Un accordo che segna una conclusione positiva della vertenza Valmet di Lucca, con investimenti previsti per il sito ed esuberi ridotti a 13, solo su base volontaria.
L’intesa è stata firmata oggi presso Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, al termine della riunione del Tavolo regionale aperto nelle settimane scorse.
Hanno sottoscritto l’accordo i rappresentanti dell’azienda, supportati da Confindustria Toscana Nord, insieme alle organizzazioni sindacali e ai membri dell’Rsu aziendale.
La riunione, coordinata con l’assistenza delle strutture dell’Unità di crisi regionale e di Arti, ha visto la partecipazione del presidente Eugenio Giani, che ha espresso soddisfazione per l’esito favorevole e ha sottolineato l’importanza di questo insediamento produttivo per il territorio lucchese e per il settore cartario.
Con questo accordo si conclude la procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda per 34 lavoratori nell’ambito di un piano di riorganizzazione globale della multinazionale (con sede in Finlandia), che prevedeva complessivamente 1150 esuberi su un totale di 19mila dipendenti in tutto il mondo.
Il gruppo si impegna a rilanciare gli investimenti in ricerca e sviluppo sul sito lucchese e a procedere a un ridimensionamento della forza lavoro solo nei livelli dirigenziali e amministrativi, preservando così i posti di lavoro dedicati alla produzione.
Gli esuberi verranno ridotti a 13 e saranno esclusivamente basati su criteri volontari, con incentivi per l’esodo.
Il consigliere Fabiani ha evidenziato il raggiungimento di “un risultato di grande rilievo, che protegge i posti di lavoro, la produzione e soprattutto ribadisce la volontà dell’azienda di investire in Toscana”.
In chiusura, Fabiani ha fatto notare che la Regione Toscana “assicurerà supporto per la realizzazione del nuovo piano industriale dell’azienda, con approfondimenti tecnici successivi per l’erogazione di incentivi e altri strumenti pubblici regionali e nazionali disponibili, a partire da quelli dedicati all’aggiornamento e alla riqualificazione dei lavoratori”.
Fonte: Regione Toscana
