“Ieri mattina a Firenze, i Carabinieri hanno eseguito perquisizioni nelle abitazioni di giovani sostenitori del Partito dei CARC. Secondo le notizie diffuse, l’ipotesi di reato riguarda la diffamazione nei confronti di Marco Carrai, un personaggio pubblico da tempo al centro di campagne per la sua rimozione da incarichi istituzionali. Senza entrare nel merito delle posizioni politiche dei soggetti coinvolti o dei procedimenti in corso, vogliamo condannare fermamente il fatto che si trasformi un’ipotesi di diffamazione in perquisizioni domiciliari all’alba; tale pratica è inaccettabile“. Questo è quanto afferma Rifondazione Comunista di Firenze, commentando le perquisizioni denunciate dagli stessi Carc. “La diffamazione dovrebbe essere contestata attraverso vie legali ordinarie: l’uso di strumenti repressivi e spettacolari ha un effetto intimidatorio chiaro, colpendo non solo le persone perquisite, ma chiunque decida di organizzarsi, protestare o dissentire.
A Firenze – continuano da Rifondazione Comunista – stiamo notando una crescente presenza delle forze dell’ordine e attività investigative nei confronti di chi si mobilita: in passato abbiamo visto perquisizioni e indagini da parte della Digos, procedimenti per presunte associazioni sovversive e denunce per manifestazioni non autorizzate; oggi si arriva a perquisizioni domiciliari per il reato di diffamazione. Mentre lo Stato riduce il suo impegno nelle politiche sociali, cresce l’attenzione repressiva sull’ordine pubblico. Le etichette possono cambiare — terrorismo, sovversione, diffamazione — ma la direzione resta la medesima: controllo delle forme di dissenso politico. È importante sottolineare che le critiche a Marco Carrai si basano su sue posizioni pubbliche riguardo ai suoi incarichi e ruoli istituzionali — in particolare, la richiesta di dimissioni dalla presidenza della Fondazione Meyer per il suo ruolo di console onorario di Israele e per l’influenza esercitata in ambiti pubblici. Criticare e richiedere la rimozione di chi occupa cariche di rilievo è un legittimo esercizio del conflitto politico all’interno del quadro costituzionale“.
PRC Firenze “esprime solidarietà alle persone coinvolte e alle loro famiglie. Continueremo a seguire con attenzione gli sviluppi giudiziari e difendere il diritto alla libera espressione e all’organizzazione politica. La politica deve intervenire: non può eludere questi temi, ma è necessaria una vigilanza attiva per prevenire abusi che comprimono le libertà democratiche.“
