In merito al futuro del punto nascita dell’ospedale di Campostaggia a Poggibonsi, nella provincia di Siena, la Regione Toscana comunica che attualmente non sono stati ricevuti né dalla Regione né dall’Asl Toscana Sud Est atti ufficiali o documentazione che confermi le notizie di chiusura pubblicate dai media, relative a un numero di parti inferiore a cinquecento l’anno.
In un momento di confronto istituzionale e tecnico particolarmente critico, la Regione sottolinea l’importanza di mantenere un atteggiamento responsabile, evitando deduzioni affrettate e continuando a lavorare con un obiettivo chiaro: garantire a donne, famiglie e cittadini servizi affidabili, qualificati e prossimi ai territori.
La Asl Toscana Sud Est sta collaborando, insieme all’azienda ospedaliero-universitaria senese, a un progetto concreto e strutturato, mirato a preservare e valorizzare il punto nascita di Campostaggia, mantenendo la sua storia, competenze professionali, qualità assistenziale e il consistente legame sviluppato nel tempo con la comunità locale.
Questo percorso si inserisce nella cooperazione consolidata tra Asl e Aou senese, sviluppata attraverso la programmazione integrata e vari percorsi clinico-organizzativi condivisi. L’integrazione di area vasta rappresenta uno degli strumenti chiave individuati dalla Regione per garantire equità di accesso, continuità assistenziale, qualità e sostenibilità del sistema sanitario pubblico.
Il punto nascita di Campostaggia è una realtà storica, profondamente radicata nel territorio e da anni apprezzato dalla popolazione per la qualità dell’assistenza, l’attenzione alla centralità della donna e della famiglia, e l’alto livello dei percorsi per il parto fisiologico. Queste caratteristiche rappresentano il punto di forza su cui fondare il futuro del presidio, all’interno di una rete clinica integrata e sicura.
Il dialogo tra Regione, Asl Toscana Sud Est, Azienda ospedaliero-universitaria senese e i sindaci del territorio continuerà nei prossimi giorni, nella convinzione condivisa che la tutela della salute materno-infantile sia una priorità assoluta per tutto il sistema sanitario pubblico.
“Desideriamo che Poggibonsi e Le Scotte possano continuare a fornire il servizio che offrono attualmente ai cittadini – afferma il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Poggibonsi è un ospedale che garantisce un altissimo livello professionale, ricercato e apprezzato anche fuori dalla regione. Ci opporremo e attueremo tutte le misure tecniche necessarie per mantenere la maternità al suo interno, così come altrove”.
“Le problematiche riguardanti i punti nascita riflettono anche la crisi demografica che attraversa il nostro Paese – sottolinea l’assessora alla sanità, Monia Monni -: una crisi profonda, che dobbiamo affrontare e invertire con politiche pubbliche in grado di sostenere famiglie, natalità, lavoro femminile e servizi territoriali”. “Questo scenario – aggiunge – non deve tradursi in una diminuzione della qualità e dei servizi offerti dal nostro sistema sanitario regionale alle donne e alle partorienti”. “La sicurezza dei percorsi nascita, la vicinanza delle cure e la qualità dell’assistenza rimangono per noi priorità assolute – conclude -. Per questo stiamo lavorando, insieme alla Asl Toscana Sud Est e all’Azienda ospedaliero-universitaria senese, a una rete integrata, sicura e qualificata, in grado di valorizzare il punto nascita di Campostaggia all’interno di un modello organizzativo solido, capace di garantire alle donne percorsi appropriati, accompagnamento e continuità assistenziale”.
“Mantenere la possibilità di nascere a Campostaggia, garantendo prestazioni di alta qualità, è l’obiettivo su cui stiamo lavorando come sindaci da oltre un anno – afferma la sindaca di Poggibonsi, Susanna Cenni -: un impegno portato avanti insieme all’azienda sanitaria e alla Regione per rafforzare la realtà di Campostaggia, considerando la qualità che offre e anche il calo delle nascite che è inferiore rispetto ad altre realtà, confermando la sua capacità attrattiva”. “Nemmeno due mesi fa – ricorda la sindaca – abbiamo approfondito la questione con un’iniziativa pubblica in cui è emersa la qualità e sicurezza clinica di un punto nascita proiettato nel futuro, con iniziative e interventi destinati ad aumentare ulteriormente know-how, servizi ed eccellenze. E così sarà”.
Fonte: Regione Toscana
