Inceneritore di Montale, denuncia in Procura per le emissioni: i comitati richiedono la chiusura

Inceneritore di Montale, denuncia in Procura per le emissioni: i comitati richiedono la chiusura

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Un esposto alla Procura della Repubblica di Pistoia riguardante i presunti sforamenti delle emissioni dell’inceneritore di Montale e le modalità di verifica delle informazioni ambientali. Questa segnalazione è stata presentata il 14 ottobre dal comitato nonCIStiamo e Zero Waste Italy Aps, con il sostegno dell’avvocato Alessandro Fagni e del chimico-biologo Andrea Gheri.

Le organizzazioni richiedono la chiusura immediata dell’impianto, in attività da 48 anni, e l’avvio di un piano integrato di bonifica dell’area. Secondo una nota, l’esposto sottolinea le responsabilità delle amministrazioni comunali coinvolte e le problematiche legate alla tutela della salute pubblica.

Al centro della segnalazione vi è una perizia tecnica che, secondo i comitati, metterebbe in luce diverse anomalie nella gestione dell’impianto. Tra i dati riportati ci sono picchi di mercurio registrati a maggio, fino a 30 volte superiori ai valori consentiti, e superamenti dei valori di riferimento per gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) a settembre, che sarebbero pari a dieci volte la norma.

Si segnala inoltre che la documentazione evidenzerebbe frequenti fermi e riavvii dell’inceneritore, considerati momenti critici per la potenziale dispersione di sostanze inquinanti, insieme a ritardi nella trasmissione dei dati e problematiche nell’utilizzo delle medie matematiche, le quali potrebbero non rappresentare in modo adeguato i picchi delle emissioni. Nell’esposto vengono menzionati anche episodi di inquinamento acustico notturno che avrebbero richiesto l’intervento dei carabinieri.

Tali rilievi sono stati formulati dai promotori dell’esposto in base alla perizia tecnica presentata, la cui veridicità dovrà essere accertata presso le autorità competenti.

Un ulteriore aspetto riguarda la trasparenza delle informazioni fornite alle amministrazioni locali. I comitati richiamano una dichiarazione del sindaco di Agliana, che durante una trasmissione televisiva su un’emittente locale avrebbe affermato di essere a conoscenza degli sforamenti già a luglio.

Tuttavia, secondo quanto indicato nell’esposto, Arpat avrebbe inviato una comunicazione scritta il 16 agosto, mentre il sindaco di Montale avrebbe riferito dei superamenti relativi a diossine e furani solo durante il Consiglio comunale dell’8 ottobre.

La ricostruzione dei comitati quindi solleva interrogativi sui tempi in cui le informazioni ambientali sarebbero state raccolte e comunicate alle istituzioni e alla cittadinanza. L’esposto si propone di attirare l’attenzione della magistratura sia sulle emissioni segnalate sia sulle procedure di controllo e informazione riguardanti l’impianto.

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