri come l’architetto Massimo Alvisi, già membro dello staff di Renzo Piano e ora incaricato della riqualificazione degli spazi dell’Auditorium Parco della Musica. Panci ha enfatizzato l’importanza del lavoro di squadra: “La nostra passione è migliorare i luoghi in cui viviamo, e i concorsi architettonici sono un tema centrale. Dobbiamo continuare a promuovere spazi pubblici e di pubblica utilità, che migliorano la quotidianità dei cittadini. Gli architetti italiani sono impegnati a migliorare la qualità degli edifici e degli spazi pubblici, e il Cnappc è pronto a collaborare con le istituzioni per portare competenza e sensibilità nel nostro operato.”
