I consiglieri comunali di opposizione di centro-destra Alessandro Scipioni, Andrea Parri, Egidio Varrecchia e Manuela Musetti esprimono un voto contrario categorico e senza riserve riguardo alle Osservazioni dei cittadini, alle Controdeduzioni della Giunta e all’intero Piano Operativo.
Questa posizione non nasce da un capriccio politico, ma rappresenta il risultato inevitabile di un processo caratterizzato da opacità, da una fretta ingiustificata e da decisioni che mettono a repentaglio gli interessi dei vinciani in favore di un’ideologia ambientalista rigida e anacronistica. Abbiamo seguito con attenzione l’intero iter, dalla presentazione iniziale alle discussioni in Commissione. Eppure, ci troviamo dinanzi a un Piano approvato a ritmi incalzanti, nonostante il ritardo di sei anni rispetto al Regolamento Urbanistico scaduto il 29 febbraio 2020 e l’assenza di scadenze improrogabili. Le nostre richieste di un confronto approfondito su dati, perizie e impatti reali sono state sistematicamente interrotte con risposte come “decisione politica” o “orientamento di schieramento”. Un documento di tale importanza per il futuro di Vinci, capoluogo ed entroterra, avrebbe meritato settimane di dibattito pubblico, non minuti di un’approvazione preconfezionata. Delle 145 Osservazioni dei cittadini, oltre 80 – più della metà – chiedono ampliamenti delle pertinenze agricole intorno agli edifici esistenti, ostacolati da un articolo 47.1 che rende impossibili stalle, depositi e orti per famiglie che vivono la terra da generazioni. Decine di richieste di declassificazione dal catalogo storico-architettonico-ambientale sono state ignorate: in Commissione abbiamo evidenziato la debolezza della ricognizione, con edifici catalogati come “di valore” senza adeguata documentazione fotografica, rapporti o sopralluoghi, come nel caso dei casolari di Santa Lucia o delle cascine verso Sovigliana. Vincoli burocratici ostacolano manutenzioni ordinarie e valorizzazioni private.
Oltre all’aspetto tecnico, emerge un fallimento politico. La delibera all’Ordine del Giorno, approvata dalla Giunta Torchia il 24 aprile 2024, è stata “riproposta” dalla nuova Giunta Vanni con enfasi su antispopolamento e riqualificazione urbana. Tuttavia, i dati parlano chiaro: dal 2020, Vinci ha perso oltre il 5% della popolazione nel capoluogo, con piazze deserte, negozi chiusi, immondizia accumulata, facciate scrostate e verde pubblico trascurato. Queste varianti sono palliativi che offrono timidi spazi edificatori in centro, ignorando l’entroterra dove lo spopolamento prosegue senza sosta. Le Controdeduzioni pongono vincoli eccessivi – limitazioni su espansioni agricole minime, divieti di ristrutturazione in zone B ed E – danneggiando l’economia familiare, demotivando i giovani e favorendo speculazioni sulle aree residue. È una politica logorata di una maggioranza di centrosinistra immutata, che antepone astrazioni ideologiche come “paesaggio intoccabile” e “zero consumo di suolo” alle necessità di lavoro, casa e futuro dei cittadini.
Vinci merita un Piano che bilanci crescita e tutela, che accolga le Osservazioni anziché ignorarle, e che combatta lo spopolamento con misure concrete. A causa dei ritardi cronici, del rifiuto al dialogo, dei danni ai proprietari terrieri e agli imprenditori, e dell’inerzia sul degrado urbano: bocciamo questo strumento. Ci impegneremo a vigilare e a proporre alternative.
