Dieci anni di sorrisi: oggi celebriamo il Percorso labiopalatoschisi dell’Aoup

Dieci anni di sorrisi: oggi celebriamo il Percorso labiopalatoschisi dell’Aoup

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Il Percorso Labiopalatoschisi dell’Aoup celebra 10 anni: istituito al Santa Chiara nel 2014 e dotato di posti letto dedicati nel 2016, ha raggiunto oggi il traguardo dei 2000 ricoveri totali. Questa realtà unica in Italia è entrata ufficialmente nel 2024 a far parte della rete nazionale dei Centri Smile House, promossa dalla Fondazione ETS omonima. Questi Centri rappresentano strutture d’eccellenza per la diagnosi e l’assistenza multispecialistica di pazienti con malformazioni cranio-maxillo-facciali, dalla diagnosi prenatale fino alla fine dello sviluppo psicofisico.

Il bagaglio di esperienza e le forti emozioni vengono celebrati oggi alla presenza di autorità, istituzioni, associazioni, amici e, soprattutto, delle famiglie che hanno sempre sostenuto il nostro lavoro: “Nel 2016 – afferma Gian Luca Gatti, responsabile del Percorso Labiopalatoschisi – avevamo solo un progetto ambizioso. Oggi possiamo dire con orgoglio che è una realtà unica in Italia, ma per noi è soprattutto il luogo in cui ogni giorno nascono nuovi sorrisi. Vedere i ‘nostri’ bambini crescere è il regalo più prezioso. Vogliamo festeggiare chi ha reso possibile tutto ciò, incluse le famiglie, le istituzioni e Smile House Fondazione ETS.”

La casistica pisana attesta circa 250 interventi annuali su bambini affetti da malformazioni congenite del labbro e del palato, provenienti da tutta Italia, con un 80% di attrattività extraregionale e anche da Paesi in via di sviluppo (nell’ambito della cooperazione sanitaria internazionale). Un aspetto distintivo – e motivo dei risultati eccellenti – è la rapidità dell’intervento nei primi 6 mesi di vita, che assicura un esito positivo sia funzionale che estetico grazie alla tecnica della periostioplastica, sviluppata a Pisa da Alessandro Massei. Un altro punto di forza – che rende questo centro uno dei principali in Italia per volume di attività e soddisfazione dell’esito finale – è la multidisciplinarità, proseguendo gli interventi collaborando con altre specialità chirurgiche fino a risolvere completamente la malformazione, anche esteticamente, entro la maggiore età. Inoltre, l’accoglienza è garantita grazie a camere di degenza dove i piccoli possono rimanere con la loro mamma durante il ricovero.

Oggi celebriamo un traguardo significativo con risultati notevoli – dichiara la direttrice generale dell’Aoup Katia Belvedereduemila interventi in 10 anni in un settore così specializzato come la cura delle malformazioni congenite del labbro e del palato ci rende fieri. Siamo un punto di riferimento per famiglie di tutta Italia, ed è fondamentale per una realtà come la nostra, che punta sull’alta complessità, poter offrire risposte efficaci e risolutive, sia a livello terapeutico che riabilitativo ed estetico. Per questo siamo e saremo sempre al fianco dei pazienti e delle famiglie che ci scelgono, e ringrazio tutto il personale della nostra Azienda per straordinarie capacità di empatia e accoglienza. Un grazie anche a Smile House Fondazione ETS per il supporto e la collaborazione. L’inserimento nel network dei Centri di eccellenza per le malformazioni cranio-maxillo-facciali è prova del nostro ruolo nazionale.”

La storia

Il Percorso Labiopalatoschisi dell’Aoup è nato il 21 febbraio 2014, proseguendo una tradizione di trattamento delle labiopalatoschisi a Pisa che risale agli anni ’60, grazie al pioniere Paolo Santoni-Rugiu (allievo di Tord Skoog) e al successore Alessandro Massei, che ha introdotto tecniche innovative rendendo la scuola pisana famosa nel mondo. Nel 2008, il chirurgo plastico Gian Luca Gatti ha preso il testimone (supportato dai colleghi Alessandro Giacomina e Matteo Ragoni), aumentando progressivamente gli interventi, passando da 90 a oltre 250 all’anno. L’attivazione del Percorso ha permesso la creazione di un poliambulatorio multidisciplinare dove gli specialisti si uniscono per fornire assistenza completa alle famiglie in un solo accesso.

Il 11 aprile 2016 ha visto l’arrivo di 10 posti letto con l’inaugurazione di un reparto unico in Italia e un’attività ambulatoriale multidisciplinare comprendente consulti in chirurgia plastica, ortodonzia, logopedia, anestesia e rianimazione, otorinolaringoiatria, genetica, psicologia, pediatria, neonatologia e chirurgia maxillo-facciale, con oltre 800 visite annue. L’attività di ricovero e le visite ambulatoriali riguardano il trattamento primario, secondario e del follow-up delle labiopalatoschisi, che colpiscono 1:830 nati in Italia, con circa il 30% dei casi sindromici; in Toscana, circa 15-20 pazienti nascono ogni anno, e l’80% dei pazienti proviene da fuori regione, con un crescente numero di pazienti adottati (principalmente dalla Cina) affetti da questa patologia. Il protocollo chirurgico prevede la ricostruzione del labbro, naso e gengiva tra i 2,5 e 3 mesi di età e la correzione del palato a 6-7 mesi; nei casi più gravi, viene eseguito un ulteriore intervento preventivo a 40-50 giorni di vita. Durante la crescita, possono essere necessari ulteriori 2-3 interventi correttivi.

La centralità della famiglia, durante il ricovero – aggiunge Gattiè fondamentale: i bambini non percepiscono il trauma della chirurgia perché così piccoli, ma i genitori avvertono molto lo stress pre, intra e post-operatorio. La nostra missione è farli sentire il più possibile a casa, riducendo al minimo i giorni di ricovero e creando una rete di professionisti che si occupa delle cure durante tutto il percorso di crescita.”

Il Centro di Pisa, grazie alla qualità e al numero delle prestazioni, è uno dei principali hub della Rete Smile House. Grazie a questa organizzazione e alla collaborazione con il Ministero della salute, l’Istituto superiore di sanità e Agenas, possiamo assistere oltre il 65% dei pazienti con labiopalatoschisi in Italia”, ha concluso Domenico Scopelliti, fondatore e presidente di Smile House Fondazione ETS. (edm).

Fonte: AOU Pisa

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