Il 2027 rappresenterà un momento significativo per il Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato, che festeggerà i 25 anni dalla sua apertura, avvenuta nel 2002 con la presenza dell’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Questo anniversario sarà valorizzato dalla Regione Toscana attraverso eventi dedicati e, in particolare, con l’avvio di un ambizioso progetto per la valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio archivistico.
A presentare l’iniziativa è stata l’assessora regionale alla Cultura, Cristina Manetti, al termine di una visita al Museo insieme al presidente e alla direttrice, Massimo Chiarugi e Camilla Brunelli.
Lo scopo è di sostenere e rafforzare il ruolo di una realtà unica nel panorama nazionale, frutto dell’impegno dei superstiti pratesi riuniti nell’Associazione nazionale ex deportati (Aned) e supportati dalle Istituzioni locali.
“Nel 2027 celebreremo i 25 anni dalla fondazione del museo e vogliamo sfruttare questa opportunità per sostenerlo con iniziative significative. La mia intenzione è in particolare di avviare la digitalizzazione dell’archivio, un patrimonio unico in Italia e di valore internazionale. È essenziale garantire la conservazione e la continuità di questo straordinario patrimonio documentale, e la digitalizzazione è lo strumento più efficace per raggiungere tale obiettivo,” ha dichiarato Manetti.
Il Museo della Deportazione è stato creato come luogo della memoria per commemorare le vittime dei campi di concentramento e sterminio nazisti. Inaugurato nel 2002 nella frazione di Figline, rappresenta il risultato dell’instancabile impegno degli ex deportati pratesi, che hanno voluto trasformare la propria esperienza in un patrimonio condiviso di conoscenza e consapevolezza civile.
Fonte: Regione Toscana
