È importante notare che un italiano su quattro non ha effettuato alcuna vacanza. Un ulteriore 16% ha prenotato soltanto tre pernottamenti al massimo: quindi, in totale, quattro italiani su dieci non hanno superato i due o tre giorni di soggiorno. D’altro canto, il 45% ha scelto di trascorrere più periodi di vacanza distinti.
Rimane marcata la discrepanza tra desideri e azioni. Il 22% degli italiani ha dovuto annullare almeno un viaggio programmato, mentre il 18% ne ha organizzato uno all’ultimo minuto. Settembre si è rivelato il mese con maggiore incertezza, registrando il più alto tasso di rinuncia alle vacanze, pari al 50% di quelle inizialmente pianificate, ma anche con quasi 4 vacanzieri su 10 che hanno optato per una fuga last minute.
Per il 56% dei viaggiatori, la vacanza principale è stata un soggiorno di almeno sei giorni. Agosto continua a essere il mese preferito, scelto dal 45%, seguito da luglio con il 23%, giugno con il 17% e settembre con il 15%.
Per quanto riguarda l’ospitalità, il 69% ha pernottato almeno una notte in alberghi o B&B, mentre il 31% ha alloggiato in seconde case o da amici e parenti e il 25% in case in affitto.
I circa 2600 campeggi e villaggi turistici italiani hanno visto un incremento del +2% di presenze rispetto allo stesso periodo del 2025. In particolare, complice il grande caldo, le località montane hanno registrato un aumento del +3,4% di turisti stranieri e un +1,2% di turisti italiani rispetto al 2025. Le località balneari hanno mantenuto tendenze stabili.
Tra le attività più comuni svolte durante le vacanze, il 89% dei viaggiatori ha partecipato a eventi culturali e esplorazioni del territorio. Il 60% degli italiani in vacanza ha letto almeno un libro, il 54% ha effettuato escursioni nella natura, e il 24% ha partecipato ad almeno un’attività di benessere.
Il 42% dei viaggiatori ha modificato il programma delle attività durante il soggiorno: coloro che avevano pianificato in dettaglio hanno svolto più attività del previsto, mentre chi non aveva un piano ha finito per fare meno di quanto desiderato.
Una programmazione anticipata facilita una gestione migliore degli accessi, soprattutto nelle località con elevati flussi turistici: il 44% ha dovuto prenotare obbligatoriamente esperienze o attività che desiderava realizzare, mentre il 19% non ha potuto accedere ad almeno un’attrazione a causa del sovraffollamento. Questo fenomeno ha colpito in maniera particolare i soggiorni all’estero.
Il budget è un altro aspetto critico: il 32% dei viaggiatori ha speso più del previsto, mentre solo il 9% è riuscito a spendere meno.
“Il turismo si sta trasformando: le vacanze sono sempre più frammentate e destagionalizzate, con viaggiatori alla ricerca di esperienze personalizzate, dal turismo sostenibile al cicloturismo” – afferma Manfred Pinzger, presidente di Confturismo Confcom. “Questa evoluzione rappresenta una grande opportunità per il nostro paese, ma anche una sfida per le imprese del settore. Come sistema di rappresentanza, abbiamo il compito di supportarle in questo cambiamento, puntando sulla qualità dell’offerta e promuovendo una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici durante tutto l’anno.”
– foto IPA Agency –
