È stata inaugurata oggi, 3 luglio, nella saletta dell’atrio di Palazzo Gambacorti, la mostra personale di Tilio Orlando Piaggesi dal titolo “Piaggesi, artista pisano”. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico gratuitamente fino al 31 luglio, con orari di visita dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 19:00 (domenica chiuso). All’inaugurazione hanno partecipato, oltre all’artista, anche l’assessore alla cultura del Comune di Pisa, Filippo Bedini.
“Piaggesi è un autentico pisano, che ha vissuto e lavorato nella nostra città per tutta la vita, conducendo per anni una storica macelleria in piazza delle Vettovaglie – ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Pisa, Filippo Bedini. Le sue opere raccontano con sensibilità e passione la Pisa della seconda metà del Novecento: la vita quotidiana, la sua grande passione per la caccia e i paesaggi di San Rossore. Non è solo un artista pisano, ma un artista che racconta Pisa, restituendo attraverso i suoi quadri scorci, atmosfere e suggestioni della nostra città. Per questo motivo siamo orgogliosi di ospitare la sua mostra nell’edificio comunale: un’esposizione che rappresenta un vero e proprio racconto visivo, ricco di colori intensi e prospettive che testimoniano un legame profondo con il territorio. Questa mostra si inserisce perfettamente nel percorso che il Comune sta portando avanti per valorizzare e sostenere gli artisti locali, offrendo loro concrete opportunità di visibilità e riconoscimento”.
Nato negli anni ’30, Piaggesi vive a Pisa. Fin dall’infanzia ha alimentato la passione per la pittura e la scultura, superando difficoltà personali e fisiche per dedicarsi completamente alla sua vocazione artistica. La sua prima apparizione nel panorama artistico risale al 1992, ma la svolta decisiva è avvenuta nel 2000 con il Leone d’Oro quale primo premio “Arte figurativa” a Venezia. Questo riconoscimento ha segnato l’inizio di una fruttuosa carriera espositiva e di numerosi premi, tra cui San Marino (2001), Quadriennale di Roma (2002), Biennale di Venezia (2003) e Città di Firenze (2003).
Fonte: Comune di Pisa – Ufficio stampa
