Futuro Nazionale esprime fermamente la propria opposizione “alla crescente realizzazione di impianti fotovoltaici a terra nel comune di Castelfranco di Sotto”, come si legge in una nota.
“Si tratta di una prospettiva che suscita notevoli preoccupazioni, non solo per l’ampiezza delle aree coinvolte, ma soprattutto per le ricadute che potrebbe avere sull’equilibrio territoriale, sul paesaggio e sulla disponibilità di terreni destinati alla coltivazione. I dati mostrano una situazione che richiede una riflessione approfondita: sono previsti sette impianti fotovoltaici, con uno già realizzato e gli altri in vari stadi dell’iter autorizzativo, per una superficie complessiva che potrebbe raggiungere circa 200.000 metri quadrati, ossia 20 ettari, con una potenza stimata di 18,5 megawatt. Via Aiale, via di Gerrino a Villa Campanile, via dei Tavi, via Piédimonte e via Usciana sono alcune delle zone interessate da progetti che riguardano terreni agricoli, in molti casi a ridosso di insediamenti produttivi. Una densità di impianti che rischia di alterare profondamente la caratteristica di una parte significativa del territorio comunale”.
“Non siamo contrari all’innovazione tecnologica – afferma Mario Palmieri, responsabile provinciale di Futuro Nazionale – né alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ci opponiamo a una politica energetica ideologica, imposta dall’alto, che grava sui territori e le comunità locali senza tenere in considerazione l’impatto delle decisioni prese”.
Per Futuro Nazionale, il problema non riguarda solo il numero degli impianti, ma anche un sistema normativo che lascia agli amministratori locali margini di manovra estremamente ridotti. La normativa nazionale e regionale, come sottolineato dalla stessa amministrazione comunale, limita infatti la capacità dei Comuni di influenzare concretamente le scelte di localizzazione e la diffusione degli impianti fotovoltaici a terra. Questa situazione costringe le amministrazioni locali a gestire le conseguenze di decisioni adottate a livelli istituzionali superiori, senza avere gli strumenti adeguati per proteggere il proprio territorio.
“È esattamente questo il modello di Green Deal forzato che il nostro presidente, Generale Roberto Vannacci, sta contestando con fermezza – continua Palmieri – una transizione energetica che, invece di essere equilibrata, sostenibile e rispettosa delle specificità nazionali, rischia di diventare una trasformazione indiscriminata del territorio. Non possiamo pensare di salvaguardare l’ambiente a spese dell’agricoltura, consumando suolo e compromettendo il paesaggio. La protezione del territorio, della produzione agricola e delle attività economiche locali deve tornare ad essere una priorità”.
“Questa situazione solleva una questione istituzionale chiara: i Comuni, che conoscono intimamente le caratteristiche, le vocazioni produttive e le necessità delle loro comunità, devono avere la reale possibilità di partecipare alle decisioni relative al futuro del loro territorio. Non è logico che gli amministratori locali siano chiamati a rispondere dei cambiamenti nel proprio territorio quando le norme regionali e nazionali limitano fortemente la loro capacità di intervento. È alla Regione Toscana, in primo luogo, che spetta il compito di rivedere questo sistema e restituire ai Comuni strumenti concreti di protezione e pianificazione”.
“Il territorio di Castelfranco di Sotto – dichiara Angelo Demela, referente comunale di Futuro Nazionale per Castelfranco di Sotto – non deve trasformarsi in una distesa di pannelli fotovoltaici. Parliamo di terreni agricoli che sono una risorsa economica produttiva e identitaria. Sottrarre gradualmente queste superfici all’agricoltura significa impoverire il territorio e compromettere opportunità di sviluppo che non possono essere facilmente recuperate. È inaccettabile che, mentre si pongono numerosi vincoli a chi desidera realizzare un’attività produttiva o un capannone, si rischi di assistere a una proliferazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli. È fondamentale chiarire che i Comuni, in questo ambito, hanno margini decisionali molto limitati a causa delle disposizioni normative regionali e nazionali. Non si può richiedere agli amministratori locali di proteggere il territorio privandoli al contempo degli strumenti necessari per farlo. La Regione Toscana deve assumersi le responsabilità e intervenire per restituire alle amministrazioni comunali un ruolo effettivo nelle scelte che interessano il futuro delle loro comunità”.
La transizione energetica non può avere due pesi e due misure. È necessario valutare con attenzione dove, come e in quale misura realizzare questi impianti, privilegiando superfici già compromesse, coperture industriali e aree dismesse, anziché consumare ulteriore suolo agricolo.
Futuro Nazionale considera inoltre fondamentale affrontare seriamente il tema del fine vita degli impianti, delle garanzie per lo smantellamento delle strutture e del ripristino delle condizioni originarie dei terreni. Non basta autorizzare la costruzione: è necessario garantire che, una volta terminato il ciclo produttivo, non siano le comunità locali a dover sostenere eventuali costi ambientali ed economici.
Futuro Nazionale chiede dunque un intervento della Regione Toscana per rivedere una normativa che oggi limita significativamente la capacità dei Comuni di decidere e intervenire per tutelare il proprio territorio. Gli amministratori locali non possono essere lasciati soli a gestire le conseguenze di una politica energetica definita altrove, senza avere la possibilità di influire realmente sulle trasformazioni che riguardano le loro comunità. Sono necessarie regole più rigorose, una pianificazione seria e un coinvolgimento effettivo degli enti locali. Non si può definire sostenibilità un modello che consuma suolo agricolo e altera gli equilibri territoriali. La vera transizione energetica deve rispettare l’ambiente, l’economia e l’identità dei territori, riconoscendo ai Comuni il diritto di partecipare concretamente alle decisioni. In caso contrario, non si tratta di progresso, ma di imposizione ideologica.
Futuro Nazionale ribadisce quindi la propria contrarietà a una proliferazione incontrollata degli impianti fotovoltaici a terra e annuncia la sua intenzione di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, affinché la protezione del territorio agricolo di Castelfranco di Sotto non venga sacrificata a scelte energetiche prive di una visione complessiva adeguata.
Fonte: Futuro Nazionale Pisa
