Giovanni Donzelli (foto da Facebook)
Riguardo al Cpr (Centro di permanenza per i rimpatri) in Toscana, pochi giorni fa a Firenze il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito la posizione del governo: “Non siamo disposti a fare un passo indietro, per la sua importanza“. Questa posizione è stata ulteriormente enfatizzata oggi dal deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli in un’intervista a Tvr Teleitalia 7 Gold: il governo desidera realizzare il Cpr in Toscana “il prima possibile” e “l’area scelta è quella di Aulla. Tuttavia, sono in valutazione altre opzioni, come quella nella Piana di Firenze“, ha dichiarato Donzelli.
Nel frattempo, prosegue il dibattito e il confronto politico, avviati diversi mesi fa, sulla possibile costruzione: ad Aulla, nell’ex area Cimeco di Pallerone, proposta tra le possibili sedi nella regione per il Cpr, è iniziata una mobilitazione da parte di cittadini e associazioni contrarie al progetto. Contrarietà manifestata fin dall’inizio dal presidente della Regione Eugenio Giani. Nelle settimane recenti, il gruppo consiliare di Forza Italia in Regione ha presentato una mozione per l’istituzione di un Centro di permanenza per il rimpatrio in Toscana, suggerendo Sesto Fiorentino come possibile sede. Contestualmente, il sindaco Sforzi ha dichiarato la sua contrarietà, supportata dal PD e dall’assessora alla sanità e politiche sociali della Toscana Monia Monni.
“L’idea che ‘l’importante è che sia lontano da casa mia’ è errata, poiché chi ha il Cpr vicino non avrà più i Cas (Centro di accoglienza straordinaria), quindi ci saranno meno immigrati per strada e ci sarà più sicurezza” ha aggiunto Donzelli, sostenendo che “il Cpr non crea disagio perché gli immigrati, a differenza dei Cas, sono all’interno del Cpr e non possono uscire, quindi non saranno per le strade“, pertanto, secondo il deputato, “non genera disagio, anzi, lo riduce“. Per il coordinatore nazionale di FdI, la sinistra è contraria “perché quando gli immigrati sono nei territori, sono liberi, sono nei Cas, e le cooperative rosse ci lucrano. Quindi noi riduciamo il business dell’immigrazione alle cooperative rosse rimpatriando gli immigrati nei loro Paesi d’origine“.
“L’onorevole Donzelli mente sapendo di mentire: la sua è pura propaganda per celare i fallimenti del governo Meloni“. Con queste parole, il segretario del PD Toscana Emiliano Fossi risponde con veemenza all’esponente di Fratelli d’Italia. “I Cpr non garantiscono sicurezza: sono veri e propri buchi neri dei diritti umani, disumani, costosi e senza successo. Non permetteremo che siano imposti in Toscana calpestando territori e comunità, e le allusioni sulle ‘cooperative rosse’ sono soltanto un vecchio ritornello per nascondere l’incapacità della destra di gestire i flussi migratori“, aggiunge il segretario dem.
In risposta alle recenti affermazioni dell’onorevole Giovanni Donzelli, che insiste sulla volontà del Governo di costruire un Centro di permanenza per i rimpatri in Toscana, ad Aulla o nella Piana fiorentina, la nostra posizione resta chiara e fermamente contraria all’apertura di queste strutture nel nostro territorio. Una posizione condivisa appieno dalle comunità locali coinvolte. Le affermazioni dell’esponente di Fratelli d’Italia sono permeate di demagogia. Sostenere che i Cpr “tolgono il disagio” dalle strade è solo propaganda. I Cpr non sono una soluzione per la sicurezza, ma veri e propri buchi neri dei diritti, luoghi di detenzione disumani che testimoniarono esclusivamente il completo fallimento delle politiche governative in materia di immigrazione.
È ancor più grave e inaccettabile la meschina strumentalizzazione da parte di Donzelli. Il suo tentativo di giustificare l’opposizione ai Cpr alimentando un surreale teorema contro le cooperative è offensivo. Attaccare la rete dell’accoglienza diffusa, riducendola a un presunto “business”, significa infangare l’impegno quotidiano di chi lavora duramente nei territori per garantire dignità, assistenza e veri percorsi di integrazione. La verità è che la destra al Governo non sa come gestire i flussi migratori e cerca di nascondere la propria incapacità dietro la propaganda e la criminalizzazione di chi promuove la solidarietà. La Toscana ha una lunga tradizione civica e continuerà a difendere un modello fondato sull’inclusione, sul rispetto dei diritti e della dignità umana, respingendo con fermezza la logica cieca e crudele della detenzione“, affermano in una nota congiunta le consigliere regionali del Partito Democratico della Toscana Marta Logli e Serena Spinelli.
