“Nel corso degli ultimi vent’anni, il numero delle donne presidenti delle Avis locali nella nostra regione è aumentato quasi tre volte: dal 13% nel 2005, siamo arrivati al 31% oggi.” Questo è quanto ha sottolineato la presidente di Avis regionale, Claudia Firenze, durante il “Forum Donne” organizzato oggi dall’associazione, che ha festeggiato i suoi primi vent’anni con l’evento “Donne, corpi, prospettive. Vent’anni di riflessioni sul femminile”, tenutosi al Cinema Lumière di Pisa.
“Il ruolo delle donne nel volontariato regionale – ha continuato la presidente – è fondamentale. È proprio dai nostri settori che si costruisce, giorno dopo giorno, un vero percorso verso la parità di genere.”
L’evento, patrocinato dal Comune di Pisa e realizzato in collaborazione con Avis comunale di Pisa, Cesvot e Associazione Nuovo Maschile, ha riunito istituzioni, mondo scientifico e cultura per un confronto approfondito sui temi della parità, medicina di genere e rappresentazione del corpo femminile.
“Desidero ringraziare – ha detto Alessandra Nardini, assessora con delega a educazione, istruzione, politiche per la memoria e diritti Lgbtq+ – Avis Toscana e la sua presidente, Claudia Firenze, per il loro impegno nel promuovere valori fondamentali come la solidarietà e la parità di genere, che si riflettono anche nelle decisioni dell’associazione. Non sempre le parole rispecchiano le azioni, ma Avis ha scelto di avviare percorsi di valorizzazione delle competenze femminili, come dimostrato dalle molte presidenti donna nelle sezioni locali e da un aumento della presenza femminile in ruoli dirigenziali. In un periodo storico in cui i diritti delle donne, a partire dal diritto di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita, sono continuamente messi in discussione, Avis è un esempio di come sia possibile infrangere i soffitti di cristallo e continuare a prestare attenzione a questi temi, coinvolgendo soprattutto le giovani generazioni. I dati sulle donazioni evidenziano criticità derivanti da disuguaglianze storiche ancora da superare, come il carico di cura per la maggior parte delle donne, la minore stabilità lavorativa e condizioni lavorative precarie; temi su cui tutti noi, in particolare chi riveste ruoli istituzionali, dobbiamo impegnarci. La mia presenza oggi al Forum è un ringraziamento, da assessora, da donna e da cittadina, e l’impegno a proseguire insieme nel nostro percorso di collaborazione, a partire dal servizio civile regionale fino ai progetti nelle scuole, che sono stati un fiore all’occhiello per l’associazione e per l’intera comunità scolastica toscana.”
“Il Terzo settore toscano – ha affermato il sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana Dika – dimostra di essere un laboratorio di democrazia e parità dove la leadership femminile, come dimostrano i dati di Avis, è in continua e necessaria crescita. Il passaggio dal 13% al 31% di presidenti donne in vent’anni non è solo un traguardo statistico, ma un segno di maturità sociale che la Regione sostiene con convinzione. Siamo al fianco di queste realtà per trasformare l’energia del volontariato in politiche strutturali che valorizzino il talento delle donne, affinché il loro impegno non sia mai una supplenza, ma il cuore pulsante del nostro nuovo welfare regionale.”
Non sono cresciute solo le donne presidenti delle Avis comunali in Toscana. Anche la presenza femminile nei ruoli dirigenziali di Avis è aumentata notevolmente: dal 26% nel 2005 sono arrivate al 35% nel 2025. In questo stesso periodo, le cariche associative occupate da donne in Avis sono aumentate dal 25% al 34%. Inoltre, nel corso di questi vent’anni, la percentuale di donatrici Avis è passata dal 33% al 38%, superando quella maschile nella fascia di età tra i 18 e i 25 anni.
Guardando in generale al Terzo Settore – è stato sottolineato – in Toscana, quattro volontari su dieci sono donne (165.840 su 418.640) e il loro impegno nel tempo si è dimostrato più costante rispetto a quello maschile.
Durante i lavori è stato evidenziato come la presenza femminile nel volontariato, sebbene significativa tra le giovani e le studentesse, tende a ridursi nelle fasce adulte, anche a causa del peso dei carichi di cura e della minore stabilità lavorativa. Questo dato intreccia dimensioni sociali ed economiche, richiedendo politiche strutturali di supporto. In Toscana, le studentesse impegnate nel volontariato sono più numerose dei maschi (16.436 rispetto a 15.729 uomini), mentre tra gli occupati e i disoccupati la presenza maschile è significativamente più alta. Le volontarie donne mostrano maggiore continuità: il numero delle donne che svolgono attività sistematica è 78.359, rispetto a 102.111 uomini, mentre tra i saltuari la percentuale di uomini è notevolmente più alta (150.688 maschi, 87.481 femmine).
Dopo i saluti istituzionali di Barbara Boccardi (presidente Avis Comunale di Pisa), Oscar Bianchi (presidente Avis Nazionale), Bernard Dika (sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale della Toscana), Giacomo Martelli (ufficio di presidenza Cesvot), Alessandra Nardini (assessora della Regione Toscana), Elena Pampana (presidente Acli e componente del Forum del Terzo Settore della Toscana) e Simona Carli (direttrice Crs), il dibattito è proseguito con il coordinamento del giornalista Giulio Sensi.
Tra i momenti salienti, il monologo “Tanti auguri” di Katia Beni – che affronta il tema del body shaming – e l’intervento di Linda Laura Sabbadini, pioniera degli studi di genere, che ha rivisitato vent’anni di dati sul femminile in Italia. È stato evidenziato che, a livello nazionale, il tasso di occupazione femminile è cresciuto di appena sei punti percentuali in due decenni, con l’Italia scivolata in fondo alle classifiche europee e quasi la metà delle donne escluse dal mercato del lavoro. Una situazione aggravata da difficoltà di conciliazione vita-lavoro e dalla carenza di servizi educativi per la prima infanzia, ancora al di sotto degli obiettivi europei.
Si è parlato anche di medicina di genere con l’intervento di Mojgan Azadegan, che ha messo in evidenza le differenze trascurate in diagnosi e terapie, e c’è stato un confronto dal titolo “Il corpo delle donne tra offesa e tutela” con l’avvocata Marisa Marraffino ed Edoardo Vaccaro. In scena anche il monologo “Libera” di Silvia Frasson.
Fonte: AVIS Toscana
