Erosione costiera: la Toscana presenta il nuovo Masterplan da 547 milioni per proteggere il litorale.

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Giani e Barontini svelano le nuove indicazioni regionali. Sono previsti interventi strutturali, ripascimenti, monitoraggio, studio e ricerca. Nei primi dieci anni si stima un fabbisogno di 166 milioni di euro.

Scritto da Lorenza Berengo, martedì 25 agosto 2026 alle 14:12

Una strategia a lungo termine per combattere l’erosione costiera, proteggere abitati e infrastrutture, e rendere il litorale toscano più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Questo è l’obiettivo del nuovo Masterplan della costa 2026, presentato questa mattina dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dall’assessore all’ambiente, economia circolare e bonifiche David Barontini. Era presente anche il direttore della Protezione civile e difesa del suolo Giovanni Massini.

Con l’approvazione delle nuove “Linee di indirizzo regionali per la definizione delle strategie, le azioni, le attività di monitoraggio, studio e ricerca per la tutela della costa”, la Regione si dota di un framework unitario per pianificare nel tempo le azioni necessarie lungo l’intero litorale toscano. Il quadro economico evidenzia la sfida: per implementare tutte le azioni previste, in un orizzonte di 15-20 anni, si stima un fabbisogno di 547 milioni e 710mila euro, di cui circa 166 milioni sono destinati ai primi dieci anni. Di questi, oltre 134 milioni riguardano interventi strutturali, circa 28,4 milioni per attività di ripristino e rimodellamento stagionale, e 2,8 milioni per attività di studio e ricerca.

È importante notare che le risorse per progetti già finanziati che seguono la logica del Masterplan ammontano a circa 77 milioni, in parte già realizzati e in parte in fase di realizzazione.

“Abbiamo approvato in Giunta il Masterplan per la lotta contro l’erosione costiera – ha dichiarato il presidente Giani – una pianificazione che guarda ai prossimi vent’anni e si concentra su interventi strutturali di grande rilevanza, con un potenziale complessivo di oltre 500 milioni di euro. Questo è il nostro obiettivo strategico. Guardando ai prossimi dieci anni, parliamo di interventi per 166 milioni di euro, da programmare e graduare in base alle priorità e alle situazioni più critiche. Le emergenze maggiori si riscontrano nella parte nord della costa toscana, dalla Versilia fino alla provincia di Massa-Carrara, anche in relazione alla necessità di interventi complementari alla presenza e alla struttura del porto di Marina di Carrara. Tuttavia, il Masterplan considera l’intero litorale regionale: ci sono anche fronti come Punta Ala e Follonica, e verso il Parco dell’Uccellina.”

“Nei prossimi mesi – ha proseguito – ci concentreremo anche su Tirrenia e Marina di Pisa, utilizzando uno studio realizzato con l’Università di Firenze e tramite interventi su barriere in grado di attenuare l’impatto del moto ondoso su tratti costieri che interessano anche aree ad alta densità abitativa.”

“Contrastare l’erosione e intervenire con ripascimenti – ha concluso Giani – vuol dire anche riportare le nostre coste a una piena capacità di attrazione turistica, in un momento in cui il turismo balneare è vitale per l’economia della Toscana. Naturalmente – ha aggiunto il presidente della Regione – pianificare questi interventi implica anche identificare le risorse necessarie per realizzarli. Inizialmente, il PNRR aveva prospettato la possibilità di interventi significativi, e la Regione Toscana aveva indicato questo come uno dei progetti strategici sui quali investire. Tuttavia, tali risorse non si sono concretizzate. Per questo motivo, ci concentreremo sui fondi strutturali europei, in particolare sulla nuova programmazione settennale del Fesr che partirà dal 2028. Al contempo, speriamo di ricevere anche risorse nazionali dal Governo, che sono state più volte annunciate ma finora non si sono realizzate.”

L’erosione costiera è una delle principali problematiche ambientali in Toscana. Il Masterplan è concepito per superare un approccio reattivo alle singole emergenze, costruendo invece una strategia globale capace di integrare interventi strutturali di medio-lungo periodo con attività di gestione e manutenzione a breve termine.

“Lo scopo del Masterplan – ha spiegato l’assessore Barontini – è fornire una visione organica e una programmazione a lungo termine contro l’erosione costiera. Abbiamo delineato un arco temporale di vent’anni per programmare azioni specifiche, poiché ogni tratto di costa presenta caratteristiche e criticità uniche che richiedono soluzioni mirate. Questa strategia è ancora più necessaria dinanzi a fenomeni erosivi che, negli ultimi anni, hanno visto un aumento significativo nell’impatto sulle nostre spiagge.”

“Dal 2021 ad oggi, tra fondi regionali e Fesr, sono stati stanziati circa 77 milioni di euro, ma un Masterplan che prevede interventi per 166 milioni nei primi dieci anni e 547 milioni in vent’anni avrà bisogno di ulteriori risorse,” ha aggiunto l’assessore. “Dopo il mancato finanziamento attraverso il PNRR, la Regione ha investito risorse proprie e utilizzato fondi europei. In vista della nuova programmazione europea a partire dal 2028, lavoreremo affinché una quota significativa delle risorse sia destinata alla salvaguardia delle nostre coste, considerando anche la protezione di un patrimonio ambientale ed economico cruciale per la Toscana.”

“Tra le situazioni che richiedono maggiore attenzione – ha concluso Barontini – c’è senz’altro la provincia di Massa-Carrara, a partire dalla foce del Frigido, dove l’arretramento della linea costiera è particolarmente evidente. Altre criticità riguardano Cinquale e Follonica. I ripascimenti sono importanti, ma dobbiamo ricordare che le spiagge non sono soltanto luoghi di villeggiatura e attrazione turistica: rappresentano una difesa naturale del territorio e degli abitati che si trovano alle loro spalle. Ci sono già interventi strutturali programmati. A Marina di Pisa, ad esempio, sono stati stanziati 7 milioni di euro per intervenire sulla cosiddetta “cella 4”, modificando l’attuale spiaggia di ghiaia e allungandola di circa 70 metri. Si tratta di un intervento significativo che si inserisce perfettamente nella strategia delineata dal Masterplan.”

Il Masterplan esamina anche le diverse aree della costa, determinando per ciascuna unità fisiografica esigenze, priorità e una stima degli interventi necessari.

  • Il tratto tra la foce del Magra e Livorno prevede interventi per oltre 189 milioni di euro, di cui circa 44,6 milioni nei primi dieci anni.
  • Per il tratto Punta Lillatro-La Torraccia, la previsione complessiva è di circa 49,4 milioni, di cui 23,7 milioni nel primo decennio.
  • Per Baratti-Follonica-Punta Ala, si stima un fabbisogno di circa 45,9 milioni, comprensivo di 17,4 milioni nei primi dieci anni.
  • Per l’unità Punta Rocchette-Cala Rossa la stima raggiunge i 51,9 milioni, con 22 milioni nel decennio iniziale.
  • Per il tratto Talamone-Osa-Santa Liberata-Feniglia si prevedono circa 57,1 milioni, di cui 17,9 milioni dedicati nei primi dieci anni.
  • A questi si aggiungono gli interventi previsti tra Ansedonia e Chiarone, quelli sulle cosiddette “pocket beaches”, le spiagge di dimensioni ridotte, e le azioni specificamente dirette alla protezione degli abitati costieri.

Complessivamente, per gli interventi strutturali, il Masterplan prevede oltre 462 milioni di euro, di cui circa 134,8 milioni nel primo decennio.

Il piano mappa le esigenze della costa suddividendola in unità fisiografiche, identificando per ciascuna di esse criticità territoriali, possibili azioni specifiche, risorse economiche necessarie e una timeline per gli interventi, indicando le priorità da affrontare nei primi dieci anni. L’obiettivo è accrescere la resilienza del sistema costiero attraverso soluzioni su misura per le caratteristiche dei diversi tratti di litorale, privilegiando ripascimenti strutturali o ripascimenti protetti con opere a basso impatto ambientale.

Un ruolo centrale sarà attribuito ai ripascimenti, ossia all’apporto di nuovi sedimenti nei tratti più colpiti dall’erosione. Il Masterplan stima un fabbisogno complessivo di circa 2,8 milioni di metri cubi di sedimenti lungo la costa toscana. Di questi, circa 1,3 milioni riguardano l’unità fisiografica settentrionale, compresa tra la foce del Magra e il porto di Livorno. Per i primi dieci anni, il fabbisogno stimato è di circa un milione di metri cubi, pari al 35% di quello complessivo.

La strategia mira anche a valorizzare i sedimenti già presenti lungo la costa, seguendo principi di economia circolare. La Regione ha avviato un percorso con Ispra, Arpat e Consorzio Lamma per favorire, ove possibile, il riutilizzo dei materiali negli interventi contro l’erosione, riducendo il ricorso a risorse esterne.

Il direttore Massini ha ulteriormente specificato: “Pensare di tornare alla situazione della costa di un secolo fa non è fattibile. Mantenere sostanzialmente l’attuale linea di costa, accompagnandola con miglioramenti mirati nelle situazioni più critiche, come quella di Massa, rappresenta un obiettivo estremamente sfidante. Con i cambiamenti climatici, infatti, le dinamiche di erosione sono diventate molto più rapide. Fenomeni di arretramento, che un tempo occorrevano anni per manifestarsi, ora possono avvenire in tempi decisamente più brevi. Oltre agli interventi di protezione e ai ripascimenti, dobbiamo lavorare anche per ripristinare, nel tempo, l’interazione naturale tra fiumi e costa. I sedimenti trasportati dai fiumi sono, infatti, una delle principali fonti di nutrimento delle nostre spiagge.”

“Negli ultimi decenni – ha concluso Massini – l’aumento della forza del mare, aggravato dai cambiamenti climatici, si è accompagnato a una significativa riduzione dell’apporto di sedimenti fluviali, causata anche dalle ingenti escavazioni effettuate negli anni Settanta e Ottanta, i cui effetti sono ora evidenti sulle coste. È essenziale invertire questa tendenza, facilitando di nuovo l’afflusso di sedimenti al mare e realizzando interventi capaci di ridurre l’energia del moto ondoso sulla costa. Questa è la via per preservare le nostre spiagge e, dove possibile, ampliare progressivamente il loro spazio.”

Alla base del Masterplan esiste anche un sistema permanente di monitoraggio, studio e ricerca. Il controllo dell’evoluzione della linea di costa è affidato al Consorzio Lamma, che presta particolare attenzione ai settori più critici e alla verifica dell’efficacia degli interventi già realizzati. La strategia regionale prevede una stretta collaborazione con il mondo scientifico e un approccio integrato e flessibile, in grado di valutare caso per caso la soluzione più idonea.

Le linee di indirizzo costituiscono il quadro strategico per la programmazione regionale. Gli interventi saranno attuati progressivamente tramite il Documento operativo annuale per il recupero e il riequilibrio della fascia costiera, in base alle priorità stabilite e alle risorse disponibili. Il Masterplan verrà anche aggiornato nel tempo, in base all’evoluzione delle conoscenze e attraverso il contributo degli enti locali, del sistema universitario, del Lamma, degli enti di ricerca, delle associazioni e degli altri soggetti coinvolti.

Infine, la Regione sottolinea l’importanza di ampliare le fonti di finanziamento. Ad oggi, il Masterplan non ha ricevuto un finanziamento nazionale specifico, e le risorse disponibili provengono principalmente da fondi regionali, risorse europee FESR e finanziamenti statali legati alle emergenze. Per questo, la Toscana intende continuare il dialogo con il Governo per identificare ulteriori canali di finanziamento, considerando le conseguenze che l’erosione costiera ha non solo sul piano ambientale, ma anche sull’economia e sull’attrattività turistica dei territori costieri.

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