“Mi è stato detto che la frattura potrebbe non essere stata rilevata poiché lieve. Ma nel frattempo, mia madre è peggiorata“. A parlare è una donna della zona empolese, descrivendo la situazione della madre novantenne, trasportata in ospedale due volte negli ultimi quattro giorni. Secondo quanto spiegato dall’Asl Toscana Centro, “non tutte le fratture sono visibili al primo esame” e nel caso specifico della paziente, è stato “fondamentale l’accertamento di secondo livello“.
Il 2 maggio, la signora era giunta in pronto soccorso al San Giuseppe di Empoli dopo una caduta e lamentava dolore: dopo gli esami, con esito negativo, è stata dimessa, finché i sintomi non sono persistere portandola di nuovo in ospedale ieri, 5 maggio, quando ulteriori esami hanno rivelato una frattura al femore.
Tutto è cominciato sabato scorso, quando la signora, alzandosi dal letto, è caduta: “Sentiva un forte dolore al fianco“, racconta la figlia, “è stata trasportata in ospedale a Empoli tramite il 118“. Come riferito, ci è rimasta fino alla sera stessa: “Dopo vari esami e accertamenti è stata dimessa con un esito negativo per le fratture. Un medico mi ha contattata dicendo che si trattava di una contusione e che non c’era nulla di grave. Così è tornata a casa con antidolorifici“. Ma il giorno dopo, “il dolore persisteva e aumentava di intensità. Eravamo molto dispiaciuti, pensavamo fosse solo una contusione, invece stava peggiorando“. Ieri, “ho inviato tutta la documentazione al medico di famiglia, che mi ha confermato l’esito negativo ma ha suggerito che forse ci fosse una frattura al bacino“, in base ai dolori al fianco, consigliando di contattare nuovamente il 118. Così, “abbiamo richiesto un nuovo accertamento“.
La donna è stata nuovamente trasportata in ospedale il 5 maggio, “dopo gli accertamenti, ho ricevuto una chiamata dal personale sanitario, che mi informava di una frattura al femore” nella tarda serata di ieri, comunicando che sarebbe stata “valutata da un ortopedico“. Dopo la comunicazione, in seguito al secondo intervento richiesto, “tutta la famiglia si è arrabbiata – continua la figlia – qualcuno deve prendersi le sue responsabilità“. Al primo ritorno a casa “ci è stato detto che non c’era nulla, solo una contusione alla gamba. Lei continuava a lamentare dolore, pensavamo che sarebbe passato con il tempo“. Ma “in tre giorni, caricandosi sopra il peso è peggiorata. E perché? Qualcuno mi ha assicurato che non aveva nulla e che poteva camminare. So solo che questa donna è stata così per tre giorni. Non so quali saranno le conseguenze e cosa succederà“. Nella segnalazione si aggiunge: “Confondere una frattura con una contusione indica superficialità nel trattare e valutare i sintomi di un paziente. O qualcuno ha sbagliato o è stata trattata con leggerezza, perché qualcosa non torna“. Dall’Asl Toscana Centro, viene sottolineato che, dopo l’esito negativo degli esami iniziali, “il protocollo prevede la dimissione” con rivalutazione nel caso di persistenza del dolore, poiché alcune fratture “possono non essere immediatamente evidenti alla radiografia“.
Interpellata l’Asl Toscana Centro, la frattura viene definita “non visibile al primo accesso“. “Gli accertamenti effettuati questa mattina dagli specialisti dell’ospedale San Giuseppe hanno rivelato un quadro clinico preciso: presenza di una frattura composta, senza necessità di intervento chirurgico, con un periodo di recupero di 30 giorni, riposo e terapia adeguata. È anche previsto un controllo ambulatoriale tra 30 giorni e, per facilitare l’assistenza e il recupero, è programmato un ricovero in una struttura di cure intermedie, grazie alla collaborazione tra ospedale e Cot“, spiegano dall’ospedale, fornendo anche una ricostruzione dei passaggi clinici.
Il 2 maggio, alle 13.50, la signora è arrivata in pronto soccorso “per dolore all’anca destra dopo una caduta domestica. In quella fase sono stati eseguiti gli accertamenti standard, inclusa una radiografia dell’anca, che è il test di primo livello per la ricerca di fratture. L’esito era risultato negativo“, continuano dall’Asl TC. “In caso di tale risposta, il percorso corretto prevede la dimissione con indicazione a rivalutazione in caso di persistenza del dolore, poiché alcune fratture, soprattutto se composte e in aree specifiche, possono non essere immediatamente visibili alla radiografia. E questo è quanto accaduto. Con il persistere dei sintomi, la paziente è tornata in pronto soccorso ed è stata sottoposta a una TC, esame di secondo livello più efficace, che ha evidenziato la frattura. La lesione è stabile, localizzata in una zona che non tende a scomporsi, quindi – evidenziano ancora dall’ospedale –non ci sono stati cambiamenti tra il primo e il secondo accesso. Ora l’attenzione è rivolta alla gestione del recupero, con un programma assistenziale di supporto nella struttura di cure intermedie“.
