Noschese ha evidenziato come l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e le nuove tecnologie siano strumenti eccezionali, ma non possano sostituire l’essenza dell’accoglienza: la capacità umana di interpretare, costruire relazioni, soddisfare necessità e generare valore.
“L’Italia – ha dichiarato – ha già vissuto una rivoluzione simile. È proprio dall’interazione tra diverse competenze che il nostro Paese ha sviluppato il suo vantaggio competitivo”.
“Oggi siamo chiamati a ripetere questa scelta: unire tecnologia e cultura, dati ed empatia, innovazione e umanesimo. Pertanto, ritengo essenziale spostare il focus dalla mera ricerca di manodopera alla formazione di competenze. È necessaria una nuova alleanza tra istituzioni, sistema educativo e imprese per formare professionisti in grado di progettare l’ospitalità del futuro e non solo adattarsi ai cambiamenti. Il turismo – ha concluso Noschese – può diventare il contesto in cui questo nuovo Rinascimento prende forma, trasformando il capitale umano nella più importante infrastruttura strategica del Paese”.
– Foto Palmiro Noschese –
