La rete dei circoli Arci nell’Empolese Valdelsa comprende 67 circoli, sparsi tra centri urbani, aree periferiche, frazioni e paesi. Una rete fitta, dove i nodi rappresentano spesso gli unici punti di incontro e svago per le comunità locali. I circoli offrono aperture che superano i normali orari commerciali, servizi di svago e organizzano iniziative sociali e culturali gratuite per i soci. Sono spazi inclusivi che richiedono solo il possesso di una tessera dal costo simbolico di un euro al mese, ma di grande valore umano.
Per questo motivo, i circoli sono un vero specchio della società, con le loro belle testimonianze di solidarietà, mutualismo e altruismo, ma anche con le difficoltà che sempre più persone si trovano a dover affrontare.
Nella società in cui viviamo, c’è una crescente difficoltà. Le condizioni sociali ed economiche sono in continuo deterioramento, come dimostrano le manifestazioni contro il caro-vita che si stanno propagando in tutto il Paese. Gli strumenti di aiuto risultano inaccessibili per coloro che ne avrebbero maggiore bisogno. L’accesso alle cure, comprese quelle per il disagio psichico, è in calo. Il divario tra chi ha relazioni e chi no è in aumento. Le persone più giovani si sentono sempre meno ascoltate.
Questo ha delle conseguenze. Non tanto sull’incidenza di reati gravi, che, come indicano le statistiche, è in diminuzione da anni. Ma sui comportamenti interpersonali, sulla qualità delle interazioni e sulla capacità di prendersi cura dei beni comuni. È una questione di percezione della sicurezza piuttosto che di sicurezza in sé: un’alterazione della percezione del contesto in cui si vive.
Il problema è reale, al di là della propaganda ignobile e odiosa che se ne fa a livello politico e mediatico. Esiste perché tocca le vite delle persone, influenzando così la qualità delle relazioni. I nostri circoli relazionali si impegnano in questo. Non si occupano di gestione dell’ordine pubblico né di decoro urbano. Si dedicano ai rapporti umani e sociali, assumendosi responsabilità che a volte nemmeno spettano loro, svolgendo anche il ruolo di “psicologi notturni”, come hanno raccontato alcuni volontari, facendosi carico di situazioni difficili nei quartieri, nelle frazioni, nei centri cittadini e nei piccoli borghi.
Questo lavoro spesso consente di disinnescare dinamiche complesse e spirali di violenza e abbandono. Fin dalla loro nascita, i circoli Arci organizzano eventi e iniziative, favoriscono il collegamento tra diverse generazioni, condividono spazi, materiali e servizi, muovendo il protagonismo e la crescita individuali e collettive. Tuttavia, non si può caricare esclusivamente su di loro e sui luoghi di aggregazione in generale l’onere della stabilità sociale dei territori.
Se esiste un problema di percezione della sicurezza, è necessario fornire risposte diverse dalla semplice repressione, dalla videosorveglianza indiscriminata o da brevi pene detentive per i trasgressori. Questi strumenti non funzionano se osserviamo il fenomeno nella sua complessità.
Riteniamo sia fondamentale un maggiore riconoscimento degli spazi che svolgono una funzione aggregativa tra le persone, come i circoli Arci, attraverso una loro inclusione crescente nella progettazione e un investimento deciso in azioni di animazione sociale e coinvolgimento attivo delle comunità.
I circoli Arci dell’Empolese Valdelsa
