Nidi Gratis: 14.717 Domande Presentate dalle Famiglie Toscane

Nidi Gratis: 14.717 Domande Presentate dalle Famiglie Toscane

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In totale, 14.717 famiglie hanno presentato domande per il bando di Nidi Gratis in vista dell’anno educativo 2025/2026.

La partecipazione, annunciata oggi, giovedì 26 giugno, al termine dei termini, supera quella registrata nello stesso periodo del 2024, in occasione del primo bando chiuso a maggio, seguito da uno successivo in autunno.

Per questa terza edizione, la platea potenziale è stata ampliata grazie all’innalzamento a 40mila euro della soglia ISEE.

Adesso gli uffici inizieranno a verificare i requisiti, da cui dipenderà l’effettivo accesso alla misura e al relativo contributo.

“Questi numeri dimostrano che i tre principi su cui stiamo lavorando nel settore dei servizi educativi—universalismo, gratuità e qualità—sono una solida realtà,” affermano il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessora regionale all’Istruzione Alessandra Nardini. “La Toscana si conferma terra di diritti, a partire da quelli delle bambine e dei bambini, come il diritto all’educazione. Con questo bando celebriamo anche i tre anni di vita del progetto regionale ‘Nidi Gratis’, un vanto delle nostre politiche educative e senza dubbio una delle misure di cui siamo più orgogliosi in questa legislatura. Inoltre, vogliamo ricordare l’innalzamento della soglia ISEE per ampliare il numero di beneficiari e l’introduzione della nuova misura ‘Libri Gratis’, che sostituisce il ‘Pacchetto Scuola’, rafforzando il nostro impegno.”

“Desideriamo che in Toscana il nido rappresenti realmente—sottolineano il presidente e l’assessora all’istruzione—un diritto per tutte le bambine e tutti i bambini, e non un privilegio riservato a chi può permetterselo. Questo è un impegno concreto contro le disuguaglianze e le povertà educative, per prevenire l’abbandono e la dispersione scolastica, promuovendo il successo formativo. Riteniamo fondamentale evidenziare prima di tutto il valore educativo e pedagogico del nido.
In secondo luogo, vogliamo anche sottolineare che investire nell’accessibilità dei servizi educativi per la prima infanzia consente alle giovani famiglie di conciliare tempi di vita e di lavoro, e in una società in cui il tempo di cura ricade ma maggior parte sulle donne, questo significa favorire l’occupazione femminile, consentendo a una donna che decide di diventare madre di continuare a lavorare anche a tempo pieno, senza rinunciare alla propria carriera.”

Fonte: Regione Toscana

Fonte notizia

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