Occupato l'istituto Fermi-Da Vinci di Empoli: "Non restiamo indifferenti. Vogliamo costruire un futuro più equo"

Occupato l’istituto Fermi-Da Vinci di Empoli: “Non restiamo indifferenti. Vogliamo costruire un futuro più equo”

36 0

Gli studenti e le studentesse hanno occupato l’Istituto Fermi-Da Vinci di Empoli. Dopo la manifestazione studentesca di sabato scorso, che ha visto circa 300 studenti, affiancati da cittadini e istituzioni, sfilare per le vie della città per difendere il diritto allo studio, contrastare il caro-vita e denunciare lo stato degli edifici scolastici locali, la protesta si sposta ora all’interno delle scuole.

Nelle ultime ore, è stata avviata l’occupazione anche al liceo Pontormo e all’Istituto Tecnico Industriale Ferraris-Brunelleschi. Oggi, 27 ottobre, alcuni studenti del Fermi-Da Vinci hanno annunciato l’occupazione, iniziata questa mattina, in entrambe le sedi. “Le ragioni della nostra occupazione derivano dalla volontà di non rimanere indifferenti rispetto a ciò che accade intorno a noi, perché questi problemi riguardano il nostro presente e, soprattutto, il nostro futuro,” comunicano da via Fabiani, specificando che l’occupazione terminerà venerdì 30 ottobre.

“Con questa iniziativa vogliamo unirci alle mobilitazioni studentesche di ottobre e a tutte le persone che stanno cercando di far sentire la propria voce per richiedere un cambiamento. Ci sono numerosi problemi che non interessano solo noi studenti, ma l’intera società: il caro-vita, l’aumento dei prezzi, il costo della benzina, stipendi che spesso non bastano e le difficoltà che molte persone affrontano ogni giorno. Queste situazioni ci portano a riflettere sul futuro che ci aspetta e sull’importanza di investire concretamente nel benessere delle persone e delle nuove generazioni.”

“Uno dei temi che sentiamo più vicini – continuano gli studenti – è quello delle risorse che lo Stato sceglie di destinare a diverse priorità del Paese. In un momento in cui si parla sempre più di riarmo e di aumento delle spese militari, ci chiediamo perché non si investa con la stessa attenzione nell’istruzione pubblica, nella manutenzione delle scuole e nei servizi fondamentali per i cittadini. Non ci sembra giusto che si discuta di destinare sempre più risorse agli armamenti mentre molti istituti scolastici presentano ancora problemi strutturali e richiedono interventi. Per noi, investire nella scuola significa investire nel futuro, dare più opportunità ai giovani e costruire una società più consapevole. Non riteniamo che i problemi siano semplici da risolvere, ma crediamo sia necessario discutere delle priorità e richiedere che l’istruzione riceva l’attenzione e le risorse che merita.”

I promotori dell’occupazione esprimono ulteriormente le loro richieste, “legare alla realtà che viviamo ogni giorno nel nostro istituto. La nostra struttura presenta alcune aree che necessitano di maggiore manutenzione e di interventi per essere mantenute in condizioni adeguate. Non pretendiamo una scuola perfetta, ma riteniamo che studiare in ambienti sicuri, dignitosi e curati sia un diritto di tutti gli studenti. La scuola dovrebbe essere un posto dove sentirsi accolti e in grado di apprendere al meglio. Per questo motivo vogliamo portare l’attenzione anche sulle condizioni del nostro istituto e sulla necessità che questi problemi vengano ascoltati e affrontati concretamente.”

L’occupazione, spiegano ancora, “non è semplicemente un modo per fermare le lezioni, ma un’occasione per confrontarci, informarci, discutere e capire meglio ciò che accade nel mondo. È anche un modo per dimostrare che noi giovani non siamo indifferenti e che vogliamo partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la società in cui viviamo. Desideriamo poter esprimere le nostre idee, far conoscere i problemi che osserviamo e contribuire a creare un dialogo con chi è in grado di intervenire. Sappiamo bene che un’occupazione da sola non può risolvere tutti questi problemi, ma crediamo che restare in silenzio non aiuti a cambiarli. Siamo convinti che ogni cambiamento inizi quando qualcuno decide di prendere posizione e quando molte persone si uniscono per far sentire la propria voce.”

“Non chiediamo un futuro perfetto, ma la possibilità di costruirne uno più giusto” concludono le studentesse e gli studenti del Fermi-Da Vinci. “Vogliamo una scuola che non lasci indietro nessuno, strutture scolastiche adeguate e una società che metta al centro le persone, l’istruzione e il benessere collettivo. Siamo convinti che il futuro dei giovani debba essere una priorità concreta, non solo qualcosa di cui parlare. Perché investire nella scuola significa investire in tutti noi, e il cambiamento deve partire proprio dalla capacità di ascoltare gli studenti e dare risposte ai problemi che vivono ogni giorno“.

Fonte notizia