“Un anno fa ho scelto di candidarmi con il Movimento Cinque Stelle per le elezioni Regionali. Insieme a numerosi attivisti, ho contribuito alla stesura del programma che ha ricevuto la sottoscrizione del Presidente Eugenio Giani sui 23 punti programmatici, fondamentali per il nostro accordo elettorale con i cittadini toscani. Questo documento è profondamente radicato nei principi della sostenibilità ambientale, giustizia sociale e dell’impegno civile e politico al servizio del bene comune. Tra i pilastri principali troviamo l’acqua pubblica, il reddito di cittadinanza regionale, il salario minimo garantito e la revisione completa del Piano dei Rifiuti. Voglio focalizzarmi su quest’ultimo aspetto, in seguito al parere positivo della Conferenza dei Servizi riguardante la costruzione dell’impianto di ossicombustione termica a Peccioli. Il Movimento Cinque Stelle si oppone categoricamente al trattamento termico dei rifiuti, e si sta adoperando per sviluppare progetti che proseguano verso l’allineamento al protocollo Zero Waste, puntando a ridurre i rifiuti e a obiettivi ambiziosi di differenziazione e chiusura del ciclo, con l’intento di chiudere rapidamente gli inceneritori e le discariche esistenti in Toscana“.
Così fa sapere Fausto Bosco (M5S), neo-assessore a Cascina, commentando l’iter autorizzativo dell’impianto di ossicombustione termica a Peccioli. “Il nostro ‘NO’ non è solo una posizione ideologica, ma una scelta politica basata su studi e analisi dettagliate. L’impianto di Ossicombustione manca di riferimenti industriali concreti: tutta la documentazione disponibile si basa su modelli teorici, sia per il funzionamento che per le emissioni in atmosfera. In sostanza, si tratta di una scommessa da oltre 130 milioni di euro. È importante sfatare il mito dell’’End of Waste’: l’Ossicombustore genererà circa 25.000 tonnellate annue di “inerti vetrificati” e 88.000 tonnellate di CO2. La vetrificazione non garantisce affatto il totale contenimento delle sostanze pericolose presenti nelle ceneri (come dimostrato dal caso Keu), rendendo inaccettabile la qualifica di “impianto di economia circolare” e di “recupero di materia”.
Ancora una volta, la tecnologia proposta è stata riconosciuta dalla Commissione Europea nel 2019 come nuova BAT nel campo dell’incenerimento rifiuti, ma non come impianto di economia circolare. C’è un fattore economico importante da considerare: l’ingresso del gestore unico RetiAmbiente nella società proponente Novatosc è cruciale per la sostenibilità dell’operazione, tanto per sostenere l’indebitamento iniziale quanto per garantire flussi significativi da trattare. Tuttavia, se RetiAmbiente finanzia l’impianto, ci sarà un aumento significativo della tariffa (TARI), poiché si applica il principio della remunerazione in bolletta degli investimenti. Di conseguenza, alla fine saranno noi cittadini a sopportare i costi di un impianto attualmente più teorico che reale, e ciò è inaccettabile. Per tutte queste ragioni, ci opponiamo alla realizzazione dell’Ossicombustore“.
Bosco aggiunge: “Vorrei concludere con una riflessione di carattere politico che non intende essere polemica, ma un momento di riflessione. Il Sindaco di Peccioli ha affermato: ‘Attendiamo che la giunta regionale proceda rapidamente con la presa d’atto prevista dalla normativa’. Vorrei sottolineare che la Giunta Regionale è un organo istituzionale che opera in autonomia, e che la delibera che emetterà è un atto ‘POLITICO’, non semplicemente una presa d’atto di ciò che è emerso dalla Conferenza dei Servizi. In un’epoca in cui i ruoli vengono spesso invertiti, è fondamentale ribadire l’importanza della politica, che deve valutare i pareri tecnici ma è chiamata a esercitare la sua funzione in modo responsabile, trasparente e nell’interesse della collettività“.
Interviene anche Dario Rollo, capogruppo di Valori e Impegno Civico e Libertà è Democrazia (VIC e LeD) del Comune di Cascina. “Non si mette in discussione il lavoro degli enti tecnici coinvolti nella Conferenza dei Servizi né il valore delle procedure autorizzative previste dalla normativa. Tuttavia, sarebbe un errore trasmettere l’idea che il rilascio delle autorizzazioni equivalga automaticamente a una promozione definitiva del progetto sotto il profilo economico, industriale o dell’interesse pubblico“, commenta Rollo. “Restano infatti irrisolte tutte le questioni che abbiamo sollevato negli ultimi anni. La Corte dei Conti della Toscana ha evidenziato criticità significative sul percorso societario e sulla trasparenza dell’operazione che coinvolge Novatosc Srl, Belvedere Spa e Oxoco Srl. Attualmente non ci sono analisi economico-finanziarie pubblicamente disponibili che dimostrino la sostenibilità di un investimento superiore ai 150 milioni di euro, né sono stati chiariti i benefici economici attesi per i cittadini e i Comuni della Toscana Costiera. Il Sindaco Macelloni parla di un risultato importante per la Toscana costiera. Dalle sue dichiarazioni si evince anche l’intenzione di trattare rifiuti provenienti da altre aree della Toscana, e non solo dal nostro ambito, a partire dalla Toscana Centro. Per questo motivo sarebbe opportuno che tutti i Comuni coinvolti partecipassero alle decisioni strategiche e alla governance degli impianti“.
Per il consigliere “è inquietante il richiamo rivolto alla Giunta regionale affinché proceda velocemente alla presa d’atto dell’autorizzazione, considerandola come un simbolo della capacità di governo del campo largo. Le decisioni relative alla gestione dei rifiuti devono basarsi esclusivamente sull’interesse pubblico e sulla loro sostenibilità, non sulla necessità di inviare messaggi politici in vista delle prossime elezioni. Ad oggi, l’eventuale ingresso di RetiAmbiente nella società Novatosc resta solo un’ipotesi progettuale e non una decisione formalmente approvata dagli organi competenti. Anche se dovesse concretizzarsi, RetiAmbiente avrebbe un ruolo minoritario, mentre il controllo rimarrebbe nelle mani di Belvedere Spa, che gestisce la discarica di Peccioli e rappresenta il fulcro dell’intera operazione“.
Secondo Rollo “se l’impianto costituisce davvero un’opportunità eccezionale per il territorio, sarebbe logico aprire la governance del sistema impiantistico a tutti i Comuni dell’ambito. Pertanto rilanciamo una proposta concreta: Belvedere Spa potrebbe considerare la cessione di una quota significativa a RetiAmbiente, permettendo una gestione realmente condivisa e pubblica delle infrastrutture fondamentali per il ciclo dei rifiuti della Toscana costiera. Come Valori e Impegno Civico, crediamo che la questione del trattamento del rifiuto residuo non debba essere affrontata con slogan ideologici. Parlare di rifiuti zero senza confrontarsi con le esigenze produttive, industriali ed economiche dei territori può trasformarsi in pura propaganda. Siamo aperti a discutere di impianti di nuova generazione, inclusi sistemi innovativi per la valorizzazione energetica del secco residuo, purché le scelte siano sostenute da dati trasparenti, analisi indipendenti e valutazioni ponderate. Ciò che non accettiamo è che ai cittadini venga richiesto un atto di fede.” Conclude: “Per un investimento di tali proporzioni, è necessario avere dati, documenti, piani industriali e benefici tangibili per le comunità interessate. La trasparenza non rappresenta un ostacolo allo sviluppo, ma è una condizione imprescindibile per costruire fiducia, consenso e una gestione efficace“.
