Tentativo di truffa con lo specchietto: denunciato e rintracciato un 38enne di Lucca.

Altopascio: smantellata una stamperia clandestina di banconote false

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Realizzava in casa banconote false e le commercializzava tramite Telegram. È quanto emerso dall’investigazione guidata dalla Procura della Repubblica di Lucca, che ha portato alla denuncia di un 33enne colombiano, residente ad Altopascio, da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma, supportati dalla Compagnia di Lucca. I militari hanno sequestrato circa 10mila euro in valuta contraffatta e disarticolato una stamperia clandestina allestita nella sua abitazione. Secondo gli inquirenti, le banconote prodotte sarebbero state vendute non solo in Italia, ma anche in vari Paesi europei, come Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Lituania, Austria e Malta.

L’indagine era stata avviata nel febbraio 2026 nell’ambito di un’attività investigativa volta a contrastare il traffico internazionale di valuta falsa. Gli investigatori hanno ricostruito che l’uomo avesse organizzato nella sua abitazione, a Fabbri, una sofisticata stamperia digitale capace di produrre banconote da 10, 20 e 50 euro.

Le indagini hanno rivelato che il 33enne, sotto il nickname@sanguetoro‘, pubblicizzava e vendeva direttamente le banconote contraffatte tramite il social network Telegram. La valuta veniva ceduta a un prezzo pari a circa il 12% del valore nominale, con pagamenti effettuati in criptovaluta e consegne gestite attraverso spedizioni postali, sia nazionali che internazionali, tramite corrieri privati.

Le perquisizioni personali, domiciliari e informatiche disposte dall’autorità giudiziaria hanno consentito di sequestrare computer, stampanti e strumenti professionali utilizzati per il perfezionamento grafico nella creazione delle banconote. Contestualmente, è stata rinvenuta e sequestrata ulteriore valuta falsa per un valore nominale di circa 10mila euro.

Durante le investigazioni, sono emerse numerose spedizioni contenenti denaro contraffatto, inviate con nomi fittizi e destinate a destinatari residenti a Roma, Forino in provincia di Avellino, Montebelluna nel Trevigiano, e Palma di Montechiaro nell’Agrigentino.

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