Iniziare la giornata in un letto asciutto non rappresenta solo un obiettivo di crescita, ma è un elemento chiave per il benessere psicologico di ogni bambino. Tuttavia, per molti piccoli pazienti, raggiungere questo traguardo è complesso senza un supporto specialistico adeguato. L’enuresi rappresenta per molte famiglie un problema quotidiano. A partire dalla fine del 2025, la Pediatria dell’ospedale San Giuseppe di Empoli ha attivato un percorso ambulatoriale specifico per la diagnosi e la gestione di questo disturbo, adottando un approccio centrato sul bambino e sul dialogo con la famiglia.
«L’enuresi è la perdita involontaria e ripetuta di urina in un’età in cui si dovrebbe già avere il controllo della vescica. È un disturbo comune, che colpisce fino a un bambino su cinque a 5 anni e ha un impatto significativo a livello emotivo e sociale», afferma il professor Roberto Bernardini.
Il percorso inizia con l’ascolto. La comunicazione con i genitori e il bambino è fondamentale per capire abitudini, tempistiche e caratteristiche del disturbo. La diagnosi si basa su una valutazione clinica approfondita e, se necessario, su esami specifici. L’intento è di distinguere le forme di enuresi e identificare eventuali fattori associati.
L’accesso all’ambulatorio specialistico avviene tramite invio del pediatra di famiglia o di specialisti, nel caso in cui il problema persista o necessiti di un’analisi più dettagliata. Ogni azione è condivisa e progressiva, priva di forzature.
«I trattamenti sono personalizzati: partiamo da consigli comportamentali e dall’educazione minzionale, e se necessario, utilizziamo dispositivi come gli allarmi notturni o terapie farmacologiche. Il percorso è graduale e costruito in collaborazione con la famiglia», spiega la dottoressa Laura Galli, responsabile delle visite ambulatoriali.
A sostegno di queste attività, nei giorni scorsi la Fondazione Labor Pro Ets ha donato alla Pediatria un sistema di uroflussimetria all’avanguardia. Questa donazione si aggiunge ad altri contributi già forniti negli anni, come un ecografo, due respiratori e un’incubatrice. Presenti alla consegna del nuovo dispositivo, per la Fondazione Labor Pro Ets, c’erano il presidente Claudio Bruccoleri insieme a Simone Bruccoleri, Alessandro Bruccoleri, Fabrizio Mannini e Federico Martelli. Per il reparto Pediatria, oltre al professor Bernardini, anche la dottoressa Laura Galli e, per la direzione sanitaria, la dottoressa Valentina Barletta.
Il nuovo dispositivo utilizza un software con analisi e refertazione su cloud, accessibile da pc, smartphone o tablet. Il bambino può usare il bagno dell’ambulatorio o del reparto in totale privacy, mentre i dati, tramite Bluetooth, vengono inviati a un gateway per essere archiviati online, rendendoli accessibili ai medici anche a distanza.
«Siamo grati alla Fondazione per un supporto concreto che migliora la qualità dell’assistenza e sostiene il lavoro dei professionisti», ha dichiarato la dottoressa Valentina Barletta.
«Questo sistema ci consente di analizzare i flussi urinari in modo più dettagliato, con dati sempre disponibili, anche a distanza. È un aiuto reale per la diagnosi e il monitoraggio nel tempo», ha aggiunto il professor Bernardini.
La scelta della Fondazione Labor è stata quindi quella di sostenere il reparto tenendo in considerazione i bisogni dei bambini e delle loro famiglie. Un gesto significativo che valorizza la salute dei più piccoli e il lavoro di chi si prende cura di loro ogni giorno.
Il nuovo ambulatorio e le tecnologie introdotte rafforzano quindi un cammino verso una presa in carico completa, dove le competenze cliniche e le relazioni sono al centro dell’approccio.
Fonte: Azienda Usl Toscana Centro – Ufficio stampa
