Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri
Il referendum sulla giustizia ha visto prevalere il fronte del No. In Toscana e nel resto d’Italia, il No ha ottenuto la maggioranza, celebrato principalmente dal centrosinistra e dalla sinistra.
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio e sostenitrice del Sì, ha affermato: “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione.
Procederemo, come sempre, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso il nostro Paese”.
Segue una panoramica sulle altre reazioni politiche.
“Il popolo italiano si dimostra legato a una Costituzione solida e rispettata. Non tollera tentativi di manomissione – specialmente se perpetrati con arroganza da chi detiene il potere e sta governando male – e risponde punendo duramente tali azioni. Questo è quanto comunica l’alta affluenza e i risultati chiari del referendum sulla magistratura”, ha dichiarato il senatore del PD Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali.
“La straordinaria partecipazione in Toscana – che ha registrato il più alto tasso di affluenza insieme all’Emilia-Romagna – dimostra la vitalità di una comunità democratica che vuole essere protagonista. Abbiamo generato un dibattito autentico in piazze, circoli e luoghi di lavoro, capace di superare le semplificazioni e le narrazioni superficiali. Il risultato odierno prova che un dialogo di qualità, radicato nei territori, porta i cittadini a rispondere con responsabilità e determinazione. Da qui ripartiamo, puntando a una giustizia più giusta, efficace e condivisa. La destra ha subito una sconfitta per il suo tentativo di politicizzare questo argomento. Sono state fermate anche le tendenze autoritarie che avrebbero voluto subordinare il potere giudiziario all’esecutivo. È un segnale forte per la democrazia nel nostro Paese”, ha affermato Emiliano Fossi, segretario del PD TOSCANA.
“La vittoria del No al referendum sulla giustizia rappresenta un importante segnale politico e civico, che va oltre una semplice scelta elettorale. È il risultato di una straordinaria partecipazione, con la Toscana che si distingue tra le regioni più attive del Paese, mostrando il miglior livello di affluenza insieme all’Emilia-Romagna. Questo risultato deriva da un lavoro intenso e capillare: tra gennaio e oggi, sono state organizzate 252 iniziative su tutto il territorio, creando un percorso reale di informazione e consapevolezza. Il voto uscito dalle urne è quindi un voto maturo, consapevole e resistente, frutto di un impegno collettivo che ha parlato alla gente con serietà e rispetto”, ha dichiarato Stefania Lio, vicesegretaria del PD Toscana.
Il risultato del referendum sulla riforma della giustizia segna una netta affermazione del NO, che prevale con oltre il 54% dei voti.
In provincia di Pisa, il No supera il 58%, mentre nel comune di Pisa arriva al 64%. Si tratta di un esito chiaro, frutto di una partecipazione popolare significativa, particolarmente evidente in Toscana e nella provincia di Pisa, dove si è registrata una mobilitazione senza precedenti.
Questo voto dimostra ancora una volta che, quando si cerca di mettere in discussione la Costituzione, i cittadini si attivano per difenderla. È un segnale potente di consapevolezza democratica e di attaccamento ai principi fondamentali della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza antifascista.
Un elemento cruciale di questo risultato è rappresentato dal voto giovanile, che probabilmente ha fatto la differenza. Le nuove generazioni hanno scelto di partecipare e prendere posizione, dimostrando una forte sensibilità democratica e una chiara volontà di difendere i diritti e gli equilibri costituzionali.
Il risultato referendario rappresenta un significativo indebolimento politico del Governo Meloni e delle sue ambizioni, comprese le sue future aspirazioni verso il premierato. Il messaggio che arriva dal Paese è chiaro: non sono tollerate forzature istituzionali né riforme che mettano a rischio gli equilibri democratici.
Rifondazione Comunista esprime profonda gratitudine alla vasta rete di associazioni, partiti, sindacati e realtà sociali che hanno lavorato instancabilmente per il NO. Un impegno diffuso e determinato ha contribuito in modo essenziale a questo risultato. In tutta la nostra provincia, la mobilitazione è stata importante e i risultati sono inequivocabili.
Allo stesso tempo, vogliamo sottolineare che quando milioni di persone si mobilitano, è perché sentono concretamente il rischio di vivere in una democrazia in deterioramento. Questa partecipazione va oltre le organizzazioni: è la diretta espressione di un popolo che non intende arretrare sui diritti e sulle garanzie.
Il voto di oggi preserva l’impianto democratico del nostro Paese, ma segnala anche con forza la volontà di progredire nella qualità della nostra democrazia, rendendola più giusta, più partecipata e più attenta ai bisogni reali dei cittadini.
“Una valanga di No in tutto il Paese trasmette un messaggio forte e chiaro. Ha vinto la Costituzione. Ha vinto la democrazia. Avevamo affermato con convinzione che questa riforma avrebbe lacerato inutilmente l’Italia, mettendo a rischio equilibri fondamentali della nostra democrazia. Nonostante mesi di propaganda, gli italiani non si sono lasciati convincere e hanno ribadito con il voto la centralità dell’autonomia della magistratura e la separazione dei poteri. A tutti coloro che hanno creduto, si sono mobilitati e hanno partecipato, va il nostro più sincero ringraziamento. Da questo risultato emerge un chiaro messaggio: la Costituzione non può essere piegata agli interessi di parte, ma deve essere attuata completamente, in ogni sua parte. Ora guardiamo al futuro con maggiore fiducia, unità e coraggio,” ha commentato l’europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella.
“La Toscana, con oltre un milione di NO, ha dato un contributo straordinario alla difesa della Costituzione. Con un’affluenza superiore al 66%, la nostra regione si conferma tra quelle con il livello di partecipazione più alto. Siamo veramente orgogliosi di questo risultato, che tutela i principi costituzionali e respinge un’impostazione che rischiava di alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato senza affrontare le reali problematiche della giustizia. La Toscana dimostra di essere una terra profondamente legata ai valori costituzionali, capace di mobilitarsi in modo ampio e diffuso. Ringrazio tutte le volontarie e i volontari, le associazioni, i sindacati, le realtà civiche e le forze politiche, a partire dal Partito Democratico, che hanno lavorato intensamente per riportare le persone al voto. Difendere la Costituzione significa difendere la qualità della nostra democrazia. È da qui che deve ripartire il confronto nel Paese, con un impegno concreto per la tutela dei diritti, il miglioramento della qualità della vita e un accesso più equo ai servizi in tutti i territori,” ha affermato Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, dopo il voto sul referendum sulla giustizia.
Viva l’Italia antifascista che, attraverso un straordinario atto di partecipazione popolare, ha nuovamente salvaguardato la Costituzione nata dalla Resistenza. Ora uniamoci per mandare a casa Giorgia Meloni e impedire alla destra di infliggere ulteriori danni.
È stato respinto il tentativo di mettere in discussione l’autonomia della magistratura, fondamento della nostra democrazia costituzionale. Questo voto è un chiaro segnale contro la corruzione, le mafie, e la demagogia razzista e repressiva. Pistoia ha rifiutato con il 59,18% di NO l’ennesimo tentativo di stravolgere la Costituzione.
Sono stati sconfitti politicamente Giorgia Meloni e gli eredi di Almirante, Licio Gelli e Berlusconi.
Escono battute le due destre, quella fascioleghista e berlusconiana e l’altra che per troppo tempo ha contribuito a dirigere il centrosinistra con posizioni che hanno agevolato la destra culturale e il suprematismo culturale occidentalista fautore di “guerre preventive” e aggressioni.
Il risultato clamoroso di oggi dimostra che l’attuazione della Costituzione è la base su cui costruire un fronte unito per sconfiggere la destra nelle prossime elezioni politiche.
Tanti giovani hanno contribuito a questa vittoria, dopo aver contestato la complicità con il genocidio del popolo palestinese. Ora dobbiamo e possiamo costruire una valida alternativa anche per le prossime elezioni comunali di Pistoia, raccogliendo il bisogno di libertà e partecipazione che emerge chiaramente da questo risultato referendario.
Invitiamo tutti i cittadini a partecipare sabato 28 marzo a Roma alla manifestazione nazionale NO KINGS contro il riarmo e la guerra, che si terrà in contemporanea con gli Stati Uniti e altre capitali europee.
